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Recensione alla silloge poetica “Voli a matita (dicotomie quotidiane)” di Nunzio Buono

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L’artefice del filo poetico della raccolta, tra le venature dolceamare della quotidianità, è la piccola mina di grafite che, in questo contesto, non è simbolo di tratti vaghi o inesperti, ma rappresenta lo strumento prediletto dai bambini e dagli artisti per dare voce alla propria anima. E l’anima di Nunzio Buono è, al contempo, bambina e centro propulsore di creatività.

About Carla Maria Casula

REDATTRICE | Figlia della Sardegna, classe 1975. Giornalista pubblicista, si occupa di linguistica sarda con particolare attenzione nei confronti dei fenomeni lessicali, fonetici e morfologici. Scrittrice a tempo pieno, ha all'attivo tre sillogi poetiche in lingua italiana e numerosi riconoscimenti in concorsi di poesia regionali e nazionali. Studentessa di Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Cagliari, tra cerimonie di premiazione e presentazioni di libri spera di concludere quanto prima il suo percorso universitario. Sogno nel cassetto: un allevamento sterminato di gatti neri.

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Recensione alla silloge poetica “L’attimo che ho colto” di Franca Donà

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Il file rouge che salda le quindici liriche de “L’attimo che ho colto” sembra essere il bilancio quotidiano della vita, in bilico tra ricordi e aspettative, desideri appagati e rinunce, propositi e incertezze, là dove la memoria ramifica nel presente e l’ombra diventa alter ego della luce. Il dolore e la gioia sgorgano dalla stessa sorgente e seguono e poi raggiungono il medesimo corso d’acqua, in un ciclo vitale che madre natura ha predisposto e che l’anima consapevole della poetessa ha fatto suo.

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La-scelta-delle-scarpine-Ph.Irene-Rizzotti

Recensione alla silloge poetica “Lasciami danzare” di Gabriella Valera Gruber

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“Lasciami danzare” è la voce della poetessa che sussurra e rivendica il proprio diritto alla libertà di essere se stessa fino in fondo ed esprime il desiderio di aprire la cassaforte delle emozioni. Danzare, quindi, acquisisce il significato di modulare i movimenti del corpo con il ritmo della vita e dell’anima. E si fa suggello di una misteriosa unione tra l’immanente e il trascendente.

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Castelmezzano, Matera

Recensione alla silloge “Ad ali spiegate” di Teresa Rosito

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È risaputo che i poeti hanno una capacità del tutto peculiare di osservare la realtà, di scoprire squarci di luce là dove chiunque è accecato dal buio, di modellare guizzi di memorie in forme sui generis e plasmare icone di presente con l’argilla singolare dei versi, senza tuttavia accantonare quello spirito critico, alimentato dalla bussola del raziocinio, che consente di tracciare con precisione nuclei di verità collettiva. È il caso che riguarda il microcosmo cantato da Teresa Rosito, nella sua prima raccolta poetica data alle stampe dal titolo “Ad ali spiegate”.

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Recensione alla lirica “Canto dell’arcolaio e buoni giorni” di Patrizia Stefanelli

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“Canto dell’arcolaio e buoni giorni” di Patrizia Stefanelli conserva un’aura incantata, ma arricchisce la potenza immaginifica delle fiabe tradizionali con elementi peculiari della mitologia nordica. Il fascino del pantheon scandinavo si unisce alla saggezza del messaggio, insito nel componimento, in armonico equilibrio con una metrica ben calibrata, che alterna endecasillabi, quinari e settenari. Così, in un’epoca sempre meno incline alla cultura, in cui la poesia è relegata negli scaffali nascosti e polverosi delle librerie e in un panorama letterario dove chi si approccia alla scrittura in versi troppo spesso indulge in componimenti semplicistici, vuoti di argomenti pregnanti e privi di stile personale, la lettura delle liriche dell’autrice in questione diventa un atto catartico e consolatorio.

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