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“Cinquanta sfumature di grigio”: una banalissima love story, giusto un po’ piccante

Pubblicato il Pubblicato in Il consiglio del Libraio, Letteratura e Cultura, Recenti
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Jamie Dornan (1982) e Dakota Johnson (1989) nei panni di Christian Grey e Anastasia Steele nel film “Cinquanta sfumature di grigio” (2015), diretto da diretto da Sam Taylor-Johnson (1967)

Sarà che la Primavera risveglia gli ormoni, sarà che sembra che tra poco dovrebbe uscire la seconda parte del film, ma a me sembra ancora che al solo nominare Christian Grey le donne incomincino a ridacchiare e a darsi di gomito. Ho visto poco tempo fa il film e sono rimasta, quantomeno, sconcertata: da quando le fanciulle hanno abbandonato l’ideale del principe azzurro, dai baci casti ma promettenti, in favore di un uomo arrogante che gode nello schiaffeggiare le chiappe della sua principessa? Per capirlo ho deciso di leggere il libro.

Premetto che la versione cinematografica è molto fedele al romanzo e, d’altra parte, non poteva essere altrimenti visto che manca completamente una storia da tradire. Cinquanta sfumature di grigio è la versione letteraria dei porno più banali: della storia non frega niente a nessuno, l’importante è che si copuli molto e bene. L’evento che mette in moto la fantastica macchina letteraria del romanzo è la stipulazione di un contratto sadomaso tra i due protagonisti, Anastasia Steele e Christian Grey, lei una giovane studentessa universitaria che lavora in un negozio del Fai da te, una sorta di Self per capirci, e lui un uomo in carriera pieno di soldi che dirige non so quante aziende o che altro – senza peraltro capire mai bene come faccia visto che non lavora mai, ma, al contrario, passa tutto il suo tempo pensando alle palline vaginali, un po’ come i giocatori di biliardo incalliti che studiano le migliori strategie per infilare in buca la palla (e il paragone non è casuale). Nel romanzo non succede assolutamente nulla che non sia accoppiarsi in modo brutale e selvaggio e, unico pregio del libro, le scene di sesso sono descritte molto bene.

Detto questo, Cinquanta sfumature di grigio è un romanzo che tradisce il fatto che la penna l’ha tenuta in mano una donna e questo è il motivo per cui piace alle donne. L’atmosfera erotica, infatti, viene a poco a poco distrutta da un senso implicito e nascosto, ma sempre presente, di romanticismo e sentimento. Il romanzo è un calderone che ribolle di fantasie esclusivamente femminili. Christian Grey rappresenta il tipico ideale dell’uomo bestiale che viene civilizzato e che, per amore della sua donna, lascia da parte i suoi impulsi selvaggi per lavare i piatti e rifare i letti. Partendo dal presupposto che viene descritto come l’uomo che non deve chiedere mai, il giovane Christian potrebbe avere tutte le donne di questo mondo, ma lui si infatua di Anastasia, una donna non bellissima, impacciata, goffa e insicura che però deve sprigionare vere e proprie scie di ormoni come le gatte in calore. E già in queste scene si avverte il cuore tenero dell’autrice, che sogna di una donna impedita e timida che fa perdere la testa al bel pirata maledetto che, per la sua amata, fa cose mai fatte prima, tipo farla dormire nel suo letto o farle conoscere la mamma.

E.L.-James
E. L. James (1963) è una scrittrice britannica. È l’autrice del romanzo erotico best-seller “Cinquanta sfumature di grigio” (2011) e degli altri due libri che compongono la trilogia: “Cinquanta sfumature di nero” (2012) e “Cinquanta sfumature di rosso” (2012)

Mi sono spesso immaginata Anastasia e Christian come Bridget Jones e Daniel Cleaver, bruttina lei e donnaiolo lui. Ma la differenza è che Anastasia, al contrario di Bridget Jones, non porta i mutandoni. E qui emerge l’altra tematica femminile del romanzo, la perdita della verginità con l’uomo dei propri sogni. Anastasia Steele fa girare la testa all’uomo più bello e ricco del mondo, quindi non mi immagino nemmeno che effetto faccia sugli uomini normali. Nonostante questo, la giovane studentessa è ancora vergine a ventuno anni e sarà Christian a iniziarla ai grandi misteri della sessualità: la scena della loro prima volta non fa altro che cementare, nelle lettrici, la sensazione del vero amore che sta nascendo. Ma bastano un paio di volte che Anastasia in materia di sesso diventa una sorta di divinità, una roba che Cicciolina te dico levate: questa è un’altra grande tematica femminile che viene affrontata su ogni numero di Donna Moderna, la trasformazione della ragazza bonton ed educata nella panterona da nove settimane e mezzo.

Terzo punto. Christian Grey è, in tutta la sua bestialità, un piccolo e tenero cucciolo ferito. L’autrice si sofferma molto a descrivere il suo passato e la sua infanzia caratterizzata da traumi e violenze fino alla sua adozione: Christian Grey ha vissuto, da bambino, situazioni angoscianti che non sarebbero venute in mente nemmeno a Dario Argento in preda ai fumi della droga nel giorno dei morti. E questo smorza un po’ la sua selvatica necessità di accoppiarsi con violenza, le lettrici penseranno solo: oh povero piccolo Christian bisognoso di coccole e amore. Perché Christian Grey non poteva essere semplicemente un riccone e un pervertito sessuale, senza tirare in ballo la sua infanzia drammatica? Perché questa non è una fantasia femminile. Le donne devono mettere la tenerezza in ogni situazione della vita. Se E.L. James fosse stata un uomo avrebbe descritto invece il ricco imprenditore come un giovane dotato di una verga smisurata che agisce come un essere indipendente, senza stare tanto a soffermarsi sulle vicende della sua infanzia. La verga è quella che comanda, non il passato.

Ma la cosa veramente insopportabile nel romanzo è la continua rottura della narrazione con l’inserimento delle mail che i due protagonisti si scambiano. Anastasia e Christian passano le loro giornate a scambiarsi mail. Tutto il santo giorno. Una mail dietro l’altra. Pare che le mail abbiano una carica erotica notevolissima, anche se a me arrivano solo spam di compagnie telefoniche che mi informano delle loro promozioni, e non mi fanno proprio l’effetto di ostriche e champagne. Inoltre, i lettori che hanno esperienza della grande lettura erotica – De Sade, da cui il sadismo e Sacher Masoch, da cui il masochismo – sanno che ciò che viene presentato dalla James non rispecchia in nessun modo le vere pratiche delle perversioni sessuali. Christian Grey ama fare dei giochetti che, nelle vere perversioni, sono cose innocenti come il furto della marmellata da parte di un bambino di nove anni. Senza contare che, come teorizzato dai due scrittori citati sopra, il sadico aborre i contratti che sono invece il pane quotidiano del masochista, il mezzo per fargli sentire di essere una cosa di proprietà. La macchina narrativa del romanzo si basa, in buona sostanza, su un errore.

Cinquanta sfumature di grigio è, insomma, un’accozzaglia di cliché triti e ritriti: una storia d’amore difficoltosa vissuta tra una donna dalla bellezza standard e l’uomo bello e impossibile che scopre, a poco a poco, i suoi veri sentimenti e abbandona le brutture della sua persona per vivere in una bella casetta in campagna circondata da bambini e galline.

E pur mettendoci in mezzo le palline vaginali la faccenda non cambia: questo libro vale davvero poco.

 

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About Martina Zerbinati

COLLABORATRICE | Classe 1991, piemontese di accento, di lingua e di fatto. Continua gli studi con un dottorato in epigrafia greca. Il greco antico è d'altra parte la sua vera passione, perché come disse Marguerite Yourcenar: "Quasi tutto quel che gli uomini hanno detto di meglio è stato detto in greco". Dirige il sito "Hellopapers".

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