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G7 a Taormina: cosa aspettarsi?

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Tra oggi e domani si terrà a Taormina il 43° summit del Gruppo dei Sette, il G7. Quest’ultimo – di cui l’Italia detiene la presidenza per il 2017 – è nato negli Anni Settanta per favorire la coordinazione macroeconomica e far fronte comune davanti alle turbolenze dell’economia internazionale dovute al passaggio al cambio flessibile, allo shock petrolifero e alla forte recessione che ne era scaturita. A partire dagli Anni Novanta il range dei temi trattati si è ampliato notevolmente, spaziando dall’innovazione al clima. Ma cosa possiamo aspettarci da questo incontro internazionale? Probabilmente, non molto.

About Giada Negri

REDATTRICE | Classe 1994, lombarda, studia Msc. Eurasian political economics and energy presso il King's College di Londra. E' un'irrimediabile ottimista e una convinta europeista. Appassionata di geopolitica, ama conoscere nuove culture attraverso le storie della gente.

Members of the Korean People's Army (KPA) ride on mobile missile launchers during a military parade marking the 105th anniversary of the birth of late North Korean leader Kim Il-Sung in Pyongyang on April 15, 2017. 
North Korean leader Kim Jong-Un on April 15 saluted as ranks of goose-stepping soldiers followed by tanks and other military hardware paraded in Pyongyang for a show of strength with tensions mounting over his nuclear ambitions. / AFP PHOTO / Ed JONES

Dinamiche e minacce nucleari in Estremo Oriente

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Per la prima volta dalla fine della Seconda Guerra Mondiale si è forse aperta, per il Giappone, la possibilità di ri-prendere in mano la propria sicurezza nazionale. D’altro canto, la cooperazione tra Russia e Cina contro un intervento militare statunitense nei riguardi della Corea del Nord è consistita in violazioni sistematiche delle sanzioni internazionali e delle attività militari volte a dissuadere un intervento militare firmato Donald J. Trump. Poiché le soluzioni diplomatiche alla crisi della sicurezza coreana sono in gran parte fallite, e la politica estera degli Stati Uniti è diventata sempre più definita dall’unilateralismo, il destino dell’Estremo Oriente è sempre più incerto.

About Karin Nardo

REDATTRICE | Classe 1987, con doppia cittadinanza italiana e slovacca. Ha lavorato per diverso tempo come analista in un'impresa multinazionale ad Atene dopo essersi laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università degli Studi di Trieste ed aver conseguito un Master in Advanced International Relations presso la Diplomatic Academy a Vienna, dove ha anche svolto dei tirocini presso diverse organizzazioni internazionali. Precedentemente Corrispondente estera dalla Grecia, da quando si è trasferita a Roma scrive su temi di geopolitica.

Turchia

Turchia: ultimo atto di una democrazia

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La Turchia è stata chiamata alle urne – Domenica 16 Aprile – per decidere a favore o contro la riforma costituzionale promossa dall’attuale capo di Stato, Recep Tayyip Erdoğan. Abbiamo analizzato come si sia giunti a questo referendum che, de facto, trasforma ufficialmente la Nazione in un regime autocratico sotto le sembianze di una Repubblica Presidenziale.

About Giulia Masciavè

REDATTRICE | Classe 1994, pugliese, laureata in Studi Internazionali a Trento. Attualmente vive in Germania, con cui è stato amore a prima vista, un po' come con i Pink Floyd e i Coldplay. Non ama: sessisti, razzisti, omofobi, formaggio sulla pasta e cime di rapa. Difende la libertà di espressione, ma è consapevole che essa talvolta generi idee del cavolo.

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Vladimir Putin: il mito del leader che non deve chiedere mai

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Perché ci piace Vladimir Putin? Da dove nasce questa simpatia per un profilo che – secondo “Forbes” – non è solo uno degli uomini più potenti al mondo, ma anche uno dei più ricchi e corrotti? E perché la sua popolarità nel mondo occidentale sembra continuare a crescere? Cerchiamo di scoprirlo insieme, ripercorrendo gli ultimi decenni della Russia (e non solo).

About Giada Negri

REDATTRICE | Classe 1994, lombarda, studia Msc. Eurasian political economics and energy presso il King's College di Londra. E' un'irrimediabile ottimista e una convinta europeista. Appassionata di geopolitica, ama conoscere nuove culture attraverso le storie della gente.

Police secure the Champs Elysees Avenue after one policeman was killed and another wounded in a shooting incident in Paris, France, April 20, 2017. REUTERS/Christian Hartmann

Notte insonne sugli Champs-Élysées

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Il mio orologio segna le 00:40, eppure non riesco a dormire. Ho spento la televisione per esasperazione più che per il reale bisogno d’assopirmi, e allo spegnersi dell’apparecchio il fluire dei miei pensieri mi ha ricordato che il cervello non funziona come un televisore. Che certe immagini le assorbi e dalla coscienza non le scrosti più, neanche a forza. Solo quattro ore fa, infatti, dei colpi di arma da fuoco irrompevano prepotentemente nell’eufonico brusio di un normale Giovedì sera sugli Champs-Élysées, e l’immagine delle sirene blu lampeggianti sotto l’Arc de Triomphe giuntami tramite lo schermo vitreo della TV non mi dà pace, mi percuote il cervello a ritmo insostenibile.

About Sara Campisi

REDATTRICE | Siracusana, innamorata della sua terra, classe 1996. Frequenta la triennale di Filosofia presso l'Università degli Studi di Bologna. Visionaria, irrimediabilmente e perennemente distratta, lettrice camaleontica con uno spiccato interesse per la fisica. Ama i viaggi, la musica classica ed il mare.