ESA Exomars 2016

ExoMars e Schiaparelli (Prima Parte)

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Sono state due settimane molto piene per lo spazio, il suo studio e la sua esplorazione.

La foto viene chiamata Hubble Deep Field e raccoglie una piccola porzione di spazio presente nella costellazione dell’Orsa Maggiore. I puntini colorati sono galassie: circa 5500
La foto viene chiamata “Hubble Deep Field” e raccoglie una piccola porzione di spazio presente nella costellazione dell’Orsa Maggiore. I puntini colorati sono galassie: circa 5500

Il 14 Ottobre è stato annunciato che, dall’analisi di alcuni dati del telescopio Hubble, operativo dagli Anni ‘90 e famoso per averci restituito alcune tra le immagini più suggestive di porzioni di spazio, il numero di galassie presenti nell’universo osservabile potrebbe essere addirittura dieci volte maggiore di quello stimato finora. Non è poco: se prima il numero era stimato intorno ai 100-200 miliardi, ora si passa all’ipotesi di 1000-2000 miliardi. I dati raccolti, oltre a restituire numeri complicati da comprendere seriamente, permetteranno di studiare meglio il meccanismo di evoluzione dell’universo.

Dall’altra parte del mondo, invece, la Cina faceva partire due astronauti verso la stazione spaziale Tiangong 2. È la seconda missione a lungo termine (trenta giorni) per l’agenzia spaziale cinese, dopo quella avvenuta nella precedente stazione Tiangong 1 ormai fuori controllo. Quest’ultima è infatti in rotta di collisione con la Terra e non si sa ancora quando di preciso precipiterà, ma soprattutto dove lo farà. Ma nemmeno l’ISS è rimasta ferma in questi giorni, dove c’è stato il ricambio di tre astronauti, due provenienti dalla Roscomsos, l’agenzia spaziale russa, e l’altro appartenente alla NASA. Come sappiamo, c’è movimento.

Rappresentazione artistica di TGO in orbita attorno a Marte
Rappresentazione artistica di TGO in orbita attorno a Marte

In realtà la notizia più notevole di questi giorni è stato l’arrivo su Marte della prima parte della missione ExoMars nata dalla collaborazione tra l’ESA e la Roscosmos. Al momento sono stati portati su Marte una sonda chiamata Trace Gas Orbiter (TGO) e un lander, Schiaparelli, partiti verso il pianeta rosso a marzo 2016, per un viaggio che è durato sette mesi. TGO, che al momento è correttamente in orbita al pianeta, è stata pensata per studiare i gas che compongono l’atmosfera del pianeta, la loro origine, le variazioni stagionali e altri fattori legati al clima del pianeta. Schiaparelli è invece un veicolo definito sperimentale, perché pensato come banco di prova per la seconda spedizione di ExoMars, che avverrà nel 2020. Per capire l’importanza di questa missione, andiamo per ordine.

Sappiamo che Marte è un pianeta che suscita un forte interesse e sono stati fatti vari tentativi per portare dei lander e rover sulla sua superficie, molti riusciti, altri falliti (qui li trovate tutti). Con il programma ExoMars l’agenzia spaziale europea e russa vogliono arrivare ad avere un strumento proprietario per poter andare alla ricerca di segnali compatibili con la presenza di organismi viventi. La prima parte della missione, appena conclusasi, prevede che TGO rimanga operativo per molti anni ancora, in modo da per poter garantire lo scambio di comunicazioni con il lander che verrà inviato nel 2020. Quest’ultimo sarà infatti dotato di tutta la strumentazione necessaria per l’analisi chimico-organica della superficie marziana.

Non sappiamo infatti se Marte abbia mai ospitato o ospiterà la vita, ma sappiamo per certo che vi è stata e vi è attualmente presenza di acqua, componente fondamentale per la formazione delle forme di vita più basilari (per come le possiamo conoscere noi esseri umani). I dati certi li abbiamo grazie al Mars Reconnaissance Orbiter – di proprietà della NASA – che ha permesso lo scorso Settembre 2015 la scoperta di acqua allo stato liquido. Oltre alla somiglianza che il pianeta ha con la Terra, questa scoperta lo rende ancora di più una meta accattivante.

Ma l’esplorazione spaziale è complessa. Oltre a TGO, Schiaparelli aveva un compito ben preciso.

Confronto dello stesso luogo, con foto scattate dal Mars Reconnaissance Orbiter il 29 maggio 2016 (a sinistra) e il 20 ottobre 2016 (a destra). Nella parte riquadrata il puntino nero (in alto) e bianco (in basso) è ciò che rimane di Schiaparelli e del suo paracadute
Confronto dello stesso luogo, con foto scattate dal Mars Reconnaissance Orbiter il 29 Maggio 2016 (a sinistra) e il 20 Ottobre 2016 (a destra). Nella parte riquadrata il puntino nero (in alto) e bianco (in basso) è ciò che rimane di Schiaparelli e del suo paracadute

L’ESA non ha finora mai effettuato un soft landing (atterraggio morbido) di successo sul pianeta. Nel 2003, il Beagle 2 avrebbe dovuto essere il primo veicolo portato su Marte dall’agenzia europea. La missione fu un fallimento e il rover fu dichiarato perduto, per essere ritrovato solo nel 2015, non operativo. Schiaparelli avrebbe dovuto rappresentare la dimostrazione che l’ESA ha ora la tecnologia adatta per far atterrare qualcosa su Marte. Tuttavia nemmeno questa volta l’atterraggio è andato come previsto.

Il lander è impattato con una velocità stimata intorno ai 300 km/h. Il meccanismo di atterraggio era programmato in varie fasi: una prima avrebbe dovuto far rallentare il veicolo con un paracadute, mentre in seguito dei retrorazzi dovevano garantirgli di raggiungere la velocità di 11 km/h per permettere una caduta morbida. Non si sa ancora cosa sia andato storto di preciso, ma il programma responsabile del controllo dei retrorazzi li ha spenti solo dopo tre secondi dall’avvio, anziché dopo l’oltre un minuto necessario per raggiungere gli 11 km/h.

Nonostante questi aspetti, la missione è stata considerata comunque un successo. Schiaparelli, come abbiamo detto, rappresentava una parte sperimentale. Molto più importante era far inserire TGO nella giusta orbita per poter restare attorno a Marte, in modo da essere pronta ad accogliere il rover che verrà lanciato fra quattro anni. Sarà infatti fondamentale che questi possa inviare a Terra i dati che raccoglierà, e TGO sarà necessario per permettere lo scambio di informazioni.

Rimane da vedere però, nonostante i buoni risultati, se all’ESA arriveranno i fondi per poter sviluppare e produrre il nuovo rover. L’esperimento di Schiaparelli doveva proprio dimostrare ai paesi investitori che l’agenzia possiede la tecnologia per un’operazione su Marte. È infatti previsto un finanziamento da 300 milioni di euro per la seconda parte di ExoMars: in mancanza di questi fondi l’agenzia avrà grosse difficoltà a procedere oltre.

In nero sono evidenziate le «Recurring Slope lineae», letteralmente delle «linee di discesa ricorrenti», che si pensa siano prodotte nelle stagioni più calde di Marte proprio a causa dello scorrimento di acqua allo stato liquido. L’immagine riporta dei colori falsati
In nero sono evidenziate le “Recurring Slope lineae”, letteralmente delle “linee di discesa ricorrenti”, che si pensa siano prodotte nelle stagioni più calde di Marte proprio a causa dello scorrimento di acqua allo stato liquido. L’immagine riporta dei colori falsati

Esplorare Marte alla ricerca di vita è una questione di grande importanza per la nostra specie, più di quanto possa sembrare. Se già la NASA svolge questo lavoro con i rover Curiosity ed Opportunity, avere il contributo europeo e russo aiuterebbe ad avere più possibilità di riuscita in questa missione. Consideriamo infatti che Curiosity si trova proprio nella zona in cui è stata scoperta acqua allo stato liquido su Marte lo scorso novembre: tuttavia non è autorizzato ad avvicinarsi in quanto potrebbe contaminare eventuali forme di vita già presenti. L’outer space treaty del 1967 vieta infatti che dei robot (o degli umani) possano avvicinarsi all’acqua in zone extra-terrestri.

Abbiamo bisogno quindi di altri sforzi per cercare la vita. E dobbiamo guardare ai successi di questa prima parte della missione, che non sono affatto da poco. È una questione fondamentale, più di quello che sembra, perché potrebbe gettare luce su domande che riguardano la nostra stessa esistenza: siamo davvero gli unici, in questo gigantesco universo? E come si è sviluppata la vita? È un fenomeno che riguarda solo la Terra, o è possibile in un altro pianeta al di fuori del nostro?

 

Riproduzione grafica di come sarebbe dovuto avvenire l’atterraggio di Schiaparelli
Riproduzione grafica di come sarebbe dovuto avvenire l’atterraggio di Schiaparelli

 


 

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About William Zancan

COLLABORATORE | Vive in Provincia di Treviso, laureato alla magistrale in Scienze Filosofiche presso l'Università degli Studi di Padova. Nutre svariati interessi tra cui la musica, il gaming, la scienza e lo sviluppo tecnologico. Vorrebbe esserci quando il primo uomo atterrerà su Marte.

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