Soccer Football - Atletico Madrid v Real Madrid - UEFA Champions League Final - San Siro Stadium, Milan, Italy - 28/5/16
Real Madrid's Sergio Ramos lifts the trophy as they celebrate winning the UEFA Champions League
Reuters / Stefano Rellandini
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Europa: i Gattopardi d’Oro di fine stagione

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I Gattopardi d’Oro per il calcio europeo vengono assegnati al termine di una stagione continentale di difficile interpretazione. Tanto nei campionati nazionali, quanto nelle coppe europee i risultati riflettono la commistione sempre più solida tra gli elementi del calcio del ventunesimo secolo: il dominio dei ricchi, la solidità di chi sa compiere le scelte giuste e, the last but not the least, quegli elementi di imponderata follia che rendono il football lo sport più amato al mondo. Le categorie di riferimento sono dunque sei: alle cinque premiate nell’edizione di metà stagione (Miglior Squadra, Miglior Partita, Miglior Allenatore, Miglior Giocatore di Supporto e Miglior Giocatore) si aggiungerà la categoria di Miglior Giovane, oltre che la Top 11 del calcio europeo e una rassegna dei migliori goal, come già fatto con la nostra premiazione della Serie A. Procediamo dunque con le storie, i protagonisti e i premiati di questa stagione calcistica nel vecchio Continente.

 

  • MIGLIOR SQUADRA : Club Atlético de Madrid
Antoine-Griezmann-Diego-Simeone
Tutto il Club Atlético de Madrid in una foto sola: i leader tecnici Koke, Godín e Griezmann corrono ad abbracciare il condottiero Diego Pablo Simeone. Una foto intrisa di “cholismo” puro

Cholismo. Se volessimo riassumere in una parola tutto ciò che ha portato una squadra a svettare sulle altre questa sarebbe proprio il neologismo tutto ispanico derivante dal soprannome di Diego Pablo Simeone, detto appunto El Cholo (termine storico che deriva dall’azteco Xoloitzcuintli e che significa <<incrocio di razze>>). Il Cholismo non va neanche così lontano dall’etimologia del soprannome da cui prende origine. I Colchoneros sono fondati sì su una maniacale organizzazione tattica, dedita al pressing, allo sfruttamento dei punti deboli degli avversari e alla difesa in spazi angusti che esplode in contropiedi lanciati in praterie, ma sono soprattutto fondati su questo concetto quasi mistico di aggregazione che li rende un unicum. Aggregazione, osservanza dei controlli del comando centrale e tanta tanta fame: è questo che ha portato i biancorossi di Madrid a sfiorare ancora una volta il titolo della Liga spagnola (sono arrivati terzi a tre punti dall’FC Barcelona a causa di una sconfitta contro il retrocesso Levante UD alla penultima giornata) e ad andare ad un paio di legni dal sogno chiamato UEFA Champions League. Il termine è poi diventato in senso lato sinonimo di garra (aggressività). Il Cholismo è la trasposizione calcistica del machiavellico <<il fine giustifica i mezzi>>, anch’esso assoggettato ad aspre critiche. Un disprezzo non troppo diverso da quello sofferto da José Mourinho per tutta la propria carriera. Questo premio è anche un riconoscimento al tecnico argentino e ad Antoine Griezmann, andati ad un passo dai premi nelle rispettive categorie, senza aver poi successo. E’ infine – soprattutto – il giusto tributo ad un ciclo probabilmente giunto al proprio termine, un ciclo che non ricorda fuoriclasse insostituibili se non un unico protagonista: il cholismo, una filosofia più che un modo di stare in campo, il pegno dell’amore incondizionato di una squadra verso un mister: una dinastia senza corona, un poema epico che avrebbe meritato una fine migliore.

 

  • MIGLIOR PARTITA : Anfield Road, Liverpool, 14/4/2016, UEFA Europa League Quarterfinals, Liverpool FC – BVB 09 Dortmund, 4-3

Tutta la magia di Anfield Road. Tutta la spettacolarità di una partita dal gran numero di segnature di UEFA Europa League. La tensione dell’eliminazione diretta. Due nobili del calcio europeo. Jürgen Klopp contro la sua storia. Gli elementi per un capolavoro non mancavano, il risultato non ha deluso. I tedeschi arrivavano a Liverpool con lo svantaggio parziale di una gara di andata terminata 1-1 in Germania. Ci mettono nove minuti a zittire la marea rossa di Anfield ed ergersi come inevitabili favoriti al’accesso in semifinale. Henrikh Mkhitaryan e Pierre-Emerick Aubameyang portano sul 2-0 i gialloneri.  Su questo risultato si va negli spogliatoi. Ci vogliono due minuti e mezzo nel secondo tempo a Divock Origi per accorciare le distanze, e solo altri nove giri di lancette a Marco Reus per piantare quello che sembra il gancio decisivo sul mento del Liverpool. Al minuto 66 Philippe Coutinho invece getta le basi per la scrittura di uno dei finali più incredibili della storia delle competizioni europee. Nei 25 minuti finali, vissuti dai Reds in uno stato di trance agonistica che sfiora il mistico, segnano dopo il brasiliano anche, dopo una prestazione difensiva non eccelsa, i più improbabili eroi, i difensori centrali Mamadou Sakho e Dejan Lovren, catapultando quasi per magia il Liverpool in semifinale. Una notte for the ages.

 

 

 

  • MIGLIOR ALLENATORE :
Claudio Ranieri (1951), fautore principale della favola Leicester City FC, al primo titolo nazionale in carriera

 

Claudio Ranieri. A fine stagione non possiamo che confermare il nostro connazionale, mister della meravigliosa favola delle Foxes del Leicester City FC come miglior allenatore della stagione continentale. Dell’ex Tinkerman abbiamo già parlato lungamente, questo premio è semplicemente l’inevitabile coronamento di una carriera umile, ma solida, che pur viaggiando sulle montagne russe gli ha permesso di vivere su principi ben saldi, col suo 4-4-2 ben stampato in mente. Un novello scrittore di fiabe, un focoso romano che in campo e in conferenza stampa si trasforma in un lord inglese dall’aplomb impeccabile. Abbiamo finito le parole, Claudio Ranieri ha superato persino Diego Pablo Simeone in questa speciale categoria. Maestro.

 

 

 

  • MIGLIOR GIOCATORE DI SUPPORTO : Thomas Müller
Thomas Müller (1989) mentre aizza la folla di Monaco con un megafono: killer in campo, leader fuori

 

Thomas Müller è un fuoriclasse. Probabilmente questo è uno dei segreti di Pulcinella del calcio mondiale. Un altro segreto anche abbastanza mal celato è che il tedesco possa sicuramente ritenersi derubato di un Ballon D’Or, quello del 2014, vinto da Cristiano Ronaldo malgrado il leader realizzativo e carismatico della nazionale tedesca campione del mondo fosse proprio il figlio dell’ingegnere BMW. La sua corsa meccanica, il suo vivere senza palla, il suo animo operaio e la mancanza del dribbling secco, unito a quei gomiti duri e ruvidi lo rendono davvero poco mainstream e spendibile a livello di immagine. Tuttavia questo premio lo conferma senza dubbio come il miglior giocatore non accentratore del mondo. Le statistiche di questa stagione fanno il resto: 32 goal e 12 assist stagionali per il leader della tifoseria dell FC Bayern Münich, aspettando che il mondo si accorga del suo silente dominio, che fa rumore almeno quanto le sue urla al megafono.

 

• MIGLIOR GIOVANE: Bamidele Jermaine “Dele” Alli

Dele-Alli
Dele Alli (1996), miglior giovane della stagione appena trascorsa di Premier League, miglior prospetto continentale secondo il nostro parere

La valutazione di un giovane passa attraverso un’osservazione su base stagionale dei miglioramenti e dei risultati conseguiti, ma pur in una stagione che ha mostrato un buonissimo numero di prospetti di livello internazionale, in questo caso siamo al cospetto di un signore del calcio inglese già fatto e finito. Giovane dell’anno PFA 2016 e inserito nella Squadra dell’anno della PFA 2016, Dele Alli domina la categoria a livello continentale. Il centrocampista box to box (anche se in tal senso dovrebbe ancora effettuare qualche miglioramento in fase difensiva) del Tottenham Hotspur FC ha giocato una stagione da veterano con i suoi 20 anni. 10 goal e 11 assist, un bottino fantasmagorico, unito ad una presenza sui due lati del campo davvero matura e ad un carattere mai domo. Il carattere potrebbe essere forse l’unico dettaglio da migliorare per questo ragazzino classe ’96 che ha già debuttato e segnato con la maglia della nazionale della terra d’Albione. Piccolo dettaglio: Alli fino alla scorsa stagione giocava in Ligue One, il corrispettivo della nostra Lega Pro, la terza categoria inglese. Il giovane Spurs ha compiuto dunque un doppio salto che ci ha permesso di ammirare sotto la sapiente e fondamentale guida di Mauricio Pochettino un centrocampista di impressionante completezza, con un repertorio di passaggi, conclusioni e movimenti che dovrebbero farlo balzare in cima ai taccuini di tutti i grandi club di Europa.

 

  • MIGLIOR CALCIATORE : Luis Alberto Suárez Díaz
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Luis Alberto Suárez Díaz (1987), miglior giocatore della stagione, confermatosi dopo il premio di metà stagione vinto ex aequo con Neymar Jr.

La stagione ha visto l’exploit a livello numerico di tantissimi giocatori, in campionati diversi, ma ciò a cui abbiamo assistito in questa annata ha il carattere della rivoluzione copernicana. Per la prima volta dal 2007 un giocatore è stato nettamente superiore al binomio composto da Cristiano Ronaldo e Lionel Messi. 59 goal e 26 assist danno solo una flebile eco alla valanga uruguayana che si è abbattuta sul duo argentino-portoghese e sull’intero universo calcistico. Il portoghese avrà pur vinto la Champions, segnando il rigore decisivo dopo una gara decisamente sotto tono, e l’argentino di catalogna ha vinto campionato e coppa di spagna, pur subendo qualche infortunio, ma dando decisamente l’idea di non avere a pieno la guida tecnica dei blaugrana. Il figlio prediletto dell’Uruguay ha cannibalizzato ogni partita a cui abbia preso parte, infondendo negli occhi degli avversari un timore chiaramente leggibile, riconducibile alla sua semplice presenza. Ha chiuso la Liga spagnola segnando 13 goal in cinque gare, con soli sedici tiri in porta: un’utopia calcistica incarnata. Il migliore quest’anno è stato lui, anche se probabilmente il pallone d’oro andrà per la quarta volta al numero 7 portoghese. Ci riserviamo comunque in futuro di raccontarvi la controversa ma romantica epopea di questo cannibale del calcio moderno. Intanto il miglior giocatore d’Europa e del mondo è stato senza dubbio lui, El Pistolero Luis Alberto Suárez Díaz.

 

Cattura

 

Anche questa stagione di calcio europeo è giunta al termine, ma “La Voce del Gattopardo” vi permette di rivivere le emozioni di quest’annata attraverso la nostra Top 11 continentale e un videoclip con alcuni dei goal più belli di tutta Europa.

 

 

 


 

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About Jacopo Gramegna

REDATTORE | Classe 1996, ex cestista ed ex Parlamentare Regionale dei Giovani in Puglia, diplomato al Liceo Classico. Attualmente è studente di Giurisprudenza d'Impresa presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Divoratore instancabile di film e studioso di tattica sportiva, nutre una passione viscerale per i racconti che gravitano attorno ai campi da gioco. Si diletta in uno storytelling che possa far convergere le sue numerose anime.

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