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I Gattopardi d’Oro del primo scorcio di Serie A

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statuetta-degli-oscarDa sempre, una delle più bizzarre abitudini degli esseri umani è quella di stilare classifiche o assegnare premi. Anche noi de “La Voce del Gattopardo” abbiamo deciso l’istituzione di un premio: il Gattopardo d’Oro, da assegnare periodicamente alle eccellenze negli ambiti di cui più ci interessiamo, creando delle apposite categorie.

E’ la Serie A, al giro di boa del primo terzo di stagione, il soggetto del debutto delle nostre statuette. I sondaggi privati per l’assegnazione dei premi potrebbero essere sostituiti da future votazioni aperte per una massima interazione con i lettori, che potranno così condividere maggiormente la scelta dei vincitori. In presenza di risultati parziali come questi, è prominente la natura in fieri degli esiti, che potrebbero essere stravolti nei prossimi 6 mesi. Proprio il tumultuoso cambiare degli eventi ci spinge a cristallizzare la situazione già a questo punto del campionato, premiando chi ha meritato finora ed aiutandoci nelle valutazioni complete di fine Stagione.

Ecco le cinque categorie premiate:

1. Gattopardo d’Oro alla Miglior Squadra ;

2. Gattopardo d’Oro alla Miglior Partita ;

3. Gattopardo d’Oro al Miglior Allenatore ;

4. Gattopardo d’Oro al Miglior Giocatore di Supporto ;

5. Gattopardo d’Oro al Miglior Giocatore .

 

  • MIGLIOR SQUADRA :
sassuolo
Il 4-3-3 nero-verde. Solo due neo arrivati: André Grégoire Defrel (sostituto di Simone Zaza andato alla Juventus FC) e la mezzala mancina Joseph Alfred Duncan, poi tutti confermati e moltissimi italiani, a dimostrazione che la continuità paga

Il premio va all’US Sassuolo Calcio. Ma soffermiamoci un attimo sulla categoria – forse – più controversa: cosa si intende per Miglior Squadra? Il miglior gioco? La rivelazione? Il miglior cast? Chi ha tratto il meglio dalle proprie partite? Gli appassionati più attenti della Serie A avranno immaginato ad ogni domanda una squadra ben precisa: ACF Fiorentina e SSC Napoli, Sassuolo, AS Roma e FC Internazionale Milano, queste le cinque nomination. Il motivo di una scelta così naïf non risiede in una tendenza hipster dei votanti, ma nella consapevolezza diffusa che il Sassuolo sia l’emblema del buon calcio in Italia. Tralasciando la quantità (in ogni caso impressionante) di punti racimolati finora, la compagine guidata da Eusebio Di Francesco (ovvio candidato a Miglior Allenatore) ha mostrato delle qualità intangibili da Gattopardo d’Oro. Coadiuvata da un’organizzazione fuori dal campo a livelli eccellenti, la squadra di Giorgio Squinzi (Presidente di Confindustria), al terzo anno di A è passata da essere una cenerentola senza diritto di cittadinanza nella massima serie ad una realtà costante della metà sinistra della classifica. La quantità enorme di giocatori italiani (giovani ed esperti perfettamente amalgamati) nella rosa dei nero-verdi è il primo elemento che fa impazzire i fan del football nostrano. A questa componente campanilistica, aggiungiamo che il Sassuolo gioca il proprio calcio con tutti e, in controtendenza con molte squadre di A, non si arrende allo svantaggio (il “quasi-pareggio” contro l’AC Milan, dopo aver segnato in inferiorità numerica, è emblematico). E’ un calcio associativo, di sacrificio in fase di ripiegamento (il tridente impone enorme sacrificio agli esterni alti che, in fase difensiva, quasi retrocedono a mezzali di contenimento, accumulando anche tanti cartellini gialli) ma di enorme fantasia incanalata in fase di proposizione. La transizione nero-verde è probabilmente la migliore del campionato, fondata sulla repentina riapertura delle ali che giocano “a piede invertito”: la squadra divora letteralmente lo spazio in fase di proposizione. La crescita però è evidente, soprattutto nella capacità di resistere una volta in vantaggio (come contro la Juventus FC) e di attaccare a difesa schierata. Eppure la stellina della squadra, Domenico Berardi (miglior Under 21 al mondo, numeri alla mano), è stata frenata da un paio di infortuni. Se il craque calabrese si confermasse ai livelli degli ultimi due anni, potremmo ritrovare i nero-verdi ancora qui a fine stagione.

 

  • MIGLIOR PARTITA :

La seconda categoria premia il match Napoli VS Fiorentina, svoltosi allo Stadio San Paolo il 18 Ottobre 2015Miglior Partita può voler dire due cose: partita meglio interpretata o partita più spettacolare. La scelta ricade su questo incontro perché condensa, probabilmente, entrambe le caratteristiche. Le due squadre hanno interpretato bene la partita (Primo Tempo finito 0-0) e poi hanno regalato spettacolo. Paulo Sousa ha già dato ampia dimostrazione di saper interpretare le partite come nessuno quest’anno (le milanesi confermano) ma se c’è un allenatore capace di controbattere a qualsiasi tipo di approccio da parte degli avversari, questo è Maurizio Sarri. Ne nasce un capolavoro tattico nel Primo Tempo e tecnico nel Secondo. La giornata è impreziosita dalla qualità dei goal: l’interno destro di Lorenzo Insigne al minuto quarantasei da il via ad una girandola di giocate di alto livello che proseguirà con un bellissimo lancio filtrante mancino di prima intenzione di Josip Iličič per Nikola Kalinić, che di esterno destro trova il pareggio. La palla persa di Iličič costerà alla viola il 2-1 finale di Gonzalo Higuaín dopo una bella triangolazione. A segno un candidato a Miglior Giocatore di Supporto (Insigne) e due nominati al premio di Miglior Giocatore. Che vetrina per la Serie A.

 

 

  • MIGLIOR ALLENATORE :
Sarri
Maurizio Sarri (1959), grande fumatore e miglior allenatore emergente dello scorso Campionato

La terza categoria premia gli sforzi di Maurizio Sarri. C’è poco da fare: Mr. 33 (soprannome dovuto all’esorbitante quantità di schemi preparati) piace proprio a tutti. Ex impiegato di banca, dichiarò: <<Ho scelto come unico mestiere quello che avrei fatto gratis. Ho giocato, alleno da una vita, non sono qui per caso. Mi chiamano ancora l’ex impiegato. Come fosse una colpa aver fatto altro>>. Una carriera tra squadre che nell’Album Panini non avevano nemmeno la figurina singola. Costantemente in tuta, rampollo di quella scuola di allenatori “non eleganti” come Carlo Mazzone e Giampiero Ventura. Non digerisce chi va in campo in giacca e cravatta, rivendicando la normalità del proprio abbigliamento. Poi quel tratto che fa impazzire chiunque scriva di sport: le sue inseparabili Merit. Come Zdeněk Zeman spesso si lascia andare ad una sigaretta in campo. Assomiglia tremendamente a Il Molosso (allenatore interpretato da Nello Mascia, ispirato al Petisso Bruno Pesaola, allenatore del Napoli, della Fiorentina Campione d’Italia nel 1969 e del Bologna FC 1909) mentore di Antonio Pisapia (Andrea Renzi) nel primo film di Paolo Sorrentino, L’uomo in più: napoletano, più sigarette che parole, preparatore instancabile di tattica a tavolino. Proprio con una tesi su La preparazione settimanale della partita si diploma allenatore a Coverciano. L’ultimo anno è il microcosmo della sua vita: nato a Napoli da genitori toscani, torna in Campania dopo un’esperienza gloriosa in Toscana, all‘Empoli FC. Come Pesaola, vede a Napoli e in Toscana due snodi fondamentali della propria carriera. Riuscirà il “Nuovo Molosso” partenopeo a far ciò che il Petisso ha fatto a Firenze? La chance di essere in testa a fine stagione, costruita settimana dopo settimana, è significativa.

 

  • MIGLIOR GIOCATORE DI SUPPORTO :
Miralem Pjanić con la sua specialità: la punizione a scvalcare la barriera: fin qui è il miglior realizzatore di punizioni in Europa nella stagione 2015-16
Miralem Pjanić (1990) con la sua specialità: la punizione a scvalcare la barriera. Fin qui è il miglior realizzatore di punizioni in Europa, nella Stagione 2015/2016

Quarta categoria, una grande campione: Miralem Pjanić . Essere Miglior Attore Non Protagonista non comporta semplicemente l’accettazione disciplinata di un compito da “secondo violino” all’interno di un film. E’ molto più: l’intangibile ed insostenibile leggerezza di essere decisivi con poche occasioni a disposizione. Una battuta, un tocco di palla, una verticalizzazione, un calcio di punizione. I soprannomi di Miralem Pjanić sono estremamente calzanti per descrivere la sua nobiltà calcistica (Il Pianista, Il Piccolo Principe o Giotto) e ci raccontano quanto poco ingombrante sia in campo: catalizzatore e semplificatore del gioco verticale romanista, ma solo nella fase iniziale della manovra, rilegando poi il proprio ruolo a inserimenti chirurgici in aria, a rarissime iniziative personali (come la straordinaria serpentina contro il Milan due stagioni fa) o a quei splendidi calci di punizione che fanno vibrare le sinapsi di qualsiasi appassionato di calcio. Poco importa quel cartellino rosso contro l’Inter. La stella da tutti attesa a Roma è Edin Dzeko, ma se Miralem continuasse così…

 

  • MIGLIOR CALCIATORE :
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Gonzalo Gerardo Higuaín, figlio dell’87 glorioso per il calcio: sono nati in quell’anno attaccanti come Edinson Cavani (suo predecessore a Napoli), Karim Benzema (suo alter ego al Real Madrid), Luis Suárez e soprattutto Lionel Messi

Quinta categoria, onore a Gonzalo Gerardo Higuaín. Un plebiscito, senza mezzi termini. Stracciate le concorrenze di Éder Citadin Martins, straordinario attaccante tuttofare dell’UC Sampdoria e di Kalinić, centravanti viola votato al sacrificio. Se fossero esistiti i Gattopardi D’Oro per la Liga Spagnola, staremmo parlando di un tre volte Miglior Giocatore di Supporto del Campionato. I numeri spagnoli di Higuaín erano spaventosi, addirittura superiori a quelli italiani. Eppure il passaggio da giocatore di supporto a protagonista assoluto è perfetto. El Pipita (soprannome derivato da quello del padre Jorge, El Pipa) è in questo momento il miglior deus ex machina del Campionato nostrano, un demiurgo del goal, un codificatore di realtà calcistica capace di leggere ogni volta la propria collocazione in campo, quella del portiere e quella dei difensori per poi elaborare la conclusione più efficace. Sua madre, Nancy Zacarías, è una pittrice. E nel caso del corredo genetico del proprio bambino ha decisamente dipinto un capolavoro: Diego Armando Maradona lo ha definito <<un centravanti completo, un incrocio tra due grandi centravanti argentini come Hernán Jorge Crespo e Gabriel Omar Batistuta>>. Non esattamente un insulto per un attaccante albiceleste. Ha un solo difetto: non sempre è perfetto nel calciare i rigori (i tifosi napoletani, quelli argentini e i fantallenatori ne sanno qualcosa). Resta lui il favorito per questo titolo anche a fine Stagione, che potrebbe essere quella della consacrazione definitiva per lui e il Napoli.

 

Dopo un terzo di Serie A, il Napoli si è aggiudicato tre statuette lasciando a Fiorentina, Roma e Sassuolo un premio a testa. Tra le squadre nominate a miglior compagine resta senza alcun riconoscimento l’altra capolista, l’Inter, che paga agli occhi dei fan le contraddizioni del proprio gioco poco spettacolare (tanto possesso malgrado un centrocampo non propriamente adatto a imporre questo tipo di manovra) ma estremamente solido e redditizio.

La storia ci insegna che in Serie A la solidità paga: sarà anche questo il caso o assisteremo ai reinserimenti di squadre ora “dimenticate” ma in ripresa come Milan e Juve? La soluzione del giallo, come ogni anno, ci aspetta alla trentottesima giornata.

 

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About Jacopo Gramegna

REDATTORE | Classe 1996, ex cestista ed ex Parlamentare Regionale dei Giovani in Puglia, diplomato al Liceo Classico. Attualmente è studente di Giurisprudenza d'Impresa presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Divoratore instancabile di film e studioso di tattica sportiva, nutre una passione viscerale per i racconti che gravitano attorno ai campi da gioco. Si diletta in uno storytelling che possa far convergere le sue numerose anime. Primo Pianista per "NbaReligion.com".

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