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C’era una volta l’AC Milan

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Adriano Galliani (1944) è un imprenditore e dirigente sportivo italiano, Amministratore Delegato con delega all’area sportiva dell’AC Milan

A questo punto mi viene il dubbio che siamo noi a non capire, a non comprendere fino in fondo quello che vogliono fare in futuro. Ci ho riflettuto molto, essendo sportivamente legato a due colori gloriosi che hanno dato lustro al calcio italiano in oltre un secolo dalla sua introduzione. Ed alla fine della mia riflessione sono arrivato alla conclusione che tutti vediamo. Ex-giocatori (meraviglioso Zvonimir Boban), giocatori (caso Honda emblematico) e chiunque sia un addetto ai lavori nel calcio. No, noi abbiamo capito benissimo, purtroppo. Il vero problema di quella ex dispensatrice di sogni che era l’AC Milan è una sola: l’orgoglio. Quella sensazione che non fa ammettere a personalità che tanto hanno dato alla causa Milan che, semplicemente, l’intero ciclo berlusconiano è giunto al termine. Come ogni cosa del resto. Se non fosse così credo che vedremo un altro mercato, un’altra squadra, un altro ruolo.

E’ giunto al termine perché, dopo annate talmente scadenti da risultare offensive per la memoria del club, non si riesce a capire come si possa galvanizzare un ambiente attraverso proclami importanti. Soprattutto quando si hanno a disposizione giocatori che probabilmente nel Milan sacchiano ed ancelottiano sarebbero finiti, senza offesa, all’Empoli FC o al Cagliari Calcio. Ad altre realtà, insomma.

Se nelle ultime due annate quantomeno il fattore economico era praticamente a zero (ormai etichettato alla parola Milan), ciò non si può dire di quest’anno. Un’ormai ex-guida calcistica, come il vecchio glorioso Adriano Galliani, ha affermato: <<Siete costati 90 milioni>>. Quindi se si guarda il Milan attuale, non si può non rendersi conto che la situazione è più grave degli anni precedenti. Proprio per questo dettaglio: quest’Estate i soldi c’erano. E ciò significa che sono stati spesi male, anzi malissimo. Ok Carlos Bacca va bene, ma se il pallone non glielo dai è difficile che segni come potrebbe. Alessio Romagnoli, a livello logico, ci sta pure: un giovane dalle grandi potenzialità. Ma versarci 25 milioni?! Ho visto internare persone per molto meno.

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28 Maggio 2003: il capitano dell’AC Milan, Paolo Maldini, alza la Champions League vinta ai rigori contro la Juventus FC all’Old Trafford di Manchester

Quando qualsiasi tifoso milanista ha capito realmente che erano stati spesi 20 milioni per Andrea Bertolacci, credo che la reazione sia stata quella che ti viene quando senti parlare un Claudio Borghi o un’Alessandra Moretti in tv. Soprattutto quando ti viene in mente che un bomber come Mario Mandžukić, con un “filo” appena di più di esperienza internazionale, è stato acquistato a 18 milioni. Ma ci sono tanti casi: potrei enunciare pure Stevan Jovetić per 15 milioni dal Manchester City FC al FC Internazionale Milano.

Un’altra caratteristica che il nuovo Milan ha acquisito è quella di spacciare giocatori medi per campioni (o poco ci manca), sempre pensando all’attacco e poco alla difesa ed al centrocampo dove la lentezza e la mediocrità la fanno da padrone. Montolivo, “Sua Prevedibilità” Ignazio Abate (l’unico terzino della storia a non saper calciare di sinistra), Cristián Zapata etc.. Giocatori inadatti ai palcoscenici che merita il Milan. Al massimo <<buoni per la panchina>> (cit.). Si salvano davvero in pochi in questo caos tecnico-societario dove ci può essere tutto tranne quello che ci vorrebbe in annate di transizione e di difficoltà: un progetto. Ricordo ancora le promesse di un Milan giovane. E come al solito, le promesse sono state “mantenute”. Via Bryan Cristante allo SL Benfica. L’unico giovane promettente che poteva far girare via il pallone. D’altronde meglio Nigel de Jong, dati i suoi famosi piedi “raffinati”. Stiamo addirittura rovinando Mattia De Sciglio (che guarda caso in Nazionale è più che buono). Faccio gli auguri al nuovo ragazzino Davide Calabria.

Al di là di chiunque sieda sulla panchina di questo Milan (allenatori che, comunque, hanno le loro colpe), la sensazione di aver davanti una società senza più futuro è tanta. O almeno, che prima di rivedere un Milan decente ci sia bisogno ancora di molto tempo. Appena, speriamo, che i vari uomini a capo dei rossoneri si ridestino da quella dimensione parallela dove, evidentemente, ogni giocatore che si incontra è da Milan. Ogni riferimento a Juraj Kucka, Luca Antonelli e Rodrigo Ely è puramente casuale. Niente carisma, niente classe, niente gioco. Il che è paradossale per chi ha sempre ricercato il bel gioco.

A noi appassionati non resta quindi che guardare le macerie e sentire le giustificazioni o le scuse dei protagonisti di questo momento. Aspettando di rivedere questi due colori nei palcoscenici che gli spettano. Alla fine la gratitudine è immensa, a questi signori che hanno condotto il Milan dove risiede nella storia. Facendomi passare un’infanzia ed un’adolescenza calcistiche davvero uniche. Così come ad altri milioni di tifosi.

Ma come abbiamo già ribadito, anche le favole più belle prima o poi finiscono. Quindi, grazie davvero di tutto; ma è giunta l’ora di guardare veramente al futuro, con altri. Per l’ambiente, per l’entusiasmo, per il Milan.

 

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About Giacomo Corsetti

COLLABORATORE | Classe 1990, toscano e residente a Pietrasanta, in Provincia di Lucca. Studente di Lettere – Discipline della Comunicazione e dello Spettacolo presso l’Università di Pisa. Blogger di RadioEco, radio dell'Ateneo di Pisa. Nutre una grande passione per lo sport, il cinema, il teatro e l'informazione libera. E' amante di tutto ciò che concerne la cultura.

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