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La furbizia nel “Decameron” boccaccesco

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Giovanni Boccaccio nacque dalla relazione illegittima fra una donna della quale non conosciamo l’identità e Boccaccino di Chellino, che lo legittimò poco dopo. La sua formazione si divise principalmente fra Firenze e Napoli, dove alternava gli studi di diritto, quelli bancari e umanistici. Fra le numerose produzioni letterarie, il Decameron è sicuramente quella più celebre. Composto tra il 1349 e il 1353, comprende cento novelle raccontate in dieci giornate da altrettanti narratori, precisamente sette ragazze e tre ragazzi. Lo sfondo su cui questi racconti si svolgono è quello fiorentino, minato e bersagliato dalla peste che colpì la città nel 1348.

About Marina Muggianu

COLLABORATRICE | Nata in Sardegna nel 1992, diciannove anni più tardi prende il mare e approda in Toscana. Da quel momento vive a Pisa, dove attualmente approfondisce la sua passione per la letteratura italiana. Adora le escursioni, i libri e la cancelleria.

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Le Sirene: due corpi, un nome

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Se oggi pensiamo a una Sirena, di norma ci riferiamo a una creatura con il corpo per metà donna – dalla vita in su – e per metà pesce – dalla vita in giù – complici rappresentazioni cinematografiche, dipinti, disegni e statue. In questo articolo si cercherà di proporre un excursus sul mito delle Sirene e sulla loro “muta”, legandolo alle sirene letterarie che più ci sono familiari.

About Diletta Solinas

REDATTRICE | Classe 1992, sarda. Adora la lettura, l'arte, i film, i viaggi, i programmi di Piero e Alberto Angela e guarda ancora con meraviglia il mare e la natura. Laureata in Lettere sulla via dell'antico, ora prosegue gli studi in Italianistica e per questo si sente un po' un ibrido.

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In punta di piedi sul baratro del mondo: considerazioni tratte da storie di ordinaria fragilità

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Quale sfumatura attribuire alla fragilità? Intollerabile difetto di fabbrica o specificità intrinseca del genere umano? Alessandro D’Avenia analizza questo concetto in poco più di duecento pagine, condensate nel titolo L’arte di essere fragili, seguito da una precisazione: come Giacomo Leopardi può salvarti la vita. Perché la fragilità dovrebbe percepirsi come una risorsa che ci pone entro un’uguaglianza emotiva che, consequenzialmente, dovrebbe spingerci a riflettere sull’universalità della nostra condizione; perché la fragilità è il prezzo che paghiamo per lo stare al mondo, come gli uccelli la pesantezza delle proprie ali per godere della leggerezza del librarsi in volo.

About Sara Campisi

REDATTRICE | Siracusana, innamorata della sua terra, classe 1996. Frequenta la triennale di Filosofia presso l'Università degli Studi di Bologna. Visionaria, irrimediabilmente e perennemente distratta, lettrice camaleontica con uno spiccato interesse per la fisica. Ama i viaggi, la musica classica ed il mare.

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Recensione alla silloge poetica “Voli a matita (dicotomie quotidiane)” di Nunzio Buono

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L’artefice del filo poetico della raccolta, tra le venature dolceamare della quotidianità, è la piccola mina di grafite che, in questo contesto, non è simbolo di tratti vaghi o inesperti, ma rappresenta lo strumento prediletto dai bambini e dagli artisti per dare voce alla propria anima. E l’anima di Nunzio Buono è, al contempo, bambina e centro propulsore di creatività.

About Carla Maria Casula

REDATTRICE | Figlia della Sardegna, classe 1975. Giornalista pubblicista, si occupa di linguistica sarda con particolare attenzione nei confronti dei fenomeni lessicali, fonetici e morfologici. Scrittrice a tempo pieno, ha all'attivo tre sillogi poetiche in lingua italiana e numerosi riconoscimenti in concorsi di poesia regionali e nazionali. Studentessa di Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Cagliari, tra cerimonie di premiazione e presentazioni di libri spera di concludere quanto prima il suo percorso universitario. Sogno nel cassetto: un allevamento sterminato di gatti neri.