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Elezioni in Argentina: Cristina Fernández de Kirchner torna all’arrembaggio

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Mauricio Macri (1959) è un ingegnere, politico e imprenditore argentino, leader della coalizione Cambiemos e Presidente dell'Argentina dal 10 Dicembre 2015.
Mauricio Macri (1959) è un ingegnere, politico e imprenditore argentino, leader della coalizione Cambiemos e Presidente dell’Argentina a partire dal 10 Dicembre 2015

Il 13 Agosto si terranno in Argentina le primarie di tutti gli schieramenti politici che si presenteranno alle Elecciones Legislativas del 22 Ottobre 2015. Primarie di nome ma non di sostanza, dato che la maggior parte dei partiti presenta una sola lista, rendendo la votazione una sorta di sondaggio a vastissima scala. Un primo round, una tornata di riscaldamento prima dello scontro vero e proprio.

Le Primarias Abiertas Simultáneas y Obligatorias (PASO, trad: Primarie Aperte Simultanee e Obbligatorie) sono state introdotte nel 2009 dal Governo di Cristina Fernández de Kirchner e costituiscono un unicum a livello mondiale. Prima di tutto perché sono obbligatorie per tutti i cittadini, iscritti e non iscritti a alcun partito, e poi perché non vengono gestite dai partiti ma dallo Stato, con i medesimi meccanismi, circoscrizioni, seggi che si usano per le elezioni politiche. Il kirchnerismo, che ne promosse l’adozione in nome della trasparenza e della partecipazione, alle presidenziali di due anni fa impose ai suoi elettori un solo candidato, Daniel Scioli, che poi perse contro Mauricio Macri. Anche quest’anno, il kirchnerismo presenta una sola lista, ma a guidarlo sarà Cristina Fernández che nel 2015 – ancora molto popolare nei sondaggi – dovette astenersi dalle urne perché già al secondo mandato presidenziale consecutivo (il massimo concesso dalla Costituzione).

Per il Governo si tratta di un’elezione fondamentale. Non si tratta infatti di una semplice votazione di midterm, ma di una sfida con la storia: la sua storia e quella argentina. In caso di sconfitta, sarebbe davvero durissima governare per i prossimi due anni: Fernández promette un’opposizione intransigente in Parlamento e per strada, pronta a far leva sul malumore dei sindacati, più legati al peronismo (di cui Fernández è esponente) che non a Cambiemos, la coalizione liberale di Macri. Poi ci sarebbe da sfatare il mito che solo il peronismo è in grado di governare il Paese. Negli ultimi cent’anni (costellati da dittature, golpe e crack finanziari) soltanto i Governi peronisti sono stati in grado di arrivare fino alla scadenza naturale del mandato presidenziale. L’ultimo non peronista, il radicale Fernando de la Rúa, dovette scappare in elicottero con due anni di anticipo, nel Dicembre 2001, con la Nazione in rovina e in stato d’assedio.

Esteban José Bullrich (1969) è un informatico e politico argentino, attuale Ministro dell'Educazione
Esteban José Bullrich (1969) è un informatico e politico argentino, attuale Ministro dell’Educazione

Nelle elezioni legislative si rinnova ogni due anni metà della Cámara de Diputados e 1/3 del Senado. Oggi, Cambiemos possiede la maggioranza relativa alla Camera Bassa (87/257 deputati) e la minoranza alla Camera Alta (17/72 senatori): perdere significherebbe sparire dal Parlamento. Lo scontro più importante è sempre la gigantesca Provincia di Buenos Aires. Una circoscrizione elettorale di quasi diciassette milioni di abitanti che dovrà eleggre tre senatori e trentacinque deputati. Tendenzialmente peronista, è questo lo scenario scelto da Fernández (capolista al Senato in un partito personale creato ad hoc un mese fa) per sfidare il Governo. Il rivale designato da Cambiemos è stato Esteban Bullrich, attuale Ministro dell’Educazione. Una scelta con cui il governo si mette davvero in gioco, dato che l’educazione è uno degli argomenti più caldi del dibattito politico argentino. Era da tempo che non si vedevano così tanti giorni di sciopero e manifestazioni in piazza degli insegnanti come quest’anno. A tre mesi dall’inizio delle lezioni, ancora non c’è stato un accordo fra il Governo e i sindacati dei docenti, che rifiutano l’aumento proposto dal governo, ben al di sotto dell’inflazione.

Cattolico, conservatore e poco carismatico, Bullrich non dovrà affrontare solo l’ex Presidente. Nella Provincia di Buenos Aires i partiti con parecchie chance sono addirittura quattro. Oltre ai già citati, ci sarebbe Florencio Randazzo, rappresentante del Partido Justicialista (PJ, il partito erede del precedente  Partido Peronista), Ministro dei Trasporti e dell’Interno sotto i Kirchner, ora in rotta con Fernández. E ci sarebbe pure Sergio Massa, anche lui peronista, anche lui ex kirchnerista, conservatore, ma alleato ora con Margarita Stolbizer, leader del centrosinistra fino a poco tempo fa, nella coalizione 1País. Tutti e quattro sono capilista senza concorrenza interna, dato che i partiti con i quali si presenteranno alle elezioni hanno proposto una lista unica per le primarie.

Nei mesi di Agosto e di Ottobre si voterà in tutte le altre Province. Alla Camera ogni Provincia dovrà eleggere dai tre ai cinque candidati in media; soltanto alcune eleggeranno anche senatori. Eccezioni sono Córdoba, Santa Fe de la Vera Cruz e la città autonoma di Buenos Aires, che rappresentano il secondo, il terzo e il quarto distretto per numero di abitanti. Bastioni del macrismo, la capitale (che elegge tredici deputati) e Córdoba (nove) dovrebbero fornire una buona quantità di rappresentati al Governo. Più imprevedibile Santa Fe (anche qui nove deputati da votare), dove il Partido Socialista e l’Unión Cívica Radical hanno governato in coalizione fino a due anni fa e ora sono divisi: i primi contro il Governo di Macri, i secondi alleati a livello nazionale.

Un dettaglio di queste elezioni sarà l’ennesima candidatura dell’ex Presidente Carlos Saúl Menem. Il più berlusconiano dei politici argentini, Presidente dal 1989 al 1999, cercherà di farsi rieleggere senatore nella sua città natale La Rioja ad una settimana dalla condanna a sette anni di reclusione per vendita illegale di armi confermata dal Tribunal de Casación.

Finché sarà senatore, infatti, potrà usufruire dell’immunità parlamentare: quindi non finire in galera.

 

 


 

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About Federico Fraioli

COLLABORATORE | Classe 1990, italo-argentino. Nato a Savona, ha vissuto a Córdoba e Parma, prima di trasferirsi a Buenos Aires nel 2002. Studia Lettere presso l'UBA. Giornalista, insegnante di italiano, juventino.

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