Regia Doppiaggio

Doppiaggio: quando la voce si fa arte

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Recitare è comunicare. Attraverso la recitazione l’uomo riesce a trasmettere emozioni e sensazioni, esplora zone del nostro essere umani, crea nuovi modelli di riferimento. La recitazione è una pratica che abbraccia interamente la sfera sensoriale dell’uomo, tanto di chi osserva, quanto di chi recita. Per un attore sono fondamentali allo stesso modo la deformazione dei propri lineamenti del corpo, delle proprie espressioni e la capacità di modellare la propria voce, al fine di perlustrare al meglio ogni vicolo inesplorato del proprio animo e di quello degli spettatori. Che succede, invece, se un attore viene privato della dimensione “fisica” della recitazione, e gli viene concesso di comunicare semplicemente attraverso la voce? Semplice, diventa un doppiatore. Spesso nascosti nell’ombra, i doppiatori sono finissimi interpreti di un’arte prestigiosa. A loro viene affidato il compito di dar voce a personaggi a cui non hanno potuto donare le fattezze, di trasmettere per via sonora emozioni che nascono da corpi altrui. Quante volte ci siamo sentiti ripetere che i doppiatori italiani sono i migliori al mondo? Tante. Allora scopriamo, in questa rassegna, i volti di dieci tra le voci più note del doppiaggio italiano e alcune delle loro interpretazioni più importanti.

 

  • FERRUCCIO AMENDOLA
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Ferruccio Amendola (1930-2001) è stato un attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano

Qualsiasi discorso sul doppiaggio italiano non può che partire dal compianto Ferruccio Amendola. Malgrado ci abbia lasciati oltre quindici anni fa, quello di Amendola è senza alcun dubbio il nome che viene più rapidamente in mente quando si parla di doppiatori nostrani. Il motivo? Semplice, ha doppiato un numero impressionante di capolavori della storia del cinema, dando la voce ad alcuni dei personaggi più iconici nella storia della settima arte. Da Michael Corleone a David Noodles Aaronson, da Tony Montana a Rocky, passando per Jake LaMotta, Rambo, Al Capone, Travis Bickle, Raymond Babbitt, l’ispettore Nico Giraldi e addirittura Er Monnezza (Sergio Marazzi), Ferruccio Amendola è stato a suo modo protagonista di tante pellicole che hanno lasciato il segno nell’immaginario collettivo italiano e mondiale. Pur avendo doppiato due mostri sacri come Al Pacino e Robert De Niro, non ha mai fatto segreto di essere maggiormente legato a Dustin Hoffman, attore al quale – per sua stessa ammissione – deve la sua notorietà. La carriera di questo doppiatore ligure di origini partenopee è stata divisa fra cinema, televisione e doppiaggio, ma è quest’ultima strada ad essere divenuta la sua preferita a partire dal 1968. Lo stesso Amendola ha riconosciuto che l’intuizione che gli è valsa la carriera indimenticabile di cui si è reso protagonista è stata quella di donare a Rico Rizzo, personaggio di Dustin Hoffman in Un uomo da marciapiede (1969) di John Schlesinger, un accento napoletano, cosa assolutamente non presente in sceneggiatura. Da quel momento in poi la sua voce un po’sporca e leggermente impastata,connotata da quella pronuncia così particolare, ha pronunciato tante frasi ad effetto da «Ma dici a me?» a «Salutatemi il mio amico Sosa!», ed è diventata il trait d’union sonoro per il pubblico italiano in tanti film indimenticabili.

 

 

 

  • TONINO ACCOLLA

 

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Antonino “Tonino” Accolla (1949-2013) è stato un attore, doppiatore, dialoghista e direttore del doppiaggio italiano

 

Se Ferruccio Amendola spesso si è trovato, a causa dei personaggi interpretati, a dar voce ai nostri incubi, Tonino Accolla ha dato forma a tante delle nostre risate. Scomparso circa quattro anni fa, Accolla ha tenuto compagnia a tanti di noi negli anni dell’infanzia: oltre ad aver dato spesso voce a Jim Carrey ed Eddie Murphy e, in taluni casi, a Tom Hanks e Billy Cristal (Harry ti presento Sally, 1989), questo doppiatore di origini siciliane ha interpretato alcuni dei personaggi d’animazione a cui gli spettatori nostrani sono più legati. Asterix, il draghetto Mushu, Mike Wazowski in Monster Inc. (2001), il Leonardo delle Tartarughe Ninja ed il suo personaggio più noto, l’incontenibile Homer Simpson: questi sono solo alcune delle sue prove famose. Dotato di un talento vocale e comico fuori dal comune, per anni Tonino Accolla ha saputo rendere di buon umore gli spettatori italiani, traducendo espressioni simpatiche ed inventandone di nuove. Anch’egli ha lasciato un vuoto enorme, ma come non ricordarlo attraverso la tipiche espressioni di Homer.

 

 

 

  • GIANCARLO GIANNINI

 

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Giancarlo Giannini (1942) è un attore, doppiatore, regista sceneggiatore e produttore italiano

 

Giancarlo Giannini è, all’interno di questa rassegna, l’attore teatrale e cinematografico di maggior prestigio. Il premio di Miglior Attore al Festival di Cannes nel 1973, una nomination agli Oscar (1977), cinque David di Donatello, cinque Nastri d’argento e cinque Globi d’oro per uno dei mostri sacri della commedia all’italiana, capace di regalarci anche un’immensa carriera come doppiatore. L’attore a cui il Giannini doppiatore si lega a doppio filo è, senza dubbio, Al Pacino. Dapprima si alterna con il sopra citato Ferruccio Amendola, poi diviene la voce ufficiale dell’attore italoamericano. Con la sua voce graffiante accompagnerà Pacino in Quel Pomeriggio di un giorno da cani (1973), nella sua interpretazione da Oscar in Profumo di donna (1992) ed anche in Carlito’s Way (1993). Potrebbe già bastare a fare di Giannini un doppiatore leggendario, ma l’attore di origini ligure non si è limitato ad essere la controparte italiana di Pacino: è stato anche Dustin Hoffman ne Il maratoneta (1976), il Gordon Gekko da Oscar di Michael Douglas ed una delle voci più calzanti per Jack Nicholson. Shining (1980), Batman (1989), Tutto può succedere (2003) e The Departed (2006) sono le sue collaborazioni più celebri con il tre volte premio Oscar. Capace di trasmettere il suo amore per il doppiaggio anche a suo figlio Adriano – anch’egli apprezzatissimo doppiatore – nonché amatissimo sia davanti che dietro lo schermo, mai nessun attore italiano ha abbracciato la pienezza della recitazione fisica e vocale come Giancarlo Giannini. Eccolo prodursi in un meraviglioso monologo shakespeariano, accompagnato dall’eterno alter ego, Al Pacino.

 

 

 

  • STEFANO DE SANDO

 

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Stefano De Sando, all’anagrafe Giuseppe De Sando (1954), è un attore e doppiatore italiano

 

Stefano De Sando divide con Giannini la pesante eredità di Ferruccio Amendola. Se Al Pacino diventa appannaggio esclusivo di Giannini, a dare la voce a Robert De Niro arriva questo doppiatore calabrese che, però, non si limiterà ad accompagnare De Niro nella seconda metà della sua carriera. De Sando sarà la voce di alcune delle serie TV più importanti del nuovo millennio: sarà il Tony Soprano interpretato da James Gandolfini ne I Soprano (19992007) e il Walter White interpretato da Bryan Cranston in Breaking Bad (20082013). Una voce impastata, sporca al punto giusto, capace di non far rimpiangere quella di Amendola. Una voce che gli permette una perfetta caratterizzazione degli accenti. Una prova del suo talento? La sua interpretazione di James Gandolfini ne I Soprano.

 

 

 

  • CHIARA COLIZZI

 

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Chiara Colizzi (1968) è una doppiatrice e direttrice del doppiaggio italiana

Cos’hanno in comune Nicole Kidman, Kate Winslet e Uma Thurman? No, non solo i capelli biondi con i quali, in genere, sfilano sui red carpet di tutto il mondo a seguito dell’ennesima grande performance. Hanno in comune la stessa doppiatrice, Chiara Colizzi. La prima donna della nostra rassegna ha doppiato molti dei film che sono entrati nei cuori degli spettatori di tutto il mondo. Capace di spaziare enormemente nelle emozioni che è capace di farci provare, la Colizzi è stata la Rose Dewitt Bukater che ha commosso il mondo in Titanic (1997), la voce della vendetta della Sposa in Kill Bill (200304) e la Virginia Woolf da Oscar interpretata da una irriconoscibile Nicole Kidman. Tra le altre prove rimarchevoli, è stata nuovamente Kate Winslet in The Reader – A voce alta (2009), film che è valso all’attrice britannica il suo primo Academy Award. Se volete un saggio del suo immenso talento vocale, basta guardare la sua interpretazione dello scambio finale di Kill Bill Vol II (2003).

 

 

 

  • DOMITILLA D’AMICO

 

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Domitilla D’Amico (1982) è una doppiatrice italiana

 

Molti uomini italiani si sono sentiti come il Lester Burnham di American Beauty (1999) quando hanno sentito l’interpretazione in quel film di Domitilla D’Amico, voce di Mena Suvari. La D’Amico è la doppiatrice più giovane dell’intera rassegna ma ha già alle spalle diverse prove famose: è già stata numerose volte la voce di Eva Green, Scarlett Johansson, Kristen Dunst e Margot Robbie ed ha doppiato Diane Kruger in Bastardi Senza Gloria (2009). Domitilla è, poi, la voce dell’attrice emergente più richiesta di Hollywood: Emma Stone. La D’Amico ha doppiato quest’ultima anche nel pluridecorato La La Land (2016), un film nel quale la doppiatrice romana ha seguito fedelmente la Stone in un’interpretazione magicamente sospesa tra commedia e dramma. È proprio uno stralcio della sua prova come Mia Dolan che vogliamo proporvi per darvi la prova della sua immensa bravura.

 

 

 

 

  • FRANCESCO PANNOFINO

 

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Francesco Pannofino (1958) è un attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano

 

Per chi ha avuto modo di godere di quella piccola gemma della TV italiana di nome Boris (20072010), Francesco Pannofino sarà per sempre René Ferretti, eccentrico e disilluso regista di fiction scadenti. Chi, invece, alla televisione preferisce il cinema, riconoscerà in Pannofino il protagonista di un numero esorbitante di doppiaggi favolosi negli ultimi venticinque anni. Oltre ad essere il doppiatore più costante di George Clooney, dell’attore cult Kurt Russell e del mostro sacro Denzel Washington, Pannofino ha caratterizzato con la propria voce graffiante ma profonda delle vere e proprie icone del cinema a cavallo del nuovo millennio: è stato, ad esempio, nello stesso anno il magico Forrest Gump, con un’interpretazione vocale assolutamente fuori dai canoni ai quali ci ha abituati misterioso ed il folle John Doe in Seven (1995). È stato, poi, il carismatico e sanguinario Bill the Butcher Cutting in Gangs of New York (2002) e l’avido Daniel Plainview ne Il Petroliere (2007), regalandoci in entrambi i film eruzioni d’ira che non hanno fatto rimpiangere la voce originale del bravissimo Daniel Day-Lewis. E poi ancora, il terrificante Green Goblin nella trilogia di Spiderman (200207) di Sam Raimi, il compianto Philip Seymour Hoffman, Mickey Rourke, il Rubeus Hagrid della saga di Harry Potter (200111) e Michael Madsen nei due capitoli di Kill Bill. Parallelamente alla sua florida carriera da doppiatore porta avanti anche quella di attore cinematografico, televisivo e teatrale. Ma come non ricordarlo con la sua più celebre trasformazione, quella in Forrest Gump (1994).

 

 

 

  • ROBERTO PEDICINI

 

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Roberto Pedicini (1962) è un doppiatore, direttore del doppiaggio, attore e insegnante di recitazione italiano

 

Il Presidente degli Stati Uniti d’America più cool che esista, un killer con un orrendo taglio di capelli, un crudele militare austriaco ed un ragazzo costretto a vivere a sua insaputa in un reality. C’è solo un uomo che può essere al contempo Frank Underwood, Anton Chigurh, Amon Göth e Truman Burbank: il suo nome è, ovviamente, Roberto Pedicini. Voce di Kevin Spacey sin da Americani (1992), Pedicini ha accompagnato l’attore statunitense in tutte le sue prove più importanti, ad eccezione del sopra citato Seven, diventando la sua voce anche nei film che gli son valsi l’Oscar: I soliti sospetti (1995) e American Beauty. Doppiatore molto assiduo anche di altri grandi attori di fama internazionale quali Jim Carrey, Javier Bardem, Woody Harrelson e Ralph Fiennes, ha dato la voce a tanti altri film d’impatto come Dirty Dancing (1986), Schindler’s List (1993), The Truman Show (1998), Man on the Moon (1999), Se mi lasci ti cancello (2004) e Non è un paese per vecchi (2008). Capace come pochi di dare pienezza alle pause vocali dei propri personaggi, Roberto Pedicini è una delle voci più conosciute nel panorama cinematografico italiano, come testimonia il finale della canzone Kevin Spacey, cantata da Caparezza. Se invece voleste iniziare con classe una serie TV, potreste far di meglio del suo Frank Underwood nella prima stagione di House of Cards (2013-)?

 

 

 

  • FRANCESCO PEZZULLI

 

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Francesco Pezzulli (1973) è un attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano

 

Aaron Paul in Breaking Bad, Benedict Cumberbatch in Sherlock (2010-) e un’interpretazione migliore dell’originale (quella di Hayden Christiansen) di Anakin Skywalker in due film della trilogia prequel di Star Wars. Ah, e poi un costante e competente doppiaggio di Daniel Brühl: niente male davvero. Ok, non prendiamoci in giro: sappiamo tutti perché Francesco Pezzulli sia noto a tutti gli appassionati di cinema. A partire dal 1996 è la voce ufficiale di quel mostro di bravura di Leonardo DiCaprio. La voce di Pezzulli e le espressioni di DiCaprio paiono andare a braccetto, sincronizzate ed inscindibili. Il legame tra i due è talmente saldo che Pezzulli ha anche ridoppiato alcuni film del premio Oscar ai quali non era originariamente stato assegnato come voce. Malgrado dalle sue corde vocali traspaia una certa e diffusa cortesia nei modi, non sono di certo rare le esplosioni di rabbia e i tuffi nelle varie emozioni a cui Pezzulli ci ha abituati. Basti ricordare la sua interpretazione di Calvin Candie in Django Unchained (2012).

 

 

 

  • LUCA WARD

 

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Luca Ward (1960) è un attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano

 

La nostra rassegna non poteva che chiudere con Luca Ward, attore televisivo, assiduo frequentatore dei social (spesso in maniera molto simpatica) e voce tra le più riconoscibili nella storia del doppiaggio italiano. Luca Ward ha recitato alcuni dei monologhi più intensi della storia della settima arte: dal discorso di presentazione a Commodo di Massimo Decimo Meridio all’Ezechiele 25:17 di Jules Winnfield. Il suo rapporto con attori dal fascino intramontabile come Pierce Brosnan, Samuel L. Jackson e Russell Crowe pare inscindibile non solo al cinema, ma anche nell’immaginario collettivo degli spettatori. Sa spaziare dall’autoironico all’epico, ma sapete già come si chiuderà questa rassegna vero? «Il cammino dell’uomo timorato…».

 

 

Volge così al termine questo viaggio all’interno della nobile arte del doppiaggio. Non abbiamo scordato illustri interpreti come Gigi Proietti, Pino Insegno, Dario Penne, Massimo Corvo e Massimo Popolizio: semplicemente abbiamo prediletto altri nomi, giusto per darvi un saggio della profondità e del talento diffuso nella scuola di doppiaggio italiana. In fin dei conti, lo avrete capito, ai nostri doppiatori sono legate tante delle nostre emozioni.

Emozioni che, con grande talento, ci vengono trasmesse dalla bellezza di queste voci.

 

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About Jacopo Gramegna

REDATTORE | Classe 1996, ex cestista ed ex Parlamentare Regionale dei Giovani in Puglia, diplomato al Liceo Classico. Attualmente è studente di Giurisprudenza d'Impresa presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Divoratore instancabile di film e studioso di tattica sportiva, nutre una passione viscerale per i racconti che gravitano attorno ai campi da gioco. Si diletta in uno storytelling che possa far convergere le sue numerose anime.

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