Internet

Internet è un diritto

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<<Mandiamo i “bamboccioni” fuori di casa>> (Tommaso Padoa-Schioppa)

<<Il posto fisso è una monotonia>> (Mario Monti)

<<I giovani dovrebbero essere meno choosy>> (Elsa Fornero)

 
Internet1Che dire, i politici in questi anni si sono certamente sbizzarriti nel trovare epiteti da affibbiare alla mia generazione, colpita da Destra e da Sinistra da infelici uscite di chi rappresenta il potere e dovrebbe, invece, avere a cuore il futuro della Nazione che governa. Ma nell’era del lavoro super-flessibile e del miraggio del posto fisso ci sono ancora storie che meritano di essere raccontate; storie di ragazzi, capaci e con la voglia di fare ma soprattutto competenti. E’ il caso di Guido D’Ippolito, calabrese trapiantato a Roma per motivi di studio e proprio nella Capitale si è laureato ed è responsabile di un progetto tanto ambizioso quanto importante. Ho saputo del suo progetto, come spesso accade, tramite passaparola sul web; mi sono documentato e ho deciso di intervistarlo. Quello che ne è uscito fuori, più che una intervista formale, è una bella chiacchierata tra due giovani “bamboccioni”.

 

D: Innanzitutto presentati: chi sei e di cosa ti occupi?

R: Sono Guido d’Ippolito e sono il Responsabile per l’Innovazione Digitale di Cultura Democratica nonché ideatore e promotore della campagna per l’inserimento del diritto di accesso ad Internet in Costituzione, l’art. 34 bis.

Cultura Democratica è un Think Tank che si occupa di favorire la buona legislazione e di creare un canale affinché le idee dei giovani, studenti o lavoratori che siano, possano arrivare al Parlamento; idee in qualunque campo. Abbiamo una procedura selettiva in base al merito, su scala nazionale che coinvolge diverse università Italiane; le idee migliori vengono poi scelte e intorno a queste si crea un workshop che ha lo scopo di stendere una proposta che poi verrà portata al Parlamento.

La proposta ovviamente può consistere nel modificare una legge già esistente o crearne una nuova ad esempio. Nel mio caso, abbiamo proposto una legge di revisione costituzionale che, se verrà votata dal Parlamento, inserirà l’art. 34bis in Costituzione.

 

D: Entriamo nel merito allora, illustrami questa proposta di revisione costituzionale.

R: Come ho già detto vogliamo inserire un art. 34bis in Costituzione. Ossia vogliamo che la costituzione riconosca l’accesso ad Internet come diritto sociale. Ora è bene chiarire perché la proposta è estremamente complessa e spesso non è quello che sembra a prima vista.

 

D: Cioè?

R: Partiamo dal presupposto che Internet non è solamente un mezzo di comunicazione di massa, per quanto effettivamente lo sia, in realtà è, prima di questo, un luogo, uno spazio pubblico in cui tutti esercitiamo diritti, adempiamo doveri e usufruiamo di infiniti servizi. In una parola, in Internet “viviamo” e viviamo sempre meglio e più facilmente. Già da qualche anno la dottrina giuridica di tutto il mondo considera, per questo, Internet come un bene comune fondamentale e quindi quello che richiediamo allo Stato è che ne garantisca a tutti e ne tuteli l’accesso. Dunque Internet è un diritto che ti permette di esercitare altri diritti; rimuove le disuguaglianze sociali ed ha enormi effetti economici, in quanto crea posti di lavoro, aumenta il PIL e farebbe uscire l’Italia dalla crisi economica. E quindi, ritornando al principio, se Internet è un diritto fondamentale, lo Stato ne deve tutelare l’accesso e lo deve tutelare come DIRITTO SOCIALE. I diritti sociali sono diritti che impongono una prestazione allo Stato affinché il cittadino possa vivere meglio. Sono diritti tipici del Welfare State. Diritto sociali sono infatti il diritto all’istruzione e alla salute.

Diritto sociale è la parola chiave che distingue la nostra proposta di 34bis da quelle poche precedenti proposte che invece prevedevano un 21bis.

 

D: Ecco, volevo proprio chiederti questo: c’era stata in passato una proposta simile che fu appoggiata, tra gli altri, anche da Stefano Rodotà. In cosa si differenzia la tua proposta?

R: Si assolutamente. La differenza è appunto nel voler concepire l’accesso ad Internet come diritto sociale piuttosto che come semplice libertà; ossia, Rodotà (e dopo di lui il M5S), proponevano un art 21bis che tutelava Internet soltanto come mezzo di comunicazione di massa; in altre parole, veniva tutelata e garantita la libertà di espressione on-line, il che non è poi così necessario, visto che una simile libertà potrebbe già essere tutelata dall’art 21 della nostra Costituzione, e sopratutto non è rispettoso di quella che è la natura stessa di Internet perché nel Web non esprimi solo il tuo pensiero, ma ti associ, studi, ti informi, lavori ecc.

Tutti i diritti costituzionali sono ampliati e resi di più semplice esercizio per tutti, non solo l’articolo 21; ecco perché la nostra proposta è diversa e soprattutto ecco perché è molto più ampia delle precedenti e molto più complessa. A differenza del 21bis che tutela la libertà di espressione, l’art 34bis tutela questa, sia da ingerenze dello Stato che dei cosiddetti Over the top (OTT), ma in più fa lo stesso per tutti gli altri diritti, e rimuove le disuguaglianze sociale in attuazione dell’art. 3 secondo comma della Costituzione.

 

 D: Chiarissimo. l’Italia, tuttavia,  è sempre stata più indietro di altri Paesi per quel che riguarda il progresso tecnologico (tranne rari casi come il digitale terrestre). Perché secondo te?

R: Bella domanda. La risposta per me è di natura sociale o culturale prima che politica o giuridica; per troppo tempo abbiamo avuto una classe politica che non ha investito nel nostro futuro e quindi semplicemente mentre gli altri andavano avanti noi rimanevamo fermi. Tecnicamente non siamo peggiorati, ma il fatto che gli altri abbiano fatto progressi, investendo ogni anno di più, in materia di digitale comporta che noi diventiamo arretrati.

 

D: Ma in nessun Paese europeo o occidentale c’è un articolo del genere in Costituzione. Perché l’Italia dovrebbe inserirlo?

R: Non è vero che questo articolo non esiste in altri Paesi, magari non in forma di diritto costituzionale, ma esiste in Finlandia ormai da tempo come legge ordinaria; ne sta discutendo il Senato francese e libanese, importante è la presa di posizione del Consiglio di Stato francese in materia di Net Neutrality; ne parlano le Corti Costituzionali, come la Corte Suprema USA o il Conseil Costitutionell francese ma anche la Corte di Giustizia dell’UE; è nella Costituzione dell’Ecuador ed è tutelato dal famoso Marco Civil brasiliano, meglio conosciuto come “Carta dei diritti di Internet” Internet Bill of Rights. E gli esempi potrebbero continuare ancora, come l’importantissima “Carta per i diritti per gli utenti in rete” del Consiglio d’Europa, perché tutte le grandi democrazie stanno affrontando con sempre maggior interesse la questione.

 

D: Quindi si sta prendendo coscienza dell’importanza di questo tema. A che punto è l’iter della tua proposta?

R: Attualmente è un disegno di legge Costituzionale depositato al Senato della Repubblica: è il numero 1561 del 10 luglio 2014. La news di questi giorni è che la Prima Commissione “affari costituzionali” del Senato ha deciso di inserire questo disegno di legge all’Ordine del giorno della prossima settimana; vuol dire che sicuramente la commissione discuterà la proposta e questo è un unicum nella storia della Repubblica. Nessuno è mai arrivato fin qui con un progetto del genere.

 

D: Benissimo, ma sono curioso di sapere se è un progetto fatto solo da studenti o ci sono politici che appoggiano la proposta.

 R: Il progetto è nato dalla mia tesi di laurea. Mi sono laureato il 14 ottobre dell’anno scorso. Ho lavorato ad  una tesi in diritto costituzionale sul diritto di accesso ad Internet, poi ho incontrato Cultura Democratica e abbiamo formato il workshop “Innovazione Digitale” di cui sono diventato il Responsabile. A quel punto, insieme ad altri studenti, abbiamo discusso la nostra proposta con professori, tecnici, studenti, lavoratori e poi il risultato è stato portato al Senato. Dopo gli ultimi ritocchi formali, il senatore Campanella, entusiasta della proposta, l’ha presentato al Senato ed è diventato un ddl costituzionale a tutti gli effetti.

Non abbiamo alcun appoggio politico, ma vorremmo che tutte le forze politiche ci ascoltassero e aiutassero perché è un ddl trasversale che porterebbe vantaggi a tutti. Non penso ci possa essere un partito politico e in generale qualcuno, che potrebbe non trovare utile questa proposta.

 

D: E soprattutto per una volta viene direttamente dai giovani. Altra domanda che devo proprio farti: molti politici accusano i giovani di essere “bamboccioni” e senza spirito di iniziativa mentre questa vostra proposta dimostra il contrario. E’ un messaggio per quei politici?

 R: Non abbiamo bisogno di mandare messaggi del genere o frecciatine. Non è vero che siamo bamboccioni e quindi forse non vale nemmeno la pena perdere tempo per dire di non esserlo. Conosco tante persone in gamba e con idee geniali; ciò che forse merita di essere evidenziato è che ci sono giovani che, preso atto di un problema, decidono di risolverlo; ed è questo lo spirito della nostra proposta di 34bis.

Sappiamo che i problemi esistono ma ci sono tanti giovani in Italia che non fanno di questo una scusa per rimanere inerti, anzi ci sforziamo di trovare una soluzione. In concreto, le parole e gli spot pubblicitari non ci servono; noi ragioniamo e pensiamo a come risolvere le cose e quando abbiamo deciso una strada la imbocchiamo. Purtroppo chi ha buone idee spesso non è nelle condizioni di attuarle e l’indifferenza dei politici o degli altri italiani è molte volte letale.

Se chi ha la possibilità di attuare un certo piano, cioè chi è al potere, smettesse di ignorare chi le idee le ha, oggi non staremmo così male.

 

D: Sono pienamente d’accordo, ultima domanda. Chi volesse saperne di più e sostenervi cosa può fare?

R: Può visitare la nostra pagina Facebook https://www.facebook.com/34bis e interagire con noi senza nessun problema. La pagina è piena di materiali di tutti i tipi: dagli articoli di giornale, alle foto, alle nostre relazioni sulla proposta e, soprattutto, ci sono dei video che abbiamo fatto proprio per spiegare brevemente e agilmente la proposta; per cui inviterei tutti a vedere questi video e a condividerli più che si può. Ovviamente i video, per motivi temporali, sono sintetici quindi se qualcuno ha ancora dei dubbi consiglio di leggere la relazione completa tra le note; a breve caricheremo la versione aggiornata; altrimenti, chiunque può scriverci sulla pagina o contattarci alle mail indicate e risponderemo, anzi invito tutti a creare dibattiti e a postare materiali, foto e video sull’argomento.

 

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About Fabiano Catania

COLLABORATORE | Classe 1990, siciliano di nascita ma pisano di adozione. Station Manager di RadioEco, radio dell'Ateneo di Pisa, da sempre ha una grande passione per la scrittura e l’informazione libera. Si interessa di musica indipendente ed è un appassionato del cinema d’autore.

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