Castelmezzano, Matera

Recensione alla silloge “Ad ali spiegate” di Teresa Rosito

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È risaputo che i poeti hanno una capacità del tutto peculiare di osservare la realtà, di scoprire squarci di luce là dove chiunque è accecato dal buio, di modellare guizzi di memorie in forme sui generis e plasmare icone di presente con l’argilla singolare dei versi, senza tuttavia accantonare quello spirito critico, alimentato dalla bussola del raziocinio, che consente di tracciare con precisione nuclei di verità collettiva. È il caso che riguarda il microcosmo cantato da Teresa Rosito, nella sua prima raccolta poetica data alle stampe dal titolo “Ad ali spiegate”.

About Carla Maria Casula

REDATTRICE | Figlia della Sardegna, classe 1975. Giornalista pubblicista, si occupa di linguistica sarda con particolare attenzione nei confronti dei fenomeni lessicali, fonetici e morfologici. Scrittrice a tempo pieno, ha all'attivo tre sillogi poetiche in lingua italiana e numerosi riconoscimenti in concorsi di poesia regionali e nazionali. Studentessa di Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Cagliari, tra cerimonie di premiazione e presentazioni di libri spera di concludere quanto prima il suo percorso universitario. Sogno nel cassetto: un allevamento sterminato di gatti neri.

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Recensione alla lirica “Canto dell’arcolaio e buoni giorni” di Patrizia Stefanelli

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“Canto dell’arcolaio e buoni giorni” di Patrizia Stefanelli conserva un’aura incantata, ma arricchisce la potenza immaginifica delle fiabe tradizionali con elementi peculiari della mitologia nordica. Il fascino del pantheon scandinavo si unisce alla saggezza del messaggio, insito nel componimento, in armonico equilibrio con una metrica ben calibrata, che alterna endecasillabi, quinari e settenari. Così, in un’epoca sempre meno incline alla cultura, in cui la poesia è relegata negli scaffali nascosti e polverosi delle librerie e in un panorama letterario dove chi si approccia alla scrittura in versi troppo spesso indulge in componimenti semplicistici, vuoti di argomenti pregnanti e privi di stile personale, la lettura delle liriche dell’autrice in questione diventa un atto catartico e consolatorio.

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Recensione alla lirica “Ogni anno il Natale ci seduce” di Rosanna Di Iorio

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Il Natale è ormai alle porte e, come tutti gli anni, candidamente o furbescamente, scriviamo sulle cartoline decorate virtuali, oppure sui social, frasi beneauguranti e pregne di affetto, stima e amicizia, attinte da un repertorio vasto ma poco fantasioso. Pensieri ad effetto, eterei o corposi, eleganti o di sostanza, comunque stereotipati, talvolta vengono fissati sulla carta dei biglietti (ma, ahinoi, il cartaceo è una sciccheria quasi obsoleta!) e, abitualmente, sulle Pagine di Facebook, unendo così milioni di persone oltre i fusi orari, oltre le latitudini. È la prassi. Una moda che imperversa e che ci fa sentire uguali in tutte le parti del globo. Eppure qualcosa stride. Anzi, tutto. Dovremmo fermarci a riflettere e la lirica di Rosanna Di Iorio è un ottimo spunto per farlo: un viaggio in versi che ripercorre le usanze natalizie, tra abitudini consolidate e bisogno di autenticità, fra apparenza e chiassoso consumismo e desiderio di sobrietà e spiritualità.

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Recensione alla lirica “La voce dell’amore tra le mani” di Rosanna Di Iorio

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Protagonista della lirica è una madre che, al fine di compensare la propria disabilità uditiva e fonatoria, utilizza la gestualità delle mani, con l’amplissimo repertorio di espressioni che offre il linguaggio dei gesti, per poter comunicare con suo figlio e per impartirgli un’educazione esemplare, fatta di comprensione e severità. Il componimento poetico di Rosanna Di Iorio ci proietta in questo contesto affettivo per farci assaporare le sfaccettature più commoventi del sentimento inossidabile per antonomasia.

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Recensione alla poesia “L’Africa non è poi così lontana” di Filomena Costa

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Dai tempi più remoti fino ai nostri giorni, sono stati versati fiumi di inchiostro per omaggiare la propria patria: eppure non è mai abbastanza. La poesia di Filomena Costa sembra acquisire tratti umani, trabocca di riflessioni ben ponderate e di amore che vibra ad unisono col dolore, sotto una cortina di versi incisi con l’inchiostro della verità.

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