Protesta del cosiddetto "Movimento dei forconi",  traghettamento dei tir dalla Calabria alla Sicilia e' bloccato, Villa San Giovanni, 13 luglio 2012
FOTO ANSA/FRANCO CUFARI

Forconi e fascio: il nero del populismo

Pubblicato il Pubblicato in Politica ed Economia, Quorum, Recenti
Osvaldo Napoli (1944) è un politico italiano ed ex deputato di Forza Italia. Attualmente è consigliere nella città di Torino
Osvaldo Napoli (1944) è un politico italiano ed ex deputato di Forza Italia. Attualmente è consigliere nella città di Torino

Pochi giorni fa l’ex deputato Osvaldo Napoli è rimasto vittima di una bieca e insulsa azione di protesta, operata da pochi elementi facenti parte del Movimento dei Forconi. Queste persone, al grido: «in nome del popolo italiano procediamo al suo arresto», hanno messo in scena un triste siparietto che ha il vecchio profumo dello squadrismo fascista. Il consigliere della città di Torino inizialmente non ha capito le reali intenzioni dei forconi, credendo che facessero parte di una nota trasmissione televisiva. Invece l’hanno accerchiato e iniziato a strattonare, urlando a più non posso. Napoli, solo dopo l’intervento tardivo dei Carabinieri, è riuscito ad allontanarsi dagli aggressori, i quali sono stati denunciati a loro volta dalle forze dell’ordine. A questo punto è opportuno rinfrescarci le idee in merito ai Forconi, per comprendere al meglio la vicenda appena descritta.

Questo movimento popolare nacque quattro anni fa in Sicilia, insieme al movimento Forza d’Urto, per protestare contro l’aumento delle tasse e della benzina. La loro manifestazione durò circa quattro giorni dove poterono farsi conoscere agli occhi dell’Italia, soprattutto grazie ai metodi piuttosto concreti con cui facevano valere le proprie ragioni. Questo movimento, cavalcando l’idea della disaffezione politica da parte della popolazione, affermò sempre la propria indipendenza dai partiti e dalle ideologie politiche del nostro tempo. Tuttavia le loro fila erano composte da molti ex militanti dell’estrema destra, fra cui quelli di Forza Nuova. Infatti era possibile scorgere fra la folla parecchi cappucci neri e molti volti noti della destra neofascista, pur l’evidente assenza di bandiere distintive.

Durante le manifestazioni del 9 dicembre 2013, gli agenti si sono tolti i caschi a Torino, Milano e Genova
Durante le manifestazioni del 9 Dicembre 2013, gli agenti si sono tolti i caschi a Torino, Milano e Genova

Ben presto l’ondata di protesta si estese in tutta la Penisola italiana, giungendo nelle più grandi città e non. Molti furono gli eventi che divennero bene o male il simbolo della loro esperienza di protesta: l’aver aggredito verbalmente gli operai metalmeccanici della FIOM, anch’essi intenti a protestare per difendere i propri diritti; l’aver intimato, più o meno gentilmente, a molti negozianti di chiudere l’attività per qualche ora così da poter manifestare al proprio fianco (in realtà molti di quei negozianti tirarono già la serranda a metà, senza mai scendere coi Forconi in strada, e attesero la fine delle manifestazioni). Tuttavia l’evento maggiormente evocativo fu sicuramente il momento in cui la polizia – in tenuta antisommossa – si levò i caschi per appoggiare, almeno a livello ideologico, la protesta popolare promossa dai Forconi. Tale gesto fu accolto positivamente dai leader maggiormente populisti del nostro panorama politico. Beppe Grillo, ad esempio, scrisse una lettera di solidarietà agli uomini delle forze dell’ordine che appoggiarono la manifestazione popolare, scordandosi forse di quante altre volte invece i colpi col manganello furono dati con troppa superficialità (per leggere la lettera aperta clicca qui).

A questo punto però dobbiamo chiederci come mai dei forconi non si è più saputo nulla fino a Mercoledì, visto che ebbero qualche anno fa tutto questo successo mediatico. Perché questa ondata di protesta, più o meno cruenta, non ha attecchito fra il popolo italiano? Sicuramente i motivi sono due: in primo luogo poiché non tutti gli italiani appoggiano quel modo di fare protesta, che è tremendamente in odore di ventennio; in secondo luogo ci furono le colpe eclatanti dei capi di questo movimento popolare e la loro totale ipocrisia. Come ci si può dimenticare di Danilo Calvani, leader dei Forconi, che dopo aver arringato alla piazza, sfinita dai privilegi e dagli stipendi della politica, ha salutato e se n’è andato via a bordo di una Jaguar, scortato da cinque guardie del corpo! Una scena ridicola che ovviamente ha favorito la delegittimazione delle idee che certi manifestanti avevano nei confronti di questo movimento di protesta. Infatti, un anno più tardi, nel Dicembre 2014, la manifestazione dei Forconi a Torino poteva contare solamente una decina di partecipanti. Insomma una fine misera rispetto al polverone che riuscirono a sollevare un anno prima.

Il leader del Moviemnto dei Forconi, Danilo Calvani, finito il suo discorso in piazza De Ferrari, 11 dicembre 2013 a Genova, ha salutato la folla a bordo di una Jaguar
Il leader del Movimento dei Forconi, Danilo Calvani, finito il suo discorso in piazza De Ferrari, 11 Dicembre 2013 a Genova, ha salutato la folla a bordo di una Jaguar

Detto ciò, possiamo tornare ai fatti di mercoledì scorso, notando che ancora oggi questo movimento di protesta non riesce più a smuovere la folla che raccolse attorno a sé nel 2013. Infatti c’erano pochissime persone ad architettare l’arresto popolare di Osvaldo Napoli. Tuttavia fa riflettere il successo mediatico che tale evento ha avuto nell’immaginario collettivo di certa gente, convinta che quella potesse essere la soluzione. Ebbene, quella non è e non sarà mai più la soluzione, poiché questi metodi squadristi oggigiorno dovrebbero essere respinti e rigettati con tutte le nostre forze. Erano le squadracce del ventennio fascista ad aspettare in strada gli esponenti delle opposizioni per purgarli con l’olio di ricino e qualche manganellata ben data sulla schiena. Oggi è impensabile che si debba ancora assistere a certe azioni che paiono l’embrione più macabro del populismo che sta affliggendo il nostro paese perché, come dice Massimo Cacciari, questi populismi sono da sempre l’anticamera di un’estrema destra dilagante.

Ogni persona deve avere il sacrosanto diritto di poter andare in giro per le strade senza rischiare il linciaggio, senza rischiare di essere umiliato, senza rischiare di essere aggredito. Nessuno nega le responsabilità che una certa politica ha, troppo pressapochista e truffaldina, nei confronti di parecchi mali di questa Nazione, tuttavia il fascio non sarà mai più la risposta.

Mi auguro che questo sia solo un caso isolato e irripetibile di vicende che vogliono sembrare il frutto della crisi italiana (economica, politica e morale) ma che invece sono solo il frutto di certi elementi, con il cuore troppo nero, che tentano di bussare ancora una volta alle nostre porte.

 

 


 

Immagine in evidenza: clicca qui

Fonti Immagini:

n.1 -> clicca qui

n.2 -> clicca qui

n.3 -> clicca qui

About Marco Pucciarelli

REDATTORE | Classe 1991, piemontese. Studente di Lettere Moderne presso l'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro" di Vercelli. Ha la passione per la storia, specie per quella romana.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *