MILAN, ITALY - SEPTEMBER 25:  Mauro Icardi of Inter during the Serie A match between FC Internazionale and Bologna FC at Stadio Giuseppe Meazza on September 25, 2016 in Milan, Italy.  (Photo by Maurizio Lagana/Getty Images)

Giallo nerazzurro: quale allenatore per l’FC Internazionale Milano?

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Walter Sabatini (1955) è un dirigente sportivo, allenatore di calcio ed ex calciatore italiano

Mentre la Juventus FC superava in scioltezza l’AS Monaco nella semifinale di ritorno di UEFA Champions League, sfoggiando maturità, solidità ed un incontrastato dominio tecnico-tattico, le agenzie di stampa cominciavano a battere la notizia dell’esonero di Stefano Pioli dall’incarico di allenatore dell’FC Internazionale Milano, con il ruolo assegnato ad interim all’allenatore della Primavera Stefano Vecchi. Lo psicodramma nerazzurro trovava il proprio compimento con tempismo beffardo, concretizzandosi proprio mentre una delle proprie storiche rivali si affacciava alla finale di UCL, con concretissime chance di diventare la seconda squadra italiana, proprio dopo l’Inter del 2010, capace di completare il Triplete.

Contestualmente ai due avvenimenti cominciava anche a circolare la voce che Walter Sabatini (ex Direttore Sportivo dell’AS Roma) fosse in orbita-Inter, una notizia che ha sorpreso molti, visto il recentissimo rinnovo triennale dell’attuale DS nerazzurro Piero Ausilio. Dopo una notte quanto mai travagliata è giunta una seconda ufficialità: Walter Sabatini è il nuovo coordinatore delle squadre sportive del Gruppo Suning, la compagnia cinese proprietaria di Inter e Jiangsu Suning ZJ.

Dunque, almeno formalmente, l’autonomia in fase di mercato del DS Ausilio non dovrebbe risultare compromessa. Chi conosce, però, Walter Sabatini e il suo modo barocco di fare il mercato, non può fare a meno di dubitare di una facile convivenza dell’ex Direttore romano con un’altra figura che conduca il calciomercato. Da parte di una società dall’organigramma così ingarbugliato, con una squadra in crisi di risultati da circa due mesi e una tifoseria sull’orlo della crisi di nervi, appare irrinunciabile il bisogno di dare un segnale d’ordine. L’esonero di Pioli, seppur per molti versi ingiusto, è dettato da logiche manageriali più che calcistiche: cristallizza al contempo, da parte della società, il bisogno di cercare una scossa per raggiungere il fondamentale obiettivo europeo non ancora del tutto sfumato (al momento in cui scrivo l’Inter è a soli tre punti dal sesto posto) e la chiara intenzione di ripartire da un altro nome in panchina, senza sentirsi vincolati a Stefano Pioli anche qualora l’obiettivo europeo fosse raggiunto. Appare, dunque, evidente che la pietra angolare sulla quale l’Inter voglia fondare la propria ricostruzione è proprio l’allenatore.

Il profilo che la società nerazzurra cerca è ben chiaro: blasone europeo, esperienza internazionale, abitudine ed attitudine a vincere. In questi giorni sono stati ben cinque i nomi su cui la stampa è tornata in maniera più o meno pressante. Ma quale potrebbe essere davvero il profilo giusto per i nerazzurri? Qui di seguito cerchiamo di scoprirlo insieme.

 

  • LEONARDO JARDIM
José Leonardo Nunes Alves Sousa Jardim (1974) è un allenatore di calcio portoghese, attuale tecnico dell'AS Monaco
José Leonardo Nunes Alves Sousa Jardim (1974) è un allenatore di calcio portoghese, attuale tecnico dell’AS Monaco

Nel quintetto di allenatori avvicinati all’Inter, il nome meno chiacchierato – forse perché emerso più di recente – è quello di Leonardo Jardim, allenatore proprio di quel Monaco eliminato dalla Juventus mentre Pioli veniva esonerato. Il mister portoghese è attualmente primo in Ligue 1 e, nel corso di questa stagione, alla guida del club biancorosso ha raggiunto le semifinali di Champions League e Coppa di Francia, oltre che la finale di Coppa di Lega francese. Una stagione impressionante, se si considera la giovanissima età media del gruppo. Prima di raggiungere la stabilità, la notorietà internazionale ed il successo con il club monegasco, però, Leonardo Jardim non è mai stato un nome di grido nel panorama europeo: il suo palmarès è completamente sguarnito, fatta eccezione per le promozioni ottenute dalle serie minori alla guida del GD Chaves e dell’SC Beira-Mar, società in cui è stato anche esonerato a metà della sua prima stagione nella massima serie portoghese. Più di una volta ha, inoltre, lasciato la società in cui militava per dissidi con la dirigenza: è successo tanto all’SC Braga quanto all’Olympiakos SFP, squadra che veleggiava con dieci punti di vantaggio nel campionato greco al momento della rottura. Quello di Jardim non appare, dunque, né un nome che sia garanzia automatica di successi né uno yes-man che si conformi perfettamente all’operato della società, che già vive problemi organizzativi abbastanza sensibili e che già si è trovata scottata quando ha scelto un tecnico straniero senza alcuna esperienza italiana, pur reduce da numerosi successi, come Frank de Boer. Certo, avendo negli occhi la splendida stagione del Monaco e la sua eccezionale produzione offensiva, appare difficile scartare in maniera aprioristica il tecnico portoghese. Ma allo stesso momento, allo stato attuale, con la rosa dell’Inter appare impossibile replicare una stagione di successo ed applicazione come quella appena vissuta dal team francese, tanto a livello tecnico-tattico quanto a livello umano. I nerazzurri si sono disuniti appena le difficoltà si son fatte pressanti, abbandonando una guida tecnica come Stefano Pioli, che li aveva comunque portati a produrre punti e statistiche individuali. Appare, infine, difficile che Jardim voglia spezzare l’incantesimo-Monaco, abbandonando una squadra che – salvo totali smobilitazioni nel mercato estivo – gli risponde ciecamente ed una società della quale tiene, ormai, saldamente le redini per entrare in un mare in burrasca come quello nerazzurro. Con ogni probabilità la pista-Jardim sarà la meno calda perché le esigenze della società e del tecnico in questione vanno in direzioni nemmeno velatamente opposte.

 

  • LUCIANO SPALLETTI
Luciano Spalletti (1959) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista, tecnico dell'AS Roma
Luciano Spalletti (1959) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, attuale tecnico dell’AS Roma

Secondo QS Sport, Luciano Spalletti avrebbe già firmato un pre-contratto con l’Inter. Nel pezzo di riferimento, però, viene specificato come l’attuale allenatore della Roma sia un’alternativa di lusso a Diego Pablo Simeone ed Antonio Conte, nomi che approfondiremo di seguito, attualmente in testa alla lista della proprietà nerazzurra. Le ragioni che portano più fonti ad accreditare Spalletti come probabile neo-manager interista hanno le proprie radici nell’arrivo nella società milanese di Walter Sabatini, Direttore Sportivo capace di riportare l’allenatore toscano a Roma dopo l’ottima esperienza russa all’FK Zenit San Pietroburgo. Non è, d’altronde, una novità assoluta che proprio Spalletti abbia più volte dichiarato di voler lasciare la capitale a fine stagione e che, potendo tornare indietro, non avrebbe commesso l’errore di tornare ad allenare la squadra della capitale. Se all’addio quasi certo da Roma sommiamo i suoi buoni rapporti con Sabatini e l’interesse abbastanza pressante dell’Inter verso numerosi giocatori giallorossi (Radja Nainggolan e Kōstas Manolas su tutti), appare più che tracciata una corsia preferenziale che conduca il tecnico toscano a Milano. Eppure il sodalizio Spalletti-Inter potrebbe non nascere in maniera così automatica. Numerosi sono gli elementi che possono ostare alla nascita di una lunga collaborazione tra il tecnico e la società milanese: primo tra questi elementi potrebbe essere la mancanza di successi di spessore all’interno del Campionato italiano. Due Coppe Italia, una Supercoppa italiana, due Campionati russi e una Coppa di Russia di certo compongono una più che discreta bacheca, ma basterà, unitamente a dei percorsi europei sempre dignitosi ma mai sfavillanti, affinché la dirigenza milanese decida di legarsi a lungo termine con il toscano? Inoltre, l’attuale allenatore giallorosso ha più volte rischiato il crash mediatico nella capitale, lanciandosi in dichiarazioni spesso difficili che lo hanno portato ad inimicarsi la tifoseria a più riprese, cosa assolutamente da evitare anche in una piazza meno focosa, ma comunque sofferente, come quella interista. Tra le dichiarazioni di Spalletti spiccano, di certo, quelle riguardanti la sua impellente voglia di vincere, un desiderio che non parrebbe sposarsi con la contingenza nerazzurra che non sembra essere presagio di vittorie imminenti. Pur dando per scontate l’enorme preparazione tattica di Spalletti, ormai scevra da quasi ogni integralismo, la sua innata predisposizione a far rendere e giocar bene le proprie squadre e la sua capacità di chiudere sempre nelle primissime posizioni della classifica, la strada dell’Inter e quella del tecnico attualmente in forza alla Roma potrebbero non incrociarsi al termine della stagione. A questo punto, che Spalletti cerchi di vincere in una società a più basso rischio e che l’Inter cerchi un profilo al contempo più glamour a livello internazionale e capace di associare maggiormente il suo nome a delle vittorie appare, dunque, una strada tutt’altro che improbabile.

 

  • MAURICIO POCHETTINO
Mauricio Roberto Pochettino Trossero (1972) è un allenatore di calcio ed ex calciatore argentino, attualmente alla guida del Tottenham Hotspur FC
Mauricio Roberto Pochettino Trossero (1972) è un allenatore di calcio ed ex calciatore argentino, attualmente alla guida del Tottenham Hotspur FC

Figlioccio prediletto di Marcelo Bielsa ai tempi del CA Newell’s Old Boys, Mauricio Pochettino è un nome che sta prendendo quota nelle ultimissime ore. Si dice che l’Inter sia propensa a pagare la clausola risolutiva di cinque milioni di sterline che gli permetterebbe di liberarsi dal Tottenham Hotspur FC e a proporre all’allenatore argentino un lungo contratto con uno stipendio da dieci milioni di euro l’anno (oltre il doppio di quanto percepisce attualmente in Inghilterra). Difficile dire quanto ci sia di vero in tutto ciò, più semplice è attenersi ai dati di fatto: da allenatore Pochettino ha un palmarès completamente nullo (addirittura più spoglio di quello di Jardim) e con il Tottenham è giunto al secondo posto della Premier League, mostrando un ulteriore passo avanti in un percorso che da tre anni vede i suoi ragazzi esprimere netti miglioramenti. Non appare così improbabile che il Tottenham sia sul punto di vincere, e appare ancor meno probabile che Pochettino voglia lasciare la panchina londinese prima di tagliare il tanto agognato traguardo. Come potrebbero mai, dunque, conciliarsi la posizione del club nerazzurro e quella dell’allenatore argentino? Beh, innanzitutto le condizioni economiche sopra citate costituirebbero un ricchissimo incentivo. L’innamoramento calcistico del DS Ausilio nei confronti del calcio di Pochettino, la buona adattabilità di diversi elementi in rosa a giocare quel tipo di football e l’interesse nerazzurro, registrato lo scorso mese, nei confronti di Toby Alderweireld e Kyle Walker, giocatori fondamentali nell’attuale scacchiere tattico del Tottenham potrebbero far la differenza. Resta, comunque, una pista particolarmente accidentata viste le già citate problematiche legate ad un palmarès vuoto, alla mancanza di conoscenza da parte del tecnico argentino del campionato ed alla voglia di vincere di Pochettino con il suo gruppo al Tottenham. Che Ausilio provi a ribadire la propria centralità nell’organigramma societario portando all’Inter un allenatore per cui stravede è possibile ma non così probabile.

 

  • DIEGO PABLO SIMEONE
Diego Pablo Simeone (1970) è un allenatore di calcio ed ex calciatore argentino. Dal Dicembre 2011 è alla guida del Club Atlético de Madrid
Diego Pablo Simeone (1970) è un allenatore di calcio ed ex calciatore argentino. Dal Dicembre 2011 è alla guida del Club Atlético de Madrid

Sogno proibito dei nerazzurri da innumerevoli stagioni, Diego Pablo Simeone è uno di quei nomi che trapelano ogni qualvolta in casa Inter si cerchi un allenatore. Amatissimo dai tifosi quando, da giocatore, vestiva la maglia della Beneamata e stimatissimo a livello tattico dalla dirigenza, El Cholo è un’utopia probabilmente destinata a restare tale. Da ben sei stagioni Simeone ha legato a doppio filo i suoi destini e quelli del Club Atlético de Madrid, società nella quale aveva militato anche da giocatore ed ha di recente ribadito di avere intenzione di prolungare la propria esperienza spagnola. Perché lo si mette, dunque, di continuo nel novero dei papabili tecnici nerazzurri? Le motivazioni potrebbero essere molteplici. Oltre alla sua più volte affermata voglia di rivivere, da allenatore, le tappe che hanno contraddistinto la sua esperienza da atleta, potrebbe venire in rilievo il momento storico che i colchoneros stanno vivendo: potrebbe essere la fine del ciclo cholista a Madrid. Un percorso iniziato nel 2011 che, al momento, conta una Coppa di Spagna, un Campionato spagnolo, una Supercoppa di Spagna, un’edizione di UEFA Europa League, una Supercoppa UEFA e ben due finali di Champions League: l’Atletico è diventato, durante l’era-Simeone, un assiduo inquilino dei salotti buoni d’Europa. La simbiosi stretta tra ambiente e allenatore sotto il segno del cholismo – una filosofia calcistica che riconosce nella compattezza del gruppo, nel sacrificio e nel gettare il cuore oltre l’ostacolo i propri punti cardine – fa già brillare gli occhi dei tifosi nerazzurri, ben memori dei successi nazionali ed internazionali ottenuti da José Mourinho e da un gruppo di calciatori che facevano di principi umani simili il proprio credo. Il tifo nerazzurro sarebbe disposto a sacrificare l’idea di assistere ad un bel calcio pur di vedere a capo del proprio team un condottiero simile, la società nerazzurra sarebbe incline anche ad arrivare ad un ingaggio vicino ai quindici milioni di euro per facilitare il sodalizio. La scelta resta, però, nelle mani di Simeone: El Cholo potrebbe non aver voglia di uscire dalla comfort-zone che ormai ha costruito all’Atlético, magari sognando una nuova rincorsa-Champions. Senza dubbio un suo arrivo, da solo, avrebbe il potere di rivitalizzare e compattare un ambiente che al momento appare spento e disunito.

 

  • ANTONIO CONTE
Antonio Conte (1969) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, attuale tecnico del Chelsea FC
Antonio Conte (1969) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, attuale tecnico del Chelsea FC

Ci sono pochi dubbi che, per una serie di corsi e ricorsi storici, Antonio Conte appaia il profilo perfetto per la rifondazione nerazzurra. Freschissimo Campione d’Inghilterra alla guida del Chelsea FC, un team arrivato decimo in Premier League lo scorso anno, e dominatore tattico dell’ultimo Campionato Europeo alla guida della Nazionale Italiana, Conte sembra rispondere alla perfezione ad una serie di esigenze interiste. Ad una preparazione tattica d’élite mondiale, Conte affianca un aspetto comunicativo da accentratore che potrebbe notevolmente aiutare i suoi giocatori nei momenti di difficoltà. Inoltre, malgrado non sia uno yes-man e cerchi sovente di proporre degli acquisti alle proprie società, è bravissimo a lavorare col personale a sua disposizione, traendo il meglio dal proprio organico come insegnano la recentissima esperienza inglese e la sua parentesi da CT. Non è finita qui. Ben cinque volte in carriera ha ridato energia ad un ambiente completamente spento: US Arezzo, FC Bari, SS Siena, Juventus e infine Chelsea. Una lista di successi che farebbe sognare chiunque, a maggior ragione un club che necessiti spasmodicamente di una ricostruzione e di una risalita rapida. Un contratto estremamente remunerativo, la possibilità di avere grande forza economica sul mercato e la voglia di tornare ad imporsi in Italia sono abbastanza per schiodarlo dal paradiso Blues in cui ha vissuto per questa stagione? Difficile ma non impossibile. Cosa penserebbero i tifosi nerazzurri nel vedere il proprio progetto affidato ad un ex juventino D.O.C. è difficile da dire, ma la nonchalance con la quale il tecnico salentino ha condotto il Bari in Serie A, noncurante delle proprie origini leccesi e della rivalità tra le due piazze pugliesi può essere un indizio. Conte, come Simeone, è il cosiddetto Piano A dell’Inter, l’uomo giusto per far sognare all’ambiente una vertiginosa risalita.

Chiunque sia il prescelto della società nerazzurra, dovrà districarsi tra le pressioni di un ambiente stanco di toppare stagione dopo stagione ed un gruppo al momento estremamente bizzoso, disunito e dotato di poche certezze in ciascun reparto.

Basterà un ricco e lungo contratto ad attirare gli allenatori più glamour sulla piazza? La soluzione del giallo ci attende a breve.

 

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About Jacopo Gramegna

REDATTORE | Classe 1996, ex cestista ed ex Parlamentare Regionale dei Giovani in Puglia, diplomato al Liceo Classico. Attualmente è studente di Giurisprudenza d'Impresa presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Divoratore instancabile di film e studioso di tattica sportiva, nutre una passione viscerale per i racconti che gravitano attorno ai campi da gioco. Si diletta in uno storytelling che possa far convergere le sue numerose anime.

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