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Cari vicini transalpini

Pubblicato il Pubblicato in Costume e Società, Little Italy, Recenti

Una_vite_della_FranciacortaSi dice spesso che il vicino è colui che si conosce di meno. Nel caso delle relazioni tra Francia e Italia, questo proverbio sembra fare al caso nostro. Io, francese ma italiana di sangue, cuore e spirito, considero questi Paesi come due facce della stessa moneta: differiscono nei minimi dettagli ma condividono uno zoccolo comune, inseparabile. La storia, la cultura e l’attualità socio-economica ricordano ai due popoli dei legami incessanti e indistruttibili. Purtroppo, però, di tanto in tanto percepisco l’imbarazzante sentimento d’incomprensione tra i due. Degli italiani i francesi ne riconoscono la giovialità, la teatralità e l’amore della pasta: ma l’italiano non è qualcuno da poter considerare serio. Il tipico francese, invece, viene percepito dal suo vicino come un elegante brontolone, gravemente affetto da sciovinismo ed incapace di saper usare un bidet.

La lettura di questi clichés fa sorridere, li abbiamo tutti in mente. E adesso concentriamoci su tutto ciò che un l’italiano deve aspettarsi quando, per qualunque buona ragione, decide di stabilirsi d’oltralpe.

 

  • FRANCIA E ITALIA, DUE FACCE DELLA STESSA MONETA :

L’italiano, che solitamente è più attaccato alla singola Regione rispetto al Paese nel suo intero, noterà subito il modo in cui regionalismi francesi riescono ad accordarsi con la predominanza assoluta dello Stato centrale, molto presente nella vita quotidiana dei transalpini. L’attaccamento all’identità francese conosce, tuttavia, parecchie eccezioni: in Corsica e nei Paesi baschi, ad esempio, ma nulla rimane paragonabile al profondo frazionamento dell’Italia. Sarà questo fatto, probabilmente, a conferire il carattere di sciovino, di nazionalista ai Francesi.

Ciononostante, sono convinta che basteranno non molti mesi all’italiano per godere della bella Francia. Del suo Paese natale ritroverà i paesaggi variegati, le specialità culinarie, le culture del luogo. Ma soprattutto, troverà Parigi. Non esiste al mondo nessun’altra città come Parigi! (gemellata esclusivamente con la città di Roma: <<Seule Paris est digne de Rome, seule Rome est digne de Paris>>). A primo sguardo fredda ed angosciante, alla fine ci rende innamorati. Le strade mitiche, impresse d’eleganza e di storia, la cultura e le cene tra amici sotto i tetti dei palazzi haussmaniani danno quasi l’impressione di vivere in un film senza fine.

Sì, l’italiano amerà la Francia. In una maniera così forte da non capire il costante scontento dei francesi nei confronti della loro terra, vero e proprio paradosso, vista e considerata la fierezza francese precedentemente evocata. La Francia soffre di un’ambiente pessimista, dell’ignoranza del proprio potenziale e della forza del suo popolo. E questo fenomeno verrà prontamente rimpianto dal nuovo visitatore.

 

 

  • PARIGI SI SVEGLIA :
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“Tour Eiffel”: costruita in più di due anni per l’esposizione universale del 1889, che si tenne a Parigi per celebrare il centenario della Rivoluzione Francese, prende il nome dal suo progettista, l’ingegnere Gustave Eiffel

Delle fratture persistono anche nella società francese, ma quest’ultime rivelano una verità molto diversa rispetto a quella italiana. Non esiste, sull’Esagono, una vera divisione Nord/Sud in termini di sviluppo economico e sociale, così come la intendono gli italiani. Vi sono alcune Regioni che risentono negativamente della recente deindustrializzazione del Paese, come la Lorena ed il Pas-de-Calais (che furono roccaforti della comunità italiana in Francia) così come sta aumentando il flusso emigratorio verso la più attrattiva costa atlantica del Paese. L’italiano in Francia, peraltro, rimarrà alquanto intrigato dalla gestione francese dell’immigrazione, considerando l’aspetto primordiale che questo tema sta assumendo nel dibattito politico in Italia, per molto tempo luogo d’emigrazione piuttosto che d’accoglienza. La Francia, invece, possiede un rapporto più anziano con l’immigrazione che deriva dal suo passato coloniale e sono anni che deve affrontare la sfida dell’integrazione, riuscita solo parzialmente, data la flagrante ghettizzazione delle popolazioni immigrate sul territorio francese.

Se l’Italia soffre nel vedere barche stracolme di uomini morire nei pressi delle coste della Sicilia, mi sembra fondamentale dunque che Francia ed Italia alzino insieme la voce per chiedere alle istituzioni europee delle soluzioni efficaci in merito, per scongiurare quello che è ormai è diventato un dramma umanitario.

Questa unione, poi, andrebbe ricercata anche su altre tematiche, non meno importanti: la formazione dei giovani, le sfide climatiche, la salvaguardia del patrimonio culturale europeo. Italiani e Francesi devono riflettere e lavorare insieme. Se non per scelta, quantomeno per dovere morale. Quando le magnifiche vestigia di Pompei crollano, viene ferita anche l’identità francese.

L’Europa non avrà futuro se questi due popoli, così vicini e distanti, continueranno ad ignorarsi e a sbeffeggiarsi per luoghi comuni ed immagini stereotipate. E io, che ho un piede in ciascuno dei due versanti delle Alpi, riscopro giorno dopo giorno la bellezza e la ricchezza delle mie due culture.

E non dimenticatevi : il croissant è migliore, quando viene accompagnato dal caffè!

 

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About Léonor Maridat Belotti

COLLABORATRICE | Viaggiatrice di 21 anni, italo-francese. È cresciuta nei Caraibi, poi nel Sud-Ovest della Francia. Adottata da Parigi, trasporta un po' d'Italia ovunque vada. E' disperatamente appassionata di Politica. Ha vissuto per qualche mese a Montréal.

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