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L’arte del teatro nel teatro: va in scena il pirandellismo

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«Per il suo coraggio e l’ingegnosa ripresentazione dell’arte drammatica e teatrale». Queste sono le parole iniziali di quello che sarà il discorso tenuto da Re Gustavo V il 10 Dicembre del 1934 a Stoccolma, al momento dell’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura a Luigi Pirandello. Quello che il drammaturgo ci offre, nei suoi romanzi così come nelle sue opere teatrali, non è solamente una lettura della realtà in chiave di totale impossibilità per l’uomo di essere l’artefice del suo destino ma anche la banale inquadratura della vita secondo modelli preesistenti che ci vengono imposti.

About Erica Ceola

REDATTRICE | Classe 1994, veneta. Laureata in Relazioni Internazionali, frequenta la magistrale in Storia dei conflitti contemporanei presso l'Università di Bologna. Topo di biblioteca, appassionata di vini e film Anni '50, ha deciso di dare forma al suo fanatismo per la storia scrivendo per "La Voce del Gattopardo".

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«Dammi la mano»: il mito del Don Giovanni

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Il mito del Don Giovanni è certamente uno fra i più conosciuti e fortunati: lo si può annoverare tranquillamente in un’ideale raccolta di produzioni artistiche più rappresentative della cultura occidentale. Proviamo dunque ad analizzare insieme la figura del Don Giovanni e la sua evoluzione, dalla versione di Tirso de Molina al capolavoro di Wolfgang Amadeus Mozart e Lorenzo Da Ponte.

About Marco Pucciarelli

REDATTORE | Classe 1991, piemontese. Studente di Lettere Moderne presso l'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro" di Vercelli. Ha la passione per la storia, specie per quella romana.

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Chi era la musa del Rinascimento?

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È sufficiente cercare sul web «Simonetta Vespucci» affinché compaiano numerosi risultati su una giovane donna bellissima che sarebbe stata musa e modella di poeti e pittori, una vera icona quattrocentesca. Si tratta, appunto, di Simonetta Cattaneo, coniugata Vespucci, accreditata come una delle donne più belle del Rinascimento, che avrebbe prestato il suo volto alle raffigurazioni di pittori quali Piero di Cosimo e Sandro Botticelli, di cui sarebbe stata perfino amante. Basta guardare inoltre il retro della moneta dei dieci centesimi italiani per trovarsela davanti. Cerchiamo allora di fare un po’ di luce su questa giovane.

About Diletta Solinas

REDATTRICE | Classe 1992, sarda. Adora la lettura, l'arte, i film, i viaggi, i programmi di Piero e Alberto Angela e guarda ancora con meraviglia il mare e la natura. Laureata in Lettere sulla via dell'antico, ora prosegue gli studi in Italianistica e per questo si sente un po' un ibrido.

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Antigone: una giovane donna contro la ragion di Stato

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Antigone è una giovane donna caparbia, armata di un coraggio che non si arresta nemmeno davanti alla morte e di tanto amore per i suoi cari, che sa di avere dalla sua le leggi eterne degli dèi e non ha paura di affrontare il suo destino del tutto sola perché, afferma, «Io non sono fatta per unirmi in legami di odio, ma per unirmi in legami di amore». Ieri, nell’Atene del V secolo a.C., Antigone era un biasimo al tiranno e un richiamo alla moralità del tempo, mentre “chissà quante Antigoni” ci sono oggi, in un mondo come questo dilaniato dalle guerre.

About Diletta Solinas

REDATTRICE | Classe 1992, sarda. Adora la lettura, l'arte, i film, i viaggi, i programmi di Piero e Alberto Angela e guarda ancora con meraviglia il mare e la natura. Laureata in Lettere sulla via dell'antico, ora prosegue gli studi in Italianistica e per questo si sente un po' un ibrido.

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Da Friedrich Nietzsche a Karl Marx: il viaggio dello spirito apollineo e dello spirito dionisiaco

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Ne “La Nascita della Tragedia dallo Spirito della Musica”, il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche introduce due concetti, apparentemente antitetici: quello di apollineo e quello di dionisiaco. L’aggettivo apollineo è applicabile a tutto ciò che è perfettamente equilibrato, razionale ed armonioso. Viceversa, l’aggettivo dionisiaco indica ciò che è caotico, irrazionale, eccessivo e frenetico. Ma cosa succederebbe se – compiendo una sorta di “esperimento mentale” – si provasse ad ampliare l’analisi del filosofo in senso cronologico, applicandola in particolare a quelle correnti artistiche e filosofiche dell’ultimo quarto del XIX secolo, contemporanee cioè all’uscita de “La Nascita della Tragedia”, e dimostrare come lo spirito dionisiaco e quello apollineo, apparentemente inconciliabili, siano in realtà inscindibili ed interdipendenti?

About Beatrice Furini

REDATTRICE | Classe 1996, originaria di uno sperduto paesino della brumosa Pianura Padana, dove ha lasciato il cuore, frequenta ora la triennale di Filosofia presso l'Università degli Studi di Bologna. Irriducibile sognatrice, viaggia per scoprire e scoprirsi. Scrive per necessità e non smette mai di meravigliarsi.