TURCHIA, ALLERTA OGGI IN PRIMO ANNIVERSARIO PROTESTA TAKSIM

Erdogan, we will rock you!

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Ho conosciuto la mia amica Ezgi grazie alla partecipazione ad un progetto di scambi interculturali tra le nostre scuole.  Sono passati sei anni da quella settimana di dialogo e conoscenza reciproca e sono molto contenta di poter affermare che la nostra amicizia è rimasta solida e forte. Ezgi studia Letteratura Americana all’Università di Ankara, ma la sua città natale è Zonguldak, una città marittima vicina all’affascinante Istanbul. Quando scoppiarono gli scontri a Piazza Taksim per difendere Gezi  Park, Ezgi era lì con i suoi amici a manifestare contro un primo ministro in cui tutti i giovani e le giovani turchi non si vogliono riconoscere. Ad un anno dalle violenze dei poliziotti, dai lacrimogeni e dagli idranti scagliati contro i manifestanti, Ezgi  ed io abbiamo intavolato una delle nostre infinite conversazioni sulla sua Turchia, un Paese che merita di essere conosciuto attraverso gli occhi di chi veramente ci vive da quando è nato.  Ne à è venuta fuori una vivace e spontanea intervista.

D: Quanto è cambiato Erdogan dopo i primi anni di governo?    

 R: Penso che lui abbia iniziato a pensare che possiede abbastanza potere per dominare la società turca. Egli usa principalmente la religione per distruggere la democrazia che è stata costruita con difficoltà con l’importante aiuto del grande leader Mustafa Kemal Atatürk.

D: Ma perché la religione è ancora un modo per raccogliere consensi e voti in Turchia, benché sia un Paese laico?

R: Come puoi ben vedere, la Turchia non è affatto laica. È un qualcosa che riguarda l’educazione offerta nelle scuole pubbliche. Alle persone non è stata data l’adeguata educazione per osservare criticamente l’operato del governo. Si può ben vedere che tutti i sostenitori di Erdogan sono generalmente ignoranti. Quindi, sfortunatamente la religione è vista come l’unica giusta strada per loro che sono una grande maggioranza in Turchia.

D: Esiste un partito che può essere considerato la vera opposizione al partito di Erdogan?

R:  Fammi pensare… Il CHP (Partito Popolare Repubblicano) e il MHP (Partito del Movimento Nazionalista) sono visti come i partiti d’opposizione all’AKP ( Partito per la Giusta e lo Sviluppo, Il partito di Erdogan). Il CHP è il secondo partito più votato in Turchia e fu fondato da Mustafa Kemal Ataturk. Ma non sono sicura che il CHP potrebbe aver successo se andasse al governo. Si pensa che esso abbia perso la sua originaria linea di pensiero. In realtà, non c’è una vera opposizione a Erdogan e se ce ne fosse una, nessuna meraviglia se essa venisse bruciata alle elezioni. Siamo tenuti sordi, muti e ciechi dinanzi tutto quello che sta succedendo nel nostro Paese.

D: Abbiamo letto che durante le elezioni Erdogan ha fatto metter fuori uso Twitter. Perché era così spaventato dai tweets?

R: Come ben sai dagli eventi di Gezi, i giovani hanno iniziato a far sentire la propria voce prima via Twitter e poi per le strade e le piazze. Erdogan potrebbe aver paura che le proteste sarebbero potute scoppiare di nuovo. Comunque, è molto strano che i membri del suo partito abbiano potuto twittare così facilmente durante le elezioni. Inoltre, Erdogan ha bloccato anche Youtube, temendo che sarebbero saltate fuori le evidenti prove dei brogli elettorali a suo favore.

D: Hai fatto riferimento prima agli eventi di Gezi. So che anche tu ti sei unita alla campagna di protesta. Potresti parlarci di nuovo del significato del movimento di Gezi Park?                                                                                                                                                                                    

R: Certo. Esso è nato ad Istanbul. Gezi Park è un posto per tutti, dai più giovani agli anziani, che si voleva distruggere per costruire un nuovo e grande centro commerciale. La gente si è opposta, ha protestato, alcuni sono stati uccisi… Gas lacrimogeni sono stati utilizzati per disperdere i manifestanti e la polizia ha usato metodi coercitivi nei nostri confronti. Nei fatti, la protesta contro la distruzione del parco è stata la scintilla per creare una vera opposizione contro il governo, dato che, dopo un po’, la protesta è dilagata in tutto il Paese. Penso che questa protesta sia stata un grande successo contro il governo. Non vogliamo più un governo assassino e autoritario. Spero che questo movimento di protesta non scomparirà per sempre.

D: La polizia si sta comportando ancora in maniera repressiva nei confronti dell’opposizione? Se è così, potresti farci un esempio?  

R: Nulla è cambiato riguardo i metodi usati dalla polizia. Sono ancora violenti come il primo giorno di protesta. Essi hanno ucciso specialmente i manifestanti più giovani, otto in totale durante gli eventi di Gezi. Essi non hanno solo uccisi i manifestanti, ma anche bambini innocenti. Posso farvi l’esempio più clamoroso, quello di Berkin Elvan, che ha perso la vita a causa del gas lacrimogeno. Era innocente, era semplicemente uscito a comprare il pane! Aveva solo 15 anni! Ovunque emerga una protesta, la polizia non evita di usare i gas lacrimogeni per disperdere la folla. Posso dire che noi, come nazione, ormai ci siamo abituati ai gas al peperoncino! Non ha nessun effetto su di noi la nostra pelle e i nostri occhi ci hanno fatto il callo!

D: Ammiro la vostra forza. La vostra protesta e opposizione è diversa da quella ucraina, perché voi non avete chiesto aiuti all’Europa, giusto?

R: Non abbiamo avuto nessun aiuto europeo, anche perché non abbiamo utilizzato alcuna arma nei confronti della polizia. Ma vorrei ringraziare i media europei in quanto vera fonte di informazione. La Turchia non utilizza i media in maniera effettiva, dato che sono costantemente sotto il controllo del governo. Ancora ci sono persone che non sono a conoscenza degli eventi. Sappiamo che i giovani europei sono con noi, anche se non abbiamo voluto nessun aiuto dalla UE.

D: La tua città, Zonguldak, è vicina Istanbul, la città ponte tra Asia e Europa. Che differenza c’è tra Istanbul e Ankara?

R: Se me lo chiedi in termini di eventi, ci sono delle differenze. All’inizio, Istanbul era il cuore degli eventi. Tutto è iniziato qui. Poi le manifestazioni si sono diffuse in tutto il Paese. Ankara è diventato il cuore degli eventi, che sono stati immediatamente posti sotto il controllo della polizia, perché la Grande Assemblea Nazionale della Turchia si trova qui. La polizia è ancora più violenta nella nostra capitale.

D: Cosa pensi riguardo a un possibile futuro della Turchia nell’Unione Europea?                                                                                                     

R: Se Erdogan non cambia il suo modo di comportarsi nei confronti della nazione, la Turchia non può entrare a far parte della UE. Un primo ministro dovrebbe rispondere alle richieste del suo popolo e inoltre dovrebbe essere tollerante nei confronti di tutte le azioni di protesta che scoppiano nelle città. E poi, cosa più importante, la UE non accetterebbe un Paese che sta retrocedendo anziché andare avanti. La Turchia sta ritornando di nuovo ai tempi dell’Impero Ottomano.

D: Cosa intendi? Ti riferisci solo al modo di fare politica o stai pensando a qualcos’altro?

R: Mi riferisco sia al modo di governare sia al modo di comportarsi di Erdogan come uomo. Lui non parla e non si comporta come dovrebbe un capo del governo, gira semplicemente la testa dall’altra parte quando ci sono dissensi. Per esempio, avrai certamente sentito del disastro nella miniera di Soma. Lui non ha cercato di essere conciliante con le persone sopravvissute al disastro e con i familiari delle vittime, ma li ha provocati! Ha avuto il coraggio di dire che se quei minatori sono morti era il volere di Dio. Che rabbia che mi fa!

D: Ma com’è possibile morire nelle miniere nel 2014? Voglio dire, ci dovrebbero essere dei sistemi di sicurezza e di mezzi di protezione in ogni luogo di lavoro, incluse le miniere.

R: Sono d’accordo. Purtroppo non ho una risposta adeguata alla tua domanda, ma so che le condizioni dei minatori sono disastrose e inoltre molti lavorano a nero.

D: Cosa auguri e cosa spero per la Turchia?

R: Io spero in una Turchia senza pressioni, dove tutti possano parlare liberamente. Spero che il momento di elezioni corrette non giunga troppo tardi.

D: Come pensate di battere Erdogan?           

R: Man mano che i giovani saranno sempre più numerosi nel partecipare e nel farsi sentire, Erdogan sarà facilmente sconfitto. We will rock him!

Turkish riot policeman uses tear gas against woman as people protest against destruction of trees in park in Istanbul

About Giulia Masciavè

REDATTRICE | Classe 1994, pugliese, laureata in Studi Internazionali a Trento. Ha vissuto qualche mese in Germania, con cui è stato amore a prima vista, un po' come con i Pink Floyd e i Coldplay. Risiede attualmente in Svezia per seguire un master in Media & Communication Studies Non ama: sessisti, razzisti, omofobi, formaggio sulla pasta e cime di rapa. Difende la libertà di espressione, ma è consapevole che essa talvolta generi idee del cavolo.

2 pensieri su “Erdogan, we will rock you!

  1. Penso che la comunità internazionale dovrebbe comminare delle sanzioni a Erdogan. Perchè a Putin sì e a Erdogan no? E’ ormai chiaro che il governo turco sta violando il diritto internazionale per quanto riguarda la libertà di espressione, la polizia usa mezzi estremamente violenti impunemente e ai medici è stato vietato di prestare i primi soccorsi ai feriti durante le manifestazioni, pena l’arresto. Twitter e You Tube sono stati chiusi. Cosa si aspetta a intervenire? L’Europa, gli USA, l’ONU sono strabici?

    1. cara Maria Grazia, se vuoi delle risposte, ti consiglio di leggere “L’ONU è morta a Sarajevo”. Ti farai due idee di come vanno le cose.

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