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E se ci facesse l’ultimo scherzo?

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Valentino Rossi (1979) è un pilota motociclistico italiano

E’ piombato nelle nostre vite all’improvviso, dando gas ed impennando ogni Domenica. Dal 1996 il motociclismo, nel bene o nel male, si è retto sulle sue giocate e sulle sue presenze all’interno del paddock. Sappiamo già che, quando deciderà di mollare, sarà uno shock per tutti coloro che vivono o amano le due ruote. Ci ha donato sorrisi e ci ha fatto gioire. Per molti appassionati è il migliore, e personalmente lo è anche per me. Un concentrato di sketch da fare impazzire. In due parole: Valentino Rossi.

Oggi il fenomeno di Tavullia ha 36 anni. Nove Mondiali e più di cento vittorie. Più che sufficiente per andare in pensione e godere dei successi acquisiti. Magari, perché no, divertirsi tra Superbike o Rally (una sua altra grande passione). Eppure lui è sempre lì in MotoGP, in mezzo alle nostre Domeniche ed a piloti molti più giovani: per lottare e confrontarsi, sempre con la voglia di scherzare e ridere. Come se il tempo, per lui, non passasse mai. Un piccolo Peter Pan che per volare, invece che la polverina di fata, utilizza una moto. In quasi 20 anni di carriera, di scherzi ce ne ha fatti parecchi ed oggi sono in molti a chiedersi: <<E se ci facesse un ultimo scherzo? Il più bello e, forse, inatteso?>>.

Dal 2009 (anno del suo ultimo titolo), Rossi ha dovuto affrontare una serie di situazioni che ne hanno messo in dubbio la competitività ad alti livelli. L’operazione alla gamba nel 2010, il biennio deludente alla Ducati (2011-2012) e poi l’episodio più traumatico: l’incidente che ha provocato nel 2011 la morte di Marco Simoncelli, con il suo involontario coinvolgimento. Momenti che, uniti all’età che inesorabilmente avanzava, poteva indurre molti a definirlo ormai sul viale del tramonto. Il ritorno alla Yamaha nel 2013 sembrava solo l’ultimo tentativo per un campione troppo orgoglioso per dire basta. Invece pian piano, come una vecchia formichina che la sa lunga, Valentino ha riguadagnato quello smalto psico-fisico (abbinati ad una moto competitiva) che l’ha portato a chiudere al secondo posto nella classifica mondiale nel 2014, alla spalle di quello che per molti è il suo erede naturale (e forse lo è davvero), Marc Márquez. Un altro fenomeno totale, con già 4 Mondiali a referto, tra cui gli ultimi due in MotoGP.

46rossi93marquez_originalMax Biaggi, Jorge Lorenzo, Casey Stoner, Sete Gibernau, Daniel Pedrosa. Tutti grandi che, in un modo o nell’altro, sono stati addomesticati dal Dottore. Troppo grande la tentazione di battere anche l’avversario più giovane e – forse – talentuoso contro cui Valentino si sia mai confrontato. Esaltandosi come soltanto lui sa fare, attraverso un lavoro enorme durante tutto l’Inverno che ha portato Rossi a presentarsi in condizioni ottimali in Qatar per l’inizio del campionato. Pronti, attenti, via. Dalla seconda fila, Valentino dà inizio ad uno show stile “vecchi tempi”, sconfiggendo in un colpo solo: Ducati, Lorenzo e Márquez. Da lì in poi, la consapevolezza di esserci cancella qualsiasi dubbio. Da lì in poi, Rossi non è ancora sceso dal podio, togliendosi anche lo sfizio di ottenere un’altra vittoria, in Argentina, dopo un corpo a corpo magico con Márquez, battuto ed affondato da un contatto tra i due. Proprio come Gibernau, nel 2005. Segnali?

Con il suo ritorno ad alti livelli, poi, è ripresa alta la tensione attorno al motociclismo in Italia, che negli ultimi anni era andata un po’ scemando. Nessuno come Valentino, infatti, ha reso popolare il motociclismo ed il mondo che ruota intorno ad esso. Trascinando milioni di persone davanti alla televisione per seguire quelle gare che, prima del 1996, non erano proprio la prima attrazione per la moltitudine. Uno Gilles Villeneuve su due ruote e con la capacità di essere esilarante, a differenza del leggendario canadese della Ferrari dall’indole timida e riservata.

Come direbbe il grande Guido Meda, insomma, <<Rossi c’è>>. Sarebbe lo scherzo più bello possibile, degno di chi degli sketch è diventato un Maestro. Dalla bambola gonfiabile a Robin Hood, fino alla corsa in bagno al termine della gara. Il “Decimo” scherzo di una carriera irripetibile e leggendaria che sarà, e lo è già, uno stimolo per centinaia di appassionati delle moto in tutti il mondo.

Bisbigliare quella parolina, associata tante volte al numero 46, cercando di non pronunciarla ad alta voce. Siamo ancora ad un quarto di stagione, ma è lecito sognare un 2015 dal sapore antico e piacevole.

D’altronde, si sa, il buongiorno si vede dal mattino.

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About Giacomo Corsetti

COLLABORATORE | Classe 1990, toscano e residente a Pietrasanta, in Provincia di Lucca. Studente di Lettere – Discipline della Comunicazione e dello Spettacolo presso l’Università di Pisa. Blogger di RadioEco, radio dell'Ateneo di Pisa. Nutre una grande passione per lo sport, il cinema, il teatro e l'informazione libera. E' amante di tutto ciò che concerne la cultura.

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