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Decade of Centenaries: Dublino nei luoghi della Rivolta di Pasqua

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«Bentornata a casa / o donna tanto afflitta / è una disgrazia per noi vederti in catene / (vedere) la nostra bella terra in mano ai ladri / e (vedere) te venduta allo straniero». Recita così quella che sarebbe diventata una delle più note Rebel song il cui titolo , Óró, sé do bheatha abhaile, tradotto dall’irlandese suona come Bentornata a casa.

Patrick-Pearse
Padraig Henry Pearse, spesso inglesizzato in Patrick, sebbene il suo nome completo fosse Pádraic Anraí Mac Piarais, mentre tra i nazionalisti irlandesi è indicato come Pádraig Pearse (1879-1916), è stato un letterato e poeta irlandese

L’autore di questi versi, allegoria della condizione di un’Irlanda di quei tempi e della speranza di poterla liberare dal dominio inglese, nonché restituirle un’identità da Stato autonomo e sovrano, era Patrick Pearse. Avvocato, insegnante e poeta dagli ideali nazionalisti, era a capo degli Irish Volunteersun gruppo ribelle e repubblicano che si era trovato accanto anche alla società segreta Irish Republican Brotherhood (IRB, trad: Fratellanza Repubblicana Irlandese), la cui missione era battersi per fondare una Repubblica indipendente e sovrana a discapito del dominio britannico. Non dimentichiamo che la Corona, in realtà, aveva promesso – per ottenere un maggior numero di arruolamenti nell’esercito da parte degli irlandesi durante la Prima Guerra Mondiale – la possibilità di un Home Ruleuna forma di Governo locale, che avrebbe fornito all’Irlanda maggiore autonomia. L’attuazione di tale Home Rule fu però rimandata al momento in cui il conflitto si sarebbe concluso. Fu nel pieno della Grande Guerra, il Lunedì di Pasqua del 24 Aprile 1916, che Patrick Pearse – affiancato dai ribelli – si affacciò al General Post Office di Dublino, che nel frattempo era stato occupato e si era trasformato nel quartier generale della rivolta. Con davanti una Sackville Street (poi ribattezzata O’Connell in omaggio al repubblicano Daniel O’Connell) piena di barricate, Pearse lesse a gran voce la proclamazione della Repubblica d’Irlanda, che lui stesso aveva scritto.

I moti rivoluzionari del 1916 fatti di militari, civili, ma anche e soprattutto intellettuali che da anni si battevano per riportare alla luce le radici storiche e culturali dell’Irlanda, ebbero però vita molto breve. La risposta dell’esercito britannico alla ribellione fu tempestiva, ed essa venne soffocata nel sangue. Lo stesso Pearse sarebbe stato giustiziato il 3 Maggio del medesimo anno, appena dieci giorni dopo il suo discorso sulla proclamazione. William Butler Yeats, vissuto in quel periodo, raccontò questi eventi in una lirica intitolata Easter, 1916. La rivolta, risoltasi in un apparente fallimento, innescò tuttavia quel meccanismo politico che avrebbe portato, nel 1922, alla nascita dello Stato Libero d’Irlanda a seguito di una vera e propria Guerra d’indipendenza. Sono proprio questi anni che oggi, a distanza di circa un secolo, Dublino vuole ricordare con il ciclo di eventi denominato Decade of CentenariesGli anni tra il 1912 e il 1922 sono stati anni estremamente travagliati, ma decisivi per l’indipendenza irlandese.

Ireland2016-feature-largeNella Pasqua del 2016, in ricordo del centenario, abbiamo vissuto una Dublino attraversata dalle parate e da figuranti in costume d’epoca che percorrevano O’Connel Street. I locali dell’Ambassador Cinema, situato all’incrocio tra O’Connel e Parnell Street, hanno ospitato nel corso di tutto l’anno una mostra dedicata all’Easter Rising. Sono poi disponibili giri turistici interattivi a bordo di un autobus a tema, dagli interni che ricordano quelli dei tram della vecchia Dublino: il 1916 Rebels Bus Tour. Se si fa un giro ai giardini di St. Stephen’s Green, anch’essi luogo nevralgico della rivolta – erano stati occupati per tutta la settimana di Pasqua e furono teatro di scontri armati tra militari britannici e ribelli, morti, catture, barricate – si trovano, disseminati per il parco, cartelli che raccontano di personaggi ed episodi chiave di quei giorni sanguinosi. Interessante a tal proposito la storia di Estella Solomons, una pittrice di origine ebraica che, in nome della sua comunità – che costituiva comunque una minoranza in un territorio a prevalenza cristiano – abbracciò la causa dei ribelli e durante la rivolta fece da corriera per il rifornimento clandestino di armi e munizioni.

Per la Decade of Centenaries, inoltre, è stata riaperta al pubblico lo scorso Marzo la Dublin Custom House, l’ex edificio delle dogane della città. Esso ospita una mostra con ingresso gratuito che ne racconta la storia ed il ruolo nel corso di quegli anni travagliati. Costruito alla fine del XVIII secolo e adibito inizialmente a sede degli uffici doganali, divenne nel corso dell’Ottocento quartier generale dei governatori locali, rappresentanti della Corona. Nel 1921, nel corso della Guerra d’indipendenza irlandese, fu bombardato e distrutto dai militari dell’Irish Republican Army (IRA, trad: Esercito Repubblicano Irlandese) i quali speravano, con questa azione, di infliggere un duro colpo al Governo inglese. Conclusasi la guerra civile, con l’agognata nascita dello Stato Libero, l’edificio delle dogane venne completamente ricostruito, attenendosi scrupolosamente a quello che era l’aspetto originario. Per la Decade of centenaries, oltre che le commemorazioni legate ai luoghi, sono in corso dibattiti, conferenze, letture ed eventi di vario tipo ospitati in numerosi luoghi della capitale, come è possibile consultare esplorando il sito http://www.decadeofcentenaries.com.

Questo è uno dei tanti modi in cui Dublino, e la stessa Irlanda, pur trovandosi in piena trasformazione, amano metterci al corrente della loro storia.

 

 


 

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About Valeria Martucci

CORRISPONDENTE DALL'ESTERO | Classe 1988, è nata a Brindisi. Sin dall'adolescenza, coltiva la passione per la scrittura. Nel 2007 si trasferisce a Genova per studiare Architettura e "respirare il mondo", sperando di trovare nel capoluogo ligure un'aria cosmopolita e una dimensione "di confine", Qui incontra le altre sue grandi passioni: il cibo, il vino e i viaggi. Nel 2016 approda poi a Dublino, dove attualmente risiede e lavora. La sua vita è in eterno movimento e sempre alla ricerca di una evoluzione. La tappa successiva sarà Londra, dove spera di coronare il sogno della sua vita: un locale all'insegna del cibo, del vino, della letteratura e dei viaggi.

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