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Artisti di strada, tappa: Bruxelles

Pubblicato il Pubblicato in Costume e Società, Little Italy, Recenti

ARTISTI DI STRADA, TAPPA: BRUXELLES

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Piazza Santa Caterina – Bruxelles

Li si riconosce nelle città di tutto il mondo, discreti o chiassosi, con il loro cappello rovesciato. Sono gli artisti di strada. Ma chi compone questo microcosmo variegato? E cosa ci fanno per le strade della capitale europea gli artisti che l’hanno scelta? La giornata di Lunedì 14 Marzo si è rivelata ideale per cercare qualche risposta. Nei locali del Servizio della cultura della città, vicino Piazza Sainte-Catherine, si sono difatti svolte le audizioni degli gli artisti di strada che in caso positivo eserciteranno per le vie di Bruxelles. Non c’era una grande folla poiché queste vengono organizzate una volta al mese, ma abbiamo avuto l’occasione di ascoltare da un lato i partecipanti e dall’altro la giuria.

Quel che spicca da subito è che i candidati, di ogni età, si diversificano enormemente in motivazioni, percorsi, intenti. Il primo a passare è Hanner, che presenta con voce e chitarra qualche pezzo tra quelli che proporrà, tra i quali una rivisitazione personalissima di Seven Nation Army. Viene da Nizza ed è da sempre stato appassionato d’arte. Ha pensato di trasferirsi a Bruxelles perché la vede come una città più aperta alla scoperta creativa ed artistica. Autodidatta, per lui esprimere la sua arte è più una necessità che una scelta, visto che come egli stesso dice – ridendo – è la sola cosa che vuole e che saprebbe fare. Inoltre tiene a dire che, esibendosi per le strade, spesso si trova a fare incontri piacevoli ed interessanti.

Sulla piacevolezza del contatto con i passanti si trovano d’accordo anche Anneleen e Lotte, studentesse presso l’Università di Louvain che si sono incontrate casualmente il giorno precedente al casting ed hanno deciso di presentarsi assieme come cantanti. La principale ragione è quella di divertirsi, facendo quello che amano fare, e guadagnando allo stesso tempo qualcosa, anche se spesso – come precisa Anneleen che l’ha già fatto in passato – la cifra guadagnata è irrisoria.

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Grand Place – Bruxelles

Diametralmente opposta è invece la posizione di un altro duo, quello di musicisti franco-spagnolo Elias al sax e Javier alla chitarra. I due si sono difatti conosciuti al conservatorio di Bruxelles dove Javier si è già diplomato. In particolar modo lui, se potesse, eviterebbe di esibirsi per strada, dove si è in balia di tutti e solo chi ha voglia di voltarsi dà quel che crede che l’artista meriti. In realtà stanno creando un progetto insieme e questo sarebbe il solo modo di fare pratica e guadagnare qualcosa per poterlo portare avanti. Elias non nega comunque il lato piacevole dello stare tra la gente, come nei momenti in cui il bambino tutto contento va a lasciare una monetina nel cappello, o a volte la tiene per sé o addirittura prova a prenderne dal cappello (ridono). La cosa che invece è anche vera è che l’artista di strada è spesso costretto a ripetere quello che lo fa guadagnare, la performance diventa quindi una specie di disco rotto che continua a ripetizione sulla stessa traccia. Questo è forse il lato quindi che amano meno. Un’altra pecca sembra essere anche quella delle limitazioni delle performance. Effettivamente, non si ha il diritto di esibirsi in tutte le piazze o strade della città ma in una ventina di luoghi prescelti, né a tutte le ore. Inoltre, in alcune zone non si ha il diritto di restare sia mattina che pomeriggio, come ad esempio in quella che è chiamata zona UNESCO e che comprende la Grand Place.

A livello amministrativo, è innanzitutto bene ricordare che la regione di Bruxelles-capitale è composta da 19 comuni e che queste audizioni coprono il comune della città di Bruxelles, che comprende quindi anche le zone di Laeken, Neder-Over-Heembeek e Haren. Come ci viene spiegato da uno dei ragazzi della giuria, composta quindi da coloro che lavorano per il servizio culturale della città, ogni comune ha un regolamento a sé per quanto riguarda la questione degli artisti di strada. Nella città di Bruxelles il sistema delle audizioni è entrato in vigore nel 2008, con lo scopo di portare la proposta artistica offerta nelle strade idealmente verso un livello sempre maggiore, o comunque che corrisponda a quello già presente. Il regolamento, poi, risulta essere una necessità per andare in contro ai commercianti perché non vengano disturbati e per assicurare comunque una proposta “a rotazione”.

Il mondo degli artisti di strada, in una città come Bruxelles, è peraltro molto dinamico. L’idoneità permette di ricevere una carta che ha valenza di un mese, con la quale l’artista può esercitare, con la possibilità di rinnovarla tre volte, su un periodo di massimo tre anni. La giuria ha il diritto di concedere 450 autorizzazioni all’anno ed anche al di fuori dei casting. Non è raro infatti che un artista si faccia conoscere e quindi ottenga l’autorizzazione al di fuori dal quadro delle audizioni. Inoltre, se è vero che l’80% degli artisti di strada è solitamente costituito da cantanti e musicisti, vi sono anche artisti che fanno arte visiva e simili, per i quali vige un regolamento meno restrittivo dovuto all’assenza di suoni durante la performance.

A fine mattinata, due artisti su sette non vengono ritenuti idonei. Anche se il sistema delle audizioni potrebbe sembrare una sconfitta alla libertà di espressione, la giuria ci spiega che bisogna vederlo piuttosto come un momento di acquisizione di consapevolezza. Non limite ma mezzo atto ad evitare anche al candidato stesso uno scoraggiamento senza rimedi, dato dai fischi dei passanti o dal cappello vuoto. Lo scopo del servizio culturale non è difatti quello di buttare giù l’artista, ma di motivarlo affinché migliori.

Sarà infatti anche difficile esibirsi davanti ad una giuria, ma dieci volte di più in strada, e sono forse proprio il coraggio e l’umiltà di questi artisti i tratti che li accomunano tutti indistintamente.

 

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ARTISTES DE RUE, ÉTAPE: BRUXELLES

St-Catherine
Place Sainte-Catherine – Bruxelles

On les reconnait dans les villes du monde entier, discrets ou bruyants, le chapeau à leurs pieds. Ce sont les artistes de rue. Mais de qui se compose-t-il, ce microcosme polymorphe? Et qu’est-ce qu’ils font dans les rue de la capitale européenne et pourquoi l’ont-ils choisie? La journée du Lundi 14 Mars s’est révélée idéale pour chercher quelques réponses. Les locaux du Service de la culture de la ville de Bruxelles, à coté de Place Sainte-Catherine, ont reçu les candidats dans le cadre des auditions pour exercer en tant qu’artistes de rue. Bien qu’il n’y ait pas grand monde, car les auditions sont organisées une fois par mois, on a eu l’occasion de discuter un peu avec les artistes et avec le jury.

Ce qui saute aux yeux est le fait que les candidats, de tous âges, se diversifient en motivations, parcours, buts. Le premier à passer est Hanner, voix et guitare, qui propose deux morceaux parmi ceux qu’il jouerait, dont une reprise très personnelle de Seven Nation Army. Il vient de Nice et se dit passionné d’art depuis toujours. Il est venu à Bruxelles parce qu’il pense que c’est une ville qui donne beaucoup plus de chances aux artistes, qui laisse beaucoup plus de scène à la découverte artistique. Autodidacte, l’expression de son art est plus une nécessité qu’un choix, vu que luimême dit – en rigolant – qu’il s’agit de la seule chose qu’il veut et sait faire dans la vie. Ensuite il parle aussi du côté agréable de ses performances dans la rue, c’est-à-dire la possibilité d’avoir des échanges très sympathiques avec les passants.

Sur ce dernier point Anneleen et Lotte sont également d’accord. Etudiantes de l’Université de Louvain, elles se sont rencontrées par hasard le jour avant le casting et ont décidé de se présenter ensemble comme chanteuses. Elles font cela principalement pour s’amuser, tout en faisant ce qu’elles aiment faire, avec l’espoir de gagner aussi un peu d’argent, même si – comme précise Anneleen qui a déjà chanté dans les rues – le montant gagné est minime la plupart du temps.

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Grand Place – Bruxelles

Au contraire, le duo d’artistes franco-espagnol, Elias saxophoniste et Javier guitariste n’est pas du tout du même avis. Ils se sont connus au conservatoire de Bruxelles, où Javier a déjà eu son diplôme. Lui plus que son partenaire, s’il pouvait, éviterait de jouer gratuitement dans la rue pour tout le monde, où seulement quelqu’un se tourne et donne ce qu’il pense que l’artiste mérite. D’ailleurs ils sont en train de monter un projet à deux et en jouant dans la rue ils auraient la possibilité de mettre un peu d’argent de côté pour sa réalisation et, en même temps, de répéter pour le perfectionner. Toutefois, Elias ne cache pas le fait que se trouver parmi les gens donne souvent l’occasion de vivre des moments intéressants, aussi au-delà de la musique. Comme quand, par exemple, les parents donnent de l’argent aux petits qui sont tout contents d’aller mettre la pièce dans le chapeau, ou les enfants qui gardent la pièce pour eux ou qui arrivent et en prennent du chapeau (rirent). Ils ne se disent pas faits pour jouer dans la rue: quand un artiste de rue trouve quelque chose qui marche, il est obligé de le répéter en boucle, comme un disque rayé, alors que ce n’est pas cela qu’ils cherchent. De plus, une autre limitation à respecter est celle des endroits et des horaires. En effet, ils n’ont pas le droit de jouer à n’importe quelle heure ni à n’importe quel endroit. Ils peuvent choisir parmi une vingtaine de lieux et dans certains ils ne peuvent rester le matin et l’après-midi, comme par exemple dans la zone UNESCO, qui comprend la Grand Place.

Au niveau de l’administration, il ne faut avant tout pas oublier que la région de Bruxelles-capitale se compose de 19 communes et que ces auditions couvrent le commune de la ville de Bruxelles, qui comprend les zones de Laeken, Neder-Over-Heembeek et Haren. Un membre du jury, composé de ceux qui travaillent pour le Service de la Culture de la ville, nous explique que chaque commune a un règlement propre pour ce qui concerne la question des artistes de rue. Dans la commune de Bruxelles le système des auditions existe depuis 2008. Le but est de proposer un niveau artistique qui aille idéalement vers le haut. Le règlement considère aussi les exigences des commerçants et essaie d’offrir une certaine variété de performances.

A Bruxelles, la réalité des artistes de rue est très dynamique. S’ils réussissent au casting, ils reçoivent une carte qui leur permet d’exercer pendant un mois, renouvelable jusqu’à trois fois. S’ils réussissent l’audition, son résultat est valable trois ans. Les membres du jury peuvent donner 450 autorisations par an et aussi en dehors des castings, s’ils considèrent que l’artiste en question a le niveau. De plus, même s’il est vrai qu’environ 80% des artistes sont musiciens et chanteurs, une partie d’entre eux fait de l’art non sonore; ce type d’artiste fait foi à un autre règlement, moins restrictif, motivé par l’absence de sons pendant la performance.

En fin de matinée, deux candidats sur sept n’ont pas réussi l’audition. Bien que ce système puisse sembler une défaite face à la liberté d’expression, le jury précise qu’il faut le voir plutôt comme un moment de conscience qui éviterait au candidat de se faire siffler dans la rue ou de retrouver son chapeau vide. Le but du Service de la culture n’est pas de démoraliser l’artiste mais de le motiver afin qu’il progresse dans son parcours.

En effet s’il est vrai qu’il est dur de jouer devant un jury, il est vrai aussi qu’il est dix fois plus dur de jouer dans la rue et peut-être que justement le courage et l’humilité de ces artistes sont les seuls traits qu’ils ont tous en commun.

 

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About Manuela Serra

COLLABORATRICE | Classe 1992, laureata in Mediazione Linguistica presso l'Università "G. d'Annunzio" di Chieti-Pescara, culminata dall'anno passato in Erasmus in Francia. Attualmente vive a Bruxelles non per le istituzioni europee ma per trovare tempo e modo di costruire un futuro e di trovare l'indipendenza. Viaggiando, scrivendo, disegnando. Osservatrice di un mondo che potrebbe e dovrebbe essere sempre migliore.

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