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Bisogna essere Patricidi!

Pubblicato il Pubblicato in Costume e Società, Recenti, Sabbie del Tempo

di Marco Pucciarelli

La storia dell’uomo si è sempre macchiata di efferati fratricidi. Caino e Abele, Romolo e Remo, Eteocle e Polinice, Caracalla e Geta. L’invidia e il potere dividono, storicamente, i fratelli. La metafora del fratricidio, sul piano sociologico, può avere diversi significati. Oggi, in questa sede, mi piacerebbe discutere con voi se per la nostra Italia sia più utile essere “fratricida” o “patricida“.

Da sempre c’è una guerra tra contemporanei, che ci porta a scannarci come bestie per un’idea o un precetto passato. Questioni ormai a noi estranee ma che eppure son macigni lanciati sul sentiero del presente. C’è una canzone, scritta da Francesco De Gregori e interpretata anche da Fabrizio De André, che si intitola Storie di ieri e che esemplifica appieno questo discorso. La quarta strofa di questa canzone è focale e dice “[…] Ma mio padre è un ragazzo tranquillo, la mattina legge molti giornali è convinto di avere delle idee, e suo figlio è una nave pirata […]”.

Un discorso generazionale, uno scontro tra ideali. Ideali passati e ideali presenti. Purtroppo, noi figli cresciamo con l’odio che i nostri padri han covato a lungo; e che molto probabilmente essi l’hanno imparato dai loro padri. E così ci si riversa nelle strade, pronti a far fuori un fratello per un ideale oramai superato, divenuto vuoto e insignificante.

Come disse un nostro Redattore “il presente è solo un tirare avanti, rimpiangendo il passato“. Il presente però è il nostro mondo che, com’è giusto che sia, deve essere condizionato dal passato, ma non deve combattere le guerre del passato per compiacere i propri padri. E i padri sbagliano ad inculcare nelle teste dei figli i propri asti e le turbe del loro tempo, poiché a quel punto non è educazione ma creazione di altro rancore. E’ soltanto una questione culturale, di intelligenza.

Lo so, è impossibile negare certe divisioni e nuovissimi problemi tra i contemporanei, ma la cosa più sbagliata che un figlio possa fare (e un padre insegnare) è il mandare avanti i sogni di questi ultimi. Per questo si deve essere “patricidi”. Levare dalla gola del fratello il pugnale e fendere con veemenza il ventre del vecchio, facendo capitolare una volta per tutte le questioni che, giustamente, il tempo aveva seppellito nei ricordi. Ne va della nostra felicità e del nostro benessere. Siamo grati ai nostri genitori delle loro battaglie, ma dobbiamo essere una generazione emancipata, che usa tutte le sue risorse per combattere i problemi odierni.

Vivere il nostro tempo e provare ad essere, come scrisse De Gregori, delle “Navi pirata” avendo ben presente che ogni momento storico ha la sua guerra e la sua pace.

E che è nostro dovere combattere la guerra.

Per avere la nostra pace!

 

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About Marco Pucciarelli

REDATTORE | Classe 1991, piemontese. Si è laureato in Lettere Moderne presso l'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro" di Vercelli. Ha la passione per la storia, specie per quella romana.

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