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Andrea Palladio: il genio delle proporzioni architettoniche

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Un ritratto di Andrea Palladio
Andrea Palladio, pseudonimo di Andrea di Pietro della Gondola (1508-1580), è stato un architetto, teorico dell’architettura e scenografo italiano del Rinascimento

Andrea Palladio nasce a Padova il 30 Novembre 1508. Proveniente da una famiglia di umili origini, dopo aver svolto l’apprendistato da scalpellino presso Bartolomeo Cavazza si trasferisce a Vicenza. Nel 1535 avviene quello che è l’evento più importante nella vita del Palladio: l’incontro con Gian Giorgio Trissino detto dal Vello d’Oro, che cambierà profondamente la sua vita. Il loro primo incontro avviene in un cantiere nel vicentino, nel quale Andrea lavorava come muratore. Il conte Trissino, conosciuto per essere stato un grande umanista di quel periodo, lo prenderà sotto la sua ala protettiva, insegnandogli la via delle arti e dandogli un’istruzione classica. È nel 1537 che il Palladio realizza una di quelle che sarà ricordata come la prima opera significativa, la Villa Godi dell’omonimo  proprietario Gerolamo Godi, a Lugo di Vicenza (Provincia di Vicenza). Durante questi anni Andrea si sposò ed ebbe cinque figli e il maggiore, Marcantonio, seguì fedelmente i passi del padre lavorando con lui fino al 1560 e trasferendosi poi a Venezia, dal noto scultore Alessandro Vittoria. Andrea Palladio si spegne nel 1580 ma della sua morte abbiamo poche informazioni. Si dice che si sia spento a Maser (Provincia di Treviso), dove stava lavorando alla Villa Barbaro. Inoltre, i pochi ritratti rinvenuti del Palladio, sono in larga parte ipotetici.

 

  • LO STILE ARCHITETTONICO DEL PALLADIANESIMO

L’importanza che questo architetto ha avuto è stata tale da dedicargli una corrente artistica tutta sua, il Palladianesimo. Con questo termine si indica lo stile del Palladio, che si esprime al meglio attraverso la cosiddetta teoria delle proporzioni architettoniche. Andrea Palladio si interrogava sovente sul problema della proporzione armonica in architettura e ne I quattro libri dell’architettura (1570) egli indica come si debba fare riferimento al modulo (cioè la colonna di un edificio come unità di misura di riferimento) per proporzionare in seguito gli altri elementi (travi, balaustre, capitelli) sia costruttivi che stilistici della costruzione in questione. Ogni edificio ideato dal celebre architetto venne rappresentato su un’apposita pianta, disegnando il progetto su delle tavole nitide. Quest’ultime costituiscono ancora oggi una guida per chi desidera progettare una costruzione in perfetto stile palladiano. La rilevanza di questo architetto fu tale che, nel 2010, il Congresso degli USA ha riconosciuto ufficialmente Andrea Palladio come «padre dell’architettura americana».

 

  • L’ETÀ DELL’UMANESIMO: L’IMPRONTA PALLADIANA SI DIRAMA

Cosa ha reso Andrea Palladio un architetto di fama internazionale? Innanzitutto bisogna tener conto della formazione ricevuta dallo stesso da parte del conte Trissino. È sotto la sua guida, infatti, che il Palladio riceve una solida formazione culturale. Inoltre, egli entra in contatto con gli intellettuali più in vista dell’epoca tra cui Michelangelo Buonarroti, Valerio Belli, Giorgio Vasari. Durante i suoi viaggi di formazione, Gian Giorgio Trissino porta con sé il giovane Andrea per introdurlo non solo in un mondo classico ricco di opere antiche idilliache a lui sconosciute ma anche per iniziare il giovane in quella che era la vita dell’aristocrazia. Ed è proprio nel corso di questi viaggi tra il patriziato nelle varie città italiane che la formazione di Andrea Palladio si completa: egli inizia ad esprimere la sua idea di arte attraverso un’incredibile quantità di opere pensate e realizzate da lui. Tra queste, in particolare, va la nominata la Basilica Palladiana. L’edificio, che si affaccia su Piazza dei Signori a Vicenza, dal 1994 è nella lista dei patrimoni UNESCO. In principio sede delle magistrature pubbliche di Vicenza, la basilica è stata un luogo per diversi modi sia politico che culturale ma il suo creatore si è sempre rivolto ad essa definendola nei termini di basilica. I lavori svolti su di essa costituiranno per il Palladio un punto di svolta definitivo: da questo momento in poi egli verrà definito l’architetto della città di Vicenza e riconosciuto come responsabile di un’opera senza precedenti. L’arte del Palladianesimo si può definire come una vera ondata di innovazione nel clima culturale del Cinquecento veneto. La basilica viene ancora oggi ricordata come Basilica Palladiana, nome derivato proprio dal suo architetto e conserva, nonostante i numerosi restauri, l’aspetto dell’opera ideata dal suo genio architettonico.

 

 

Negli anni successivi, sorsero le altre opere più celebri dell’architetto: Villa Almerico Capra detta La Rotonda situata a pochi chilometri dalla città e il Teatro Olimpico, che si trova nel cuore di Vicenza. La Rotonda, commissionata all’architetto nel 1566, sorge a ridosso della città. Questo progetto è particolarmente noto in quanto riflette i canoni di bellezza tipici del Rinascimento italiano, anch’essa progettata a partire da una sala centrale rotonda, ricavata da un progetto di edificio quadrato simmetrico a croce; il Teatro Olimpico, progettato nel 1580, va a ridefinire quello che era un complesso di età medievale situato nel centro di Vicenza. Esso risulta essere una delle ultime creazioni del Palladio e con esso l’architetto realizza un’opera senza precedenti: la creazione di uno spazio in età rinascimentale nel quale di sarebbero svolti gli eventi caratterizzanti l’età classica. Ancora oggi il teatro è uno spazio utilizzato, soprattutto nei periodi autunnali e primaverili, per rappresentazioni sia di opere classiche che di concerti.

È nel 1570 che il Palladio inizia lavorare a Venezia occupandosi inizialmente dell’architettura religiosa. Successivamente fu nominato alla carica di Proto della Serenissima (architetto capo della Repubblica Veneta). L’abilità dell’artista si esprimeva principalmente attraverso quelli che erano i progetti di ville. Come abbiamo accennato precedentemente, tra le opere più significative troviamo Villa Almerico Capra e il Teatro Olimpico, ma ad Andrea Palladio vanno riconosciuti non soltanto i meriti per essere stato l’artefice di opere maestose e immortali come la Basilica di San Giorgio Maggiore, la Basilica del Redentore, Villa Badoer; egli ha dato l’ispirazione a costruzioni come la Casa Bianca e la Residenza di Monticello, voluta dal terzo Presidente statunitense Thomas Jefferson.

Andrea Palladio, nonostante le sue limitate possibilità economiche e intellettuali di partenza, rappresenta un indiscutibile esempio di uomo che si è saputo affermare e far valere nel mondo aristocratico cinquecentesco, dedicandosi a ciò che amava con passione e perseveranza.

In questo modo egli si è fatto strada non solo tra il patriziato dell’epoca ma anche influenzando le generazioni di architetti che seguirono, fino ai giorni nostri.

 

Una fotografia della Basilica Palladiana, situata a Vicenza
Basilica Palladiana (1549-1614) – Vicenza

 

 

 

 

 

 

 

 


 

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About Erica Ceola

REDATTRICE | Classe 1994, veneta. Laureata in Relazioni Internazionali, frequenta la magistrale in Storia dei conflitti contemporanei presso l'Università di Bologna. Topo di biblioteca, appassionata di vini e film Anni '50, ha deciso di dare forma al suo fanatismo per la storia scrivendo per "La Voce del Gattopardo".

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