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Da Harry Potter alle saghe Fantasy: l’evoluzione di un genere letterario

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<<Il miglior fantasy è scritto nella lingua dei sogni. È vivo, come sono vivi i sogni, più reale della realtà – per un momento, almeno…quel lungo magico momento prima di aprire gli occhi e alzarci […] Possono tenersi il loro paradiso. Quando morirò, voglio andare nella terra di Mezzo>>

(George R.R. Martin)

 

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Harry Potter, di J.K. Rowling

Ho quasi ventiquattro anni e secondo mia madre dovrei cominciare a crescere. Alle volte mi rimprovera, vedendomi assorta nei pensieri, non capendo che la mia attività preferita è pensare. Mi capitava anche da bambina di perdermi in mondi lontani ricchi di avventura e magia. Questo piccolo difetto si è acuito quando ho acquistato uno dei libri che sicuramente ha cambiato la mia vita. Avevo undici anni e la colpa in quel caso fu di mio padre, che aveva letto su un quotidiano il grande successo che stava avendo una certa J.K. Rowling con il suo personaggio di fantasia: un maghetto con gli occhiali rotondi e una cicatrice sulla fronte. Leggendo le mie recensioni, avrete sicuramente capito come in fatto di libri io sia una persona abbastanza schizzinosa e come nella scelta seguo molto le mie sensazioni. Harry Potter è stato il primo libro che ho letto lasciandomi consigliare e ringrazierò sempre il giorno in cui ho dato retta a mio padre e l’ho acquistato.

Detto questo, non ho intenzione di parlarvi di Harry né dei sette libri che in questi anni hanno avuto tantissimo successo, grazie anche alla pubblicità creata dai film, che devo ammettere molte volte mi hanno delusa, pensando molto spesso di trovare tutti i particolari che risaltano nei libri ma che, per motivi di durata, sono giustamente stati tagliati. Ma partendo dal “mio” mago preferito, voglio parlarvi di come il genere Fantasy si è evoluto, di come ha cambiato molti aspetti al suo interno e di come si sta diffondendo velocemente tra i ragazzi. Era il lontano 1997 quando questa donna, J. K. Rowling, durante un viaggio in treno iniziato probabilmente a King’s Cross (la stazione ferroviaria in cui Harry prenderà il suo primo treno per Hogwarts e ancora oggi meta di pellegrinaggi potteriani), ebbe l’idea di scrivere un romanzo, o meglio una serie di romanzi, incentrati sulla figura del maghetto Harry, orfano di padre e madre, legato al temibile Lord Voldemort, il mago oscuro più potente di tutti i tempi e il cui nome non deve essere nominato. Dopo Harry Potter e la pietra filosofale, uscirono in successione tutti gli altri tomi della saga più venduta in assoluto, con traduzioni in ben 73 lingue e un successo mai visto. La popolarità di questa saga è stata accresciuta, come già detto, dalla produzione dei film ispirati al mondo fantastico di Hogwarts e alle vicende dei tre maghi protagonisti, Harry, Ron e Hermione, nella loro lotta contro il male.

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Il Signore degli Anelli, di J.R.R. Tolkien

Era il 2001 quando uscì il primo film. Anno da ricordare anche per l’uscita di un altro film ispirato ad un’altra saga fantasy e destinato ad avere lo stesso successo planetario. Si tratta del primo capitolo de Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello. Non so se Peter Jackson abbia pensato al successo di Harry quando ha deciso di girare il film ispirato al libro di J.R.R. Tolkien ma è certo che, grazie a questa pellicola, anche le vicende della Terra di Mezzo sono tornate alla luce. La prima edizione de La compagnia dell’anello risale al 1954. Chissà se Tolkien, scrivendo di Frodo Baggins, di Sauron, del Monte Fato, e ancora di Elfi e Nani e Re degli uomini, avesse potuto immaginare il successo postumo che questi suoi scritti avrebbero avuto. Ma non finisce qui, dato che Peter Jackson ha avuto la brillante idea di trasporre sullo schermo altri tre libri del grande scrittore inglese e cioè la trilogia de Lo Hobbit, prequel ambientato ben sessant’anni prima degli eventi narrati ne Il Signore degli anelli e narranti le imprese di Bilbo Baggins, zio di Frodo, nella Terra di Mezzo. Da ricordare, naturalmente, l’incontro di Bilbo con Gollum, figura molto ambigua, che sarà importante ai fini della storia che ha come protagonista Frodo.

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Le Cronache di Narnia, di C. S. Lewis


Dunque, se da un lato abbiamo la magia, le bacchette, pozioni magiche, dall’altro c’è di nuovo la fondamentale battaglia del bene contro il male, ma si tratta di un fantasy epico, dove c’è sì la magia declinata in termini differenti, ma ci sono anche battaglie tra cavalieri, nazgul (personaggi inventati da Tolkien), orchetti e la magia è posseduta da creature leggendarie e immortali quali gli Elfi, padroni di Gran Burrone. Naturalmente, sulla scia avuta dal successo di queste opere, sono cominciate ad uscire sul mercato editoriale molte altre saghe fantasy, che hanno cercato di raggiungere lo stesso livello delle due precedenti. C’è stata la riscoperta dei sette libri de
Le Cronache di Narnia, scritte da C. S. Lewis, amico di Tolkien (con cui fondò un circolo letterario soprannominato Inklings), anch’esse trasposte in film, o quella de Il ciclo di Shannara dello statunitense Terry Brooks ( i cui libri in molte parti ricordano proprio Il Signore degli anelli).

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Eragon, di Christopher Paolini

Sono poi venuti in rapida successione: Le cronache del mondo emerso di Licia Troisi ed Eragon, primo capitolo della saga creata dall’italo-statunitense Christopher Paolini; per non parlare di uno degli ultimi successi planetari a livello letterario ma anche televisivo: parlo de Le Cronache del ghiaccio e del fuoco di George R. R. Martin, cominciate nel 1991, arrivate in Italia al volume dodicesimo con La danza dei draghi e trasferite sul grande schermo grazie alla serie televisiva Game of Thrones (che ovviamente sta avendo un esito molto positivo).

Dopo questo boom di fantasy epico, il genere è cominciato a cambiare. Negli ultimi anni c’è stata la riscoperta di figure leggendarie, come i vampiri (il cui grande precursore è certamente Dracula di Bram Stocker), che hanno trovato terreno fertile in saghe come Twilight di Stephenie Meyer, preceduta senza ombra di dubbio dalla famosissima Anne Rice e dal suo Intervista col vampiro (con film annesso) e in un altro ciclo scritto dall’americana Lisa J. Smith: I diari del vampiro (ciclo arrivato a ben quindici romanzi in Italia e numerosi spin-off). Senza nemmeno dirlo, anche questi sono stati riadattati per lo schermo, ottenendo un seguito di milioni di fan. Altre figure leggendarie, ripescate per la creazione di opere fantasy, sono gli angeli. Dopo la saga di Lauren Kate e del suo Fallen, ecco che arriva Cassandra Clare, originaria di Teheran,  che con le sue due saghe Shadowhunters – The mortal instruments e Shadowhunters – The infernal devices, ha ottenuto tantissimo successo. In questo caso, si parla di angeli caduti, demoni e Nephilim, mezzi uomini e mezzi angeli, incaricati dall’angelo Raziel di proteggere i mondani ( la gente comune) dai pericoli causati dai demoni, che assumono molteplici forme. Si tratta di due saghe che ho letto recentemente e che mi hanno fatto scoprire quest’altro mondo, in parte legato alle credenze religiose e che possiedono anche molte citazioni bibliche, adatte quindi anche a un pubblico più adulto, che riesce ancora a credere.

 

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Shadowhunters – The infernal devices, di Cassandra Clare

 

Nel caso di questi ultimi scritti, un elemento è diventato sicuramente fondamentale: l’introduzione di una storia d’amore, che nei precedenti magari era presente, ma relegata ad un piano meno importante. In queste ultime saghe l’amore è fondamentale, anzi è alla base della storia. E solo in un secondo momento vengono introdotti gli elementi fantastici.

Ma come tutte le mode, anche questa, pian piano, sta cominciando a scemare, sostituita da una più nuova: quella dei fantasy distopici. Cominciata da Suzanne Collins e i suoi Hunger Games, questa nouvelle vague, si sta arricchendo di titoli quali Divergent di Veronica Roth, o di Wool di Hugh Howey. Ambientati in società controllate dall’esterno da persone che ricordano molto il Grande Fratello di 1984 (George Orwell), i personaggi lottano per riuscire a liberarsi da questa sorta di schiavitù, per arrivare poi a rivelazioni che li lasceranno senza parole. In questi ultimi casi, tuttavia, sono stati soprattutto i film a sancire la fortuna dei libri, che solo in un secondo momento hanno raggiunto vette elevate.

Molte altre sono le saghe fantasy che continuano ad essere pubblicate in questo periodo. Si potrebbe pensare ad un’operazione di marketing, dato l’enorme successo che questo genere, qualche anno fa considerato di nicchia, sta avendo soprattutto tra la popolazione giovanile. Tuttavia il fantasy ha un’origine molto lontana. Erano fantasy i miti greci e latini, le leggende nordiche, le fiabe e le favole. Ora, in questo periodo storico,  quest’universo si sta arricchendo sempre più grazie alla penna felice di scrittori che hanno ancora la capacità di inventare, di sognare  e soprattutto di sperimentare. Mentre i popoli antichi si servivano di figure mitologiche per dare una spiegazione a ciò che per loro era irrazionale, adesso la letteratura fantastica serve soprattutto per evadere dall’esistenza quotidiana, dove la frenesia di una vita troppo veloce, lo stress causato dai mille impegni e la violenza, sono termini all’ordine del giorno.

Da libraia, posso dirvi che ogni volta che un ragazzino o una ragazzina mi domandano un libro di Harry Potter o di consigliare loro un fantasy, mi si riempie il cuore, perché nutro ancora la speranza che qualcosa di buono possa accadere, che queste nuove generazioni possano continuare a sognare in un mondo in cui spesso i sogni vengono distrutti. Perché leggere un libro fantasy apre la mente, può donare speranza, ti fa credere in quel mondo nascosto che spesso ignoriamo; ma soprattutto, poi, aiuta a crescere.

Infine, vi confesso che la parte fanciullesca di me aspetta ancora la lettera di iscrizione alla “Scuola di Magia e stregoneria di Hogwarts”!

 

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About Rosangela Farina

COLLABORATRICE | Nata ad Augusta (SR) il 28 Gennaio del 1991, si è laureata in Lingue e Culture Europee presso l'Università degli Studi di Catania e ora lavora come libraia alla libreria Mondadori della sua città. Ha un amore incondizionato per i libri. Il suo genere preferito sono i thriller e i fantasy, con qualche eccezione per i romanzi.

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