ROME - OCTOBER 27:  Ennio Morricone attends the Concert Directed By Ennio Morricone on day 10 of the 2nd Rome Film Festival on October 27, 2007 in Rome, Italy.  (Photo by Franco Origlia/Getty Images) *** Local Caption *** Ennio Morricone

Ennio Morricone: orgoglio italiano

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Da sinistra verso destra: Sergio Leone (1929-1989), Ennio Morricone (1928)

Compositore, musicista e direttore d’orchestra, Ennio Morricone è ormai un nome celeberrimo, in Italia e non solo. Una macchina da guerra della musica, uno dei pochi che forse ci rende orgogliosi di essere italiani, un raro vanto per il nostro Paese. Mi piacerebbe celebrarlo ulteriormente, in occasione dell’Oscar da lui vinto quest’anno per la Migliore Colonna Sonora dal film The Hateful Eight di Quentin Tarantino.

Ennio Morricone nasce a Roma, il 10 Novembre del 1928. Il lungo percorso che lo porterà alla fama e ai maggiori riconoscimenti ottenuti nel corso della sua longeva carriera iniziano studiando presso il Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” dove si diploma in tromba, strumentazione per banda e composizione (quest’ultima, con il maestro Goffredo Petrassi). Studierà anche musica corale e direzione di coro. Prima di dedicarsi alle musiche per film, lavora con musicisti e cantanti del calibro di Mina, per la quale comporrà Se telefonando, nel 1966. La sua carriera come compositore da musiche per cinema inizia, sostanzialmente, a seguito della collaborazione con il suo ex compagno di classe delle elementari: Sergio Leone.

La prima colonna sonora arriva per il film Per un pugno di dollari (1964), proseguendo da lì con una ricca collaborazione per le successive pellicole del regista romano, contribuendo sicuramente al successo dei tali, quali Per qualche dollaro in più (1965), Il buono,il brutto, il cattivo (1966), C’era una volta il West (1968) fino all’ultimo di Leone, C’era una volta in America (1984); un sodalizio che ha tanto arricchito queste serie di spaghetti western classici, un genere di film western degli Anni ’60’70 di produzione soprattutto italiana, che iniziarono ad affermarsi pian piano, ottenendo anche qualche riconoscimento di critica proprio grazie al grande regista Sergio Leone, che ne resterà il maggior esponente.

 

 

<<Ogni personaggio aveva un suo tema, tutto aveva uno scopo. Il fischio significava solitudine, la chitarra elettrica invece caos. Era un suono così originale che funzionava, e Leone continuò a lavorare con Morricone per decenni>>.

(tratto da un articolo della rivista Rolling Stone)

Ma le sue collaborazioni, a differenza di quanto si possa pensare, sono spesso imprevedibili. E si presentano quasi curiose: si pensi a quella avuta per film erotici o commedie (Carlo Verdone è uno di questi registi/attori). Sino ad oggi ha scritto più di cento brani classici, oltre cinquecento per riproduzioni cinematografiche (alcune delle quali sono state utilizzate in più di sessanta film che hanno poi ottenuto vari riconoscimenti, come per esempio le colonne sonore al film Nuovo Cinema Paradiso del regista siciliano Giuseppe Tornatore, che vinse il Golden Globe prima e l’Oscar dopo, nel 1990). I primi encomi alla sua musica arrivano con il Nastro d’Argento per il film Per un pugno di dollari, seguiti da Metti, una sera a cena (1969) e Sacco e vanzetti (1971). La prima nomination agli Oscar la ottiene invece per I giorni del cielo (1978), seguite da numerose altre. Ma il primo Oscar è quello alla carriera – nel 2007 – consegnatogli non a caso da Clint Eastwood, protagonista assoluto dei film di Leone.

 

 

Una standing ovation accompagna la sua premiazione. Il suo toccante discorso viene tradotto perché Morricone non parla l’inglese, gli studi musicali glielo consentono e ha anche sempre tenuto la maggior parte dei suoi concerti in Italia con la sua orchestra, che non cambia mai. Questo Oscar alla carriera lo dedica alla moglie Maria, che da sempre gli sta accanto ispirandolo ogni giorno. Nel 2010 è il primo italiano a vincere il Premio Polar Music dall’Accademia reale svedese di musica: il premio musicale più importante al mondo, una sorta di Premio Nobel della musica. Voglio riportare, di seguito, la motivazione che ha spinto l’Accademia a concedergli questo riconoscimento:

<<The Polar Music Prize 2010 is being awarded to Italian composer, arranger and conductor Ennio Morricone. Ennio Morricone’s congenial compositions and arrangements lift our existence to another plane, making the mundane feel like dramatic scenes in full Cinemascope. When, in 1964, Ennio Morricone scored the soundtrack for the Western “A Fistful of Dollars” (“Per un pugno di dollari”), budgetary constraints prevented him from using a full orchestra. Instead, he built up a brand new kind of music that set the tone for half a century of film music, but also influenced and inspired a number of musicians in the spheres of pop, rock and classical music>>.

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Da sinistra verso destra: Ennio Morricone, Giuseppe Tornatore (1956)

Numerosissime ulteriori approvazioni gli sono state conferite, sino ad arrivare ad oggi, 2016, che ha portato a Morricone il secondo Oscar, quello per la migliore colonna sonora del già citato The Hateful Eight. Secondo alcuni, non è forse la colonna che avrebbe meritato l’Oscar fra i tanti capolavori venuti fuori dal suo genio e peraltro, secondo alcune indiscrezioni, inizialmente Morricone non avrebbe neppure voluto una collaborazione con il regista in quanto riterrebbe i suoi film troppo violenti per i suoi gusti, affermando anche di non averne il tempo perché da lì a breve avrebbe iniziato a lavorare ad un nuovo film di Giuseppe Tornatore (con il quale ha già collaborato in passato). A quanto pare il filmmaker americano è rimasto a casa del compositore per quasi due ore riuscendo, alla fine, a convincerlo. Tarantino ha sempre palesato il suo interesse per la musica di Morricone, definendolo come il suo compositore preferito in assoluto e di tutti i tempi. Morricone accetta, ma il maestro delle musiche per film da spaghetti western tiene a precisare che questo film non è un western – pur essendo dallo stesso regista considerato tale – e accetta proprio perché <<volevo fare qualcosa di completamente diverso da qualsiasi cosa avessi fatto prima per un western>>. E in effetti delle differenze ci sono, come lo stesso autore precisa in una recente intervista: <<Nel passato, abbiamo usato i cosiddetti “suoni reali” perché nell’opinione di Sergio Leone erano molto, molto utili a dare il corretto messaggio al pubblico>>, dice Morricone. <<Era utile per far arrivare alle persone di campagna il suono della città e viceversa. Per esempio, usavo il fischiettio perché serviva a far arrivare il messaggio del film con suoni semplici, che tutti potevano capire>>. <<Sono passati cinquanta, quasi sessant’anni, da quando ho iniziato a lavorare con Sergio Leone e nei western del passato>>, dichiara il maestro. <<Le mie idee musicali sono cambiate. Ho voluto fare qualcosa di completamente diverso da quello che ho fatto prima, non solo con Leone, ma anche con Corbucci e con tutti i registi western con cui ho collaborato. Non è neanche paragonabile questo ultimo lavoro>>. Ma, dice, l’uso delle voci degli uomini in The Hateful Eight sono nuovi per lui, almeno per le sue orecchie. E alla fine, afferma lo stesso, è stato il proprio quel rispetto che il regista americano gli ha dimostrato – e palesato – a convincerlo ad accettare il lavoro. E così è stato.

 

 

Indiscrezioni a parte, resta il fatto che il prestigioso riconoscimento sia arrivato, e quasi passa in secondo piano il film col quale ci sia riuscito, vista la mole di grandiose opere da lui composte nel corso degli anni. Una piccola curiosità: Il suo percorso artistico si incrocia anche con il servizio pubblico radiotelevisivo – con la RAI in particolare – ma per appena ventiquattro ore, poiché dopo aver accettato un lavoro da assistente musicale si dimette in quanto non gli sarebbe stato permesso di trasmettere le sue musiche. Morricone detiene un altro (quasi) primato, ben diverso da quello musicale: la seconda categoria nazionale degli scacchi. Il maestro afferma che la musica l’ha salvato dalla guerra e dalla fame. Grazie agli studi che iniziò nel 1940-41 poté allontanarsi un po’ dalla capitale invasa dai tedeschi. E mai più da questa musica si è allontanato.

<<Io penso che, quando fra cento, duecento anni, vorranno capire com’eravamo, è proprio grazie alla musica da film, che lo scopriranno>>.

La sua vita è stata ed è un trionfo di suoni, ed un trionfo per l’Italia.

 

LONDON, ENGLAND - DECEMBER 09: Quentin Tarantino and Ennio Morricone pictured inside the control room at Abbey Road Studios ahead of the Live to Lathe Limited Edition Recording of the H8ful Eight Soundtrack on December 9, 2015 in London, England. (Photo by Kevin Mazur/Getty Images for Universal Music) *** Local Caption *** Quentin Tarantino; Ennio Morricone
Da sinistra verso destra: Quentin Tarantino (1963), Ennio Morricone

 

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About Chiara Vilardo

COLLABORATRICE | Classe 1990, originaria di Sommatino (CL), studia Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Catania. Le piace leggere, soprattutto quando si tratta dei romanzi di Ken Follett. Adora la musica che appartiene al cantautorato italiano e negli ultimi tempi si sta avvicinando con interesse al mondo del cinema.

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