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G7 a Taormina: cosa aspettarsi?

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Tra oggi e domani si terrà a Taormina il 43° summit del Gruppo dei Sette, il G7. Quest’ultimo – di cui l’Italia detiene la presidenza per il 2017 – è nato negli Anni Settanta per favorire la coordinazione macroeconomica e far fronte comune davanti alle turbolenze dell’economia internazionale dovute al passaggio al cambio flessibile, allo shock petrolifero e alla forte recessione che ne era scaturita. A partire dagli Anni Novanta il range dei temi trattati si è ampliato notevolmente, spaziando dall’innovazione al clima. Ma cosa possiamo aspettarci da questo incontro internazionale? Probabilmente, non molto.

About Giada Negri

REDATTRICE | Classe 1994, lombarda, studia Msc. Eurasian political economics and energy presso il King's College di Londra. E' un'irrimediabile ottimista e una convinta europeista. Appassionata di geopolitica, ama conoscere nuove culture attraverso le storie della gente.

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17:56, venticinque anni dopo

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Si commemora oggi il 25° anniversario della strage di Capaci. Uomini come Giovanni Falcone ci hanno insegnato che la mafia può essere sconfitta solo con la cultura e il rispetto della legalità. Facciamo camminare le sue idee sulle nostre gambe!

About Viviana Giuffrida

REDATTRICE | Classe 1995, vive a Catania. Frequenta la Facoltà di Giurisprudenza nella sua città, dedicandosi inoltre a doposcuola, giornalismo e volontariato. Non le manca mai il tempo per libri e serie TV, nonché per una buona birra tra amici.

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L’insostenibile leggerezza dell’Europa, in campo internazionale (e non)

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«L’Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto». Chi scrive è una convinta europeista. Ma chi scrive non ci riesce proprio a festeggiare un’Europa che si è trasformata in un “Golia burocratico e tecnocrate”, sempre più distante da quei valori etici e morali che avrebbero dovuto essere i pilastri del suo avvenire. Non abbiamo smesso di sperare in un’Europa come casa per/di tutti, una casa che si erge a fortezza del rispetto dell’essere umano. Vogliamo solo che le istituzioni comunitarie se lo ricordino e agiscano di conseguenza.

About Giulia Masciavè

REDATTRICE | Classe 1994, pugliese, laureata in Studi Internazionali a Trento. Attualmente vive in Germania, con cui è stato amore a prima vista, un po' come con i Pink Floyd e i Coldplay. Non ama: sessisti, razzisti, omofobi, formaggio sulla pasta e cime di rapa. Difende la libertà di espressione, ma è consapevole che essa talvolta generi idee del cavolo.

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Mosca pulsa di migranti, ma noi non lo sappiamo

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«Un giorno sarai felice, ma prima la vita ti insegnerà ad essere forte». Quando nel 2014 l’allora Presidente degli Stati Uniti Barack Obama dichiarò al “The Economist” che «i migranti non si stavano precipitando a Mosca alla ricerca d’opportunità», fu immediatamente chiaro che l’Occidente era all’oscuro di una delle più vaste correnti migratorie globali allora in corso. Infatti, seconda soltanto agli Stati Uniti e seguita a breve distanza dalla Germania, la Federazione Russa è oggi la seconda destinazione di migrazione al mondo.

About Federica Di Sario

REDATTRICE | Classe 1993, è iscritta alla magistrale in Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Macerata. Da sempre interessata al mondo della narrazione, si è da poco accorta di nutrire una passione feroce per la politica internazionale ed è qui, su “La Voce del Gattopardo”, che prova a fonderle insieme. Risiede attualmente a Mosca, dov'è quotidianamente impegnata nel capire "come diavolo la pensano i russi".

Members of the Korean People's Army (KPA) ride on mobile missile launchers during a military parade marking the 105th anniversary of the birth of late North Korean leader Kim Il-Sung in Pyongyang on April 15, 2017. 
North Korean leader Kim Jong-Un on April 15 saluted as ranks of goose-stepping soldiers followed by tanks and other military hardware paraded in Pyongyang for a show of strength with tensions mounting over his nuclear ambitions. / AFP PHOTO / Ed JONES

Dinamiche e minacce nucleari in Estremo Oriente

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Per la prima volta dalla fine della Seconda Guerra Mondiale si è forse aperta, per il Giappone, la possibilità di ri-prendere in mano la propria sicurezza nazionale. D’altro canto, la cooperazione tra Russia e Cina contro un intervento militare statunitense nei riguardi della Corea del Nord è consistita in violazioni sistematiche delle sanzioni internazionali e delle attività militari volte a dissuadere un intervento militare firmato Donald J. Trump. Poiché le soluzioni diplomatiche alla crisi della sicurezza coreana sono in gran parte fallite, e la politica estera degli Stati Uniti è diventata sempre più definita dall’unilateralismo, il destino dell’Estremo Oriente è sempre più incerto.

About Karin Nardo

REDATTRICE | Classe 1987, con doppia cittadinanza italiana e slovacca. Ha lavorato per diverso tempo come analista in un'impresa multinazionale ad Atene dopo essersi laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università degli Studi di Trieste ed aver conseguito un Master in Advanced International Relations presso la Diplomatic Academy a Vienna, dove ha anche svolto dei tirocini presso diverse organizzazioni internazionali. Precedentemente Corrispondente estera dalla Grecia, da quando si è trasferita a Roma scrive su temi di geopolitica.