Dante

La madre di tutte le soap: la “Vita nova” di Dante Alighieri (Prima Parte)

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Qual è l’immagine concreta che ci siamo fatti di Dante Alighieri? Ogni poeta e scrittore si presta a tipizzazioni, a volte un po’ stereotipate, che s’ispirano alla loro opera creando una fisionomia e un carattere inconfondibili, a volte delle caricature: Gabriele D’Annunzio è l’eterno piacione, il playboy incallito e lussurioso; Giacomo Leopardi il ragazzino sociopatico e bullizzato. E l’immagine di Dante, invece, qual è? Scopriamola insieme, attraverso una delle sue opere più importanti.

About Marco Del Colombo

REDATTORE | Toscano, nato prematuro ma ormai venticinquenne. Si è laureato in Lettere Moderne presso l’Università di Pisa con una tesi su Massimo Bontempelli e il Realismo Magico. Attualmente frequenta la magistrale di Italianistica. Lettore onnivoro, ama il cinema, i cani, il calcio e il pane con la finocchiona.

Boccaccio

La «cortesia» di Federigo degli Alberighi

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Federigo degli Alberighi è un giovane «in opera d’arme e in cortesia», qualità fondamentali per un cavaliere, che si è innamorato di una gentil donna fiorentina molto bella di nome Giovanna che, in accordo ai canoni dell’amor cortese, è già sposata e ha anche un figlio. Per lei Federigo organizza tornei, giostre e feste, ma arriva a dilapidare il proprio patrimonio e a ridursi in povertà. In questo articolo si considera una novella di uno degli autori più importanti della letteratura nostrana, ossia Giovanni Boccaccio, e vuol essere una piccola prova del fatto che il Medioevo, durante il quale operò, non fu un periodo così buio e privo di slancio come si può pensare.

About Diletta Solinas

REDATTRICE | Classe 1992, sarda. Adora la lettura, l'arte, i film, i viaggi, i programmi di Piero e Alberto Angela e guarda ancora con meraviglia il mare e la natura. Laureata in Lettere sulla via dell'antico, ora prosegue gli studi in Italianistica e per questo si sente un po' un ibrido.

Lucas Cranach the Elder, 1553

Il quaderno di Mercurio: Francesco Orlando e la funzione ringiovanente della letteratura

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La quarta puntata de “Il quaderno di Mercurio” si apre a bordo di un vascello di fine Quattrocento: mozzi castigliani schiamazzano e qua e là tirano i grossi canapi per governare le vele; ritto sulla prua che fende l’aria gonfia di salsedine, l’ammiraglio Cristoforo Colombo osserva il cerchio dell’orizzonte sfumato dalla nebbia, dietro la quale indovina la silhouette delle terre d’oltremare a cui, di lì a breve, approderà per la seconda volta. Quasi cinquecento anni dopo, in Italia, Francesco Orlando pubblicava uno dei saggi di teoria letteraria più importanti e innovativi del nostro Novecento: “Per una teoria freudiana della letteratura”.

About Marco Del Colombo

REDATTORE | Toscano, nato prematuro ma ormai venticinquenne. Si è laureato in Lettere Moderne presso l’Università di Pisa con una tesi su Massimo Bontempelli e il Realismo Magico. Attualmente frequenta la magistrale di Italianistica. Lettore onnivoro, ama il cinema, i cani, il calcio e il pane con la finocchiona.

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Il quaderno di Mercurio: Tzvetan Todorov e la funzione didattica della letteratura

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Sarebbe impossibile enucleare dall’immensa produzione di Tzvetan Todorov un fil rouge condensabile in un singolo articolo. Tuttavia non potevo esimermi dal tributare un estremo saluto a chi ha contribuito ad alimentare la mia passione per la letteratura e, soprattutto, a rivelarmene molti segreti, regalandomi preziosissime chiavi d’accesso a un mondo meraviglioso.

About Marco Del Colombo

REDATTORE | Toscano, nato prematuro ma ormai venticinquenne. Si è laureato in Lettere Moderne presso l’Università di Pisa con una tesi su Massimo Bontempelli e il Realismo Magico. Attualmente frequenta la magistrale di Italianistica. Lettore onnivoro, ama il cinema, i cani, il calcio e il pane con la finocchiona.

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Recensione alla lirica “Canto dell’arcolaio e buoni giorni” di Patrizia Stefanelli

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“Canto dell’arcolaio e buoni giorni” di Patrizia Stefanelli conserva un’aura incantata, ma arricchisce la potenza immaginifica delle fiabe tradizionali con elementi peculiari della mitologia nordica. Il fascino del pantheon scandinavo si unisce alla saggezza del messaggio, insito nel componimento, in armonico equilibrio con una metrica ben calibrata, che alterna endecasillabi, quinari e settenari. Così, in un’epoca sempre meno incline alla cultura, in cui la poesia è relegata negli scaffali nascosti e polverosi delle librerie e in un panorama letterario dove chi si approccia alla scrittura in versi troppo spesso indulge in componimenti semplicistici, vuoti di argomenti pregnanti e privi di stile personale, la lettura delle liriche dell’autrice in questione diventa un atto catartico e consolatorio.

About Carla Maria Casula

REDATTRICE | Figlia della Sardegna, classe 1975. Giornalista pubblicista, si occupa di linguistica sarda con particolare attenzione nei confronti dei fenomeni lessicali, fonetici e morfologici. Scrittrice a tempo pieno, ha all'attivo tre sillogi poetiche in lingua italiana e numerosi riconoscimenti in concorsi di poesia regionali e nazionali. Studentessa di Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Cagliari, tra cerimonie di premiazione e presentazioni di libri spera di concludere quanto prima il suo percorso universitario. Sogno nel cassetto: un allevamento sterminato di gatti neri.