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Caso Mazzucco: tra ipocrisia e pornografia fast food

Pubblicato il Pubblicato in Agenda, Costume e Società, Recenti

di Ornella Lodin

Generazione under 18: minorenni per la legge minorati per la società?, tra baby squillo e suicidi adolescenziali la sessualità nel 2014 è ancora tabù. Tutto nasce dall’iniziativa di un rinomato istituto della capitale, il Liceo Giulio Cesare, di proporre il testo della Mazzucco “Sei come sei” per elaborare un componimento scritto “Chi sono io per giudicare un gay”, prendendo spunto dalle tematiche trattate nel romanzo – famiglia omogenitoriale, scene di sesso esplicito tra omosessuali.

La pietra dello scandalo è un brano in cui senza troppe metafore viene descritta una fellatio tra due ragazzi dello stesso sesso, in uno spogliatoio. Una descrizione così cruda e scioccante da spingere alcuni genitori a contattare l’Associazione Giuristi per la Vita e l’Associazione Pro Vita Onlus che hanno subito sporto denuncia presso la Procura di Roma nei confronti delle insegnanti ree di aver proposto una simile lettura agli alunni, previa consultazione con i genitori. Si è arrivati ad ipotizzare il reato di corruzione di minore dal momento che gli alunni in questione hanno un’età compresa tra i 14 ed i 16 anni.

Da quanto tempo i genitori non fanno un giro sui mezzi di trasporto e ascoltano lezioni di “sessuologia teorica e applicata nell’età adolescenziale?”. I suddetti alunni, con lacune da canyon in letteratura e matematica ma in sessuologia sono Professori emeriti, dimostrano di essere minorenni ma non minorati per quanto concerne argomenti inerenti la sessualità, hanno fermamente difeso la scelta delle insegnanti. Hanno altresì specificato che il romanzo fosse stata una lettura consigliata e non obbligatoria e di aver trovato interessante l’argomento come tematica di discussione e confronto di idee.

Sempre nella denuncia si sottolinea che “la divulgazione di materiale dichiaratamente osceno, non può non urtare la sensibilità dell’uomo medio, specie se si considera che tale divulgazione era diretta ad un pubblico composto da minorenni”: tale affermazione va in antitesi ed è anacronistica alla realtà sociale in cui viviamo. “Uomo medio-pubblico composto da minorenni”: non vi è generazione più vanesia e vaneggiante genitoriale di quella attuale che non definisca la propria prole geniale con l’unico difetto che non si applica. “Sì la sua pagella è una schedina del totocalcio ma che vuoi farci: è intelligente ma non si applica, colpa degli insegnanti che non lo sanno stimolare”.

Divulgazione di materiale dichiaratamente osceno. Su tale affermazione si dovrebbe chiedere per decoro un minuto di silenzio e in questo lasso di tempo passare velocemente in rassegna il panorama pornografico fast-food cui hanno accesso tutti coloro che abbiano a disposizione un dispositivo mobile e una connessione web o una tv, a qualunque età, in qualunque fascia oraria. Usciti da scuola li catapultiamo senza censura in quella famiglia allargata di Beautiful in cui tutto il cast suo malgrado ha visto dentro le mutande l’uno dell’altro e se vi siete persi qualche puntata, l’omosessualità è approdata anche a Beautiful. <<Per non farci mancare niente>>, direbbero i bigotti. <<Perché la vita è anche questo>>, è la verità sociale. Nudi gratuiti negli spot pubblicitari, film con un bollino per le categorie di pubblico. Come se un bollino ci lavasse le coscienze e bloccasse le immagini inopportune quando lasciamo soli i ragazzi ed i bambini con un telecomando in mano, mentre i genitori si occupano di altro o lavorano. Ancor peggio quando i minori in questione sono nel chiuso delle loro camerette.

La pornografia è quella che gira tra i ragazzi sottoforma un tempo di mms ora di foto solo per comprarsi una ricarica telefonica. Pornografia è prostituirsi fingendosi (?) maggiorenni per un cellulare nuovo o un paio di scarpe firmate. Una domanda: padre e madre, dove siete per non notare un cellulare nuovo di vostro figlio, o abiti e scarpe che magari tiene occultati in fondo all’armadio o nascosti in casa di un’amica/o compiacente, idem per i genitori degli occultatori?

Troppo retorico usare frasi come: poi non spargiamo le trecce come Ermengarda quando un ragazzino si suicida perché lo prendono in giro per un paio di pantaloni rosa o i propri gusti sessuali, quando il
bigottismo si mangia come il pane quotidiano.

Non puntiamo il dito contro le scelte di lettura che trattano tematiche come la famiglia omogenitoriale quando in Lombardia i comuni hanno la facoltà di sopprimere dai moduli di iscrizioni alle scuole pubbliche alle voci “padre e madre” la dicitura “genitore 1 e 2”. Da qui la grande diatriba: chi stabilisce che uno sia l’1
e l’altro il 2? Adesso anche il Ministero della Pubblica Istruzione si sta attivando perché ciò diventi norma in ambito nazionale.

Abusiamo tanto della parola libertà ma poi siamo vittima dei tabù e della censura – forse perché in Italia ha sede il Vaticano? Domanda prettamente provocatoria. Eppure anche il Vaticano ha scelto per il suo trono un uomo di ampio respiro e vedute.

Compito della scuola è educare i giovani, insegnare loro a muoversi con i propri passi e le proprie idee, non omologate, per favorire la crescita e il confronto in una società poliedrica come la nostra, in un’attività coadiuvata con i genitori. Un modo per farlo è proprio attraverso la lettura.

Italia paese di santi, poeti, navigatori e oggi aggiungiamo: ipocriti?

Si vadano a guardare i libri che leggono i ragazzi, quelle storie d’amore apparentemente innocue per gli adolescenti, su cui molti autori famosi hanno cavalcato l’onda, fitte di immagini descrittive di sesso esplicito e a volte anche spinto. Quella non è pornografia verso minori? Perché la descrizione del sesso tra due adolescenti dello stesso sesso è pornografia mentre da un ragazzo e una ragazza no?

Che la scuola proponga letture diverse. Che i genitori leggano e poi decidano – non a priori – se acconsentire o meno che il proprio figlio legga quel testo. Siate però consapevoli che, dove c’è scritto censura o si applichi proibizione, c’è una forza d’attrazione naturale. Vostro figlio farà comunque a modo suo e lo leggerà. Secondo voi cosa ha provocato questa baraonda mediatica se non il risultato di una voglia e una curiosità irrefrenabile di andare a leggere quanto di scabroso vi sia descritto tra le pagine di quel libro? Oggi l’autrice è a metà tra Girolamo Savonarola al rogo e un colpo di marketing ben assestato: a conti fatti ha ottenuto tanta pubblicità gratuita. Chi non la conosceva ora la conosce e magari andrà a comprare il libro per farsi un’opinione.

Si pone un’altra opzione: lasciate che anche vostro figlio legga liberamente, si faccia un’idea. Dibattete poi l’argomento. Spiegate le vostre ragioni e ascoltate le sue. Ma questo presuppone spegnere la TV, spegnere il telefono e iniziare a guardarsi in viso tutti quanti e parlare quando ci si trova a tavola. Ma tranquilli, niente sconvolgerà le vostre abitudini, nessuno vi spegnerà la TV dove passa lo spot di Rocco Siffredi e le sue allusioni sulle fragranti patatine. I ragazzi continueranno a chattare a tavola. Tanto domani il polverone sarà passato, aspettando il prossimo scandalo, il prossimo suicidio adolescenziale, le prossime reciproche accuse tra scuola e genitori su chi debba educare questi ragazzi, su chi debba insegnare loro qualcosa e come.

 

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About Ornella Lodin

COLLABORATRICE | Classe 1979, siciliana. Dopo la laurea in Filosofia presso l'Università degli Studi di Catania, inizia macinare parole come un panzer prestando la sua penna in ogni campo dell’editoria e ora si affaccia anche al teatro cabarettistico. Nella sua borsa c’è sempre il passaporto pronto, iPod, penna e moleskine. Attualmente caporedattore, autore e speaker per la web radio MusMea è anche autrice di corsi di scrittura creativa per adulti e bambini che a Settembre porterà in un Penitenziario. La sua anima è la sua Patria.

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