Stop 18   Barbara Hepworth Museum amp

Barbara Hepworth: la Scultura è Donna

Pubblicato il Pubblicato in Letteratura e Cultura, Pathos, Recenti

<<La Potenza non è Potenza maschile o capacità fisica. La Potenza è forza interna ed energia>>.

Manifesto Costruttivista, Circle, 1937

 

aaa
“Large and Small Form” (1934) – Barbara Hepworth

Un’armoniosa tensione lega le due rosee figure in alabastro, riecheggiando intimità materna. Il gruppo scultoreo Large and Small Form è un inno all’Uno, a quel principio di unità primordiale che è condizione d’essere di ogni individualità. Così, la separazione e lo svezzamento  di Piccola Forma dalle concavità del ventre di Grande Forma, la nascita di una nuova singolarità materica unica e irripetibile, non è celebrazione di autonomia e raggiunta indipendenza ma, bensì, della viscerale comunione madre-figlio, generatrice di nuova forma e materia. Le due entità sono fisicamente distinte, tuttavia le loro anime non smettono di dialogare, sfiorandosi ma mai fondendosi al ritmo delle eloquenti, ondulanti astrazioni levigate nella pietra.

Barbara Hepworth (1903-1975) fu, assieme agli artisti Henry Moore e Ben Nicholson, una figura di enorme rilevanza nel panorama artistico inglese. A partire dagli Anni ’30 i tre sottoposero la tradizione artistica britannica, spesso additata di provincialismo o eccessivo accademismo,  ad un profondo ripensamento in termini di Modernismo: il loro contributo fu essenziale e facilitò il rilancio dell’ arte inglese sul piano internazionale. L’amore di Barbara per la scultura si manifestò all’età di sette anni e non l’abbandonò per tutta la vita. Il più delle volte le sue opere non erano altro che la materializzazione di profonde intuizioni esistenziali, di immagini improvvise e folgoranti che, come da lei stesso confessato, le apparivano misteriosamente nel corso del giorno o della notte. Barbara, diversamente dalla maggior parte degli scultori dell’epoca, scolpiva direttamente su pietra, senza servirsi di modelli preparatoti in argilla. Questo le garantiva la possibilità di instaurare con la materia grezza, con i blocchi di pietra da lei scelti, un dialogo profondo, una relazione di riverenza, amore e conoscenza delle loro proprietà estetiche. Un alone di ascetismo e spiritualità caratterizzava il suo lavoro: come i sassolini vengono levigati dal vento e dall’acqua, così Barbara massaggiava e levigava le sue opere accarezzando e contemplando la bellezza del loro materiale, sorgente stessa della creatività artistica.

bbb
“Mother and Child” (1934) – Barbara Hepworth

Barbara è madre delle proprie opere, nel senso più profondo del termine. Nel 1934, l’anno in cui Small and Large Form e Mother and Child furono creati, l’artista divenne madre di tre gemelli. Il suo essere donna, generatrice di vita, pregna ogni sua scultura di una potenza tutta al femminile: non forza fisica o desiderio di dominazione ma energia che genera dalla cura dell’altro, dalla predisposizione alla ricettività. Spesso il mondo femminile, nell’esigenza di affermare i propri diritti e la propria situazione paritaria rispetto all’uomo, nega la propria identità omologandola a quella maschile. Le parole fragilità, ricettività sono purtroppo considerate ancora sinonimi di passività, debolezza, impotenza. Ebbene, l’essere madri implica dedizione, devozione e, sì, anche fragilità: accettazione del proprio corpo che cambia, accoglienza di un nuovo individuo, sbilanciamento della propria singolarità, dirottamento del proprio centro gravitazionale. Le sculture della Hepworth sembrano suggerire un ripensamento profondo, un rimodellamento radicale del concetto di femminilità. La fragilità del corpo femminile, la sua predisposizione a ricevere vengono esaltati come forze matrici della sua potenza, anziché fattori limitanti.

La capacità di accogliere e di perdere una parte di sé, dunque, se vissuta attraverso il mantenimento di un  profondo piacere per il proprio corpo e per la propria individuale sessualità,  costituisce  tutt’altro che sacrificio e remissività, ma bensì vera e propria apertura al mondo inteso come Altro.

 

 

——————–

Immagine in evidenza: clicca qui

Fonti Immagini:

n.1 -> clicca qui

n.2 -> clicca qui

About Gloria Bisello

COLLABORATRICE | Classe 1993, nata in Provincia di Padova. Laureata alla triennale in Filosofia a Padova, ora vive in Regno Unito e studia Estetica e Storia dell'Arte. Spende il proprio tempo libero a visitare mostre, esibizioni, nuove città. Possiede una particolare attrazione per le arti visive. Ama viaggiare e pensare al mondo come la propria casa. Punto debole: un amore per l'Italia e la sua inviolabile bellezza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *