Lucio Dalla

4 Marzo 1943: Buon compleanno, Briciola

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Il mondo della Musica è così vario, così mutevole, così soggettivo, che definirlo è impossibile. Quante volte vi è successo? Cantanti, autori, compositori, musicisti che per voi a malapena son degni di esser chiamati tali, sono per altri la massima espressione dell’arte. Direi che nella musica, più che in altri ambiti, la soggettività e l’anima delle persone viene fuori, esce allo scoperto, non si nasconde. Dimmi che musica ascolti e ti dirò chi sei, cosa cerchi, di cosa hai bisogno, di che colore è la tua anima.

Eppure non posso non pensare che alla base di tutta questa soggettività, di tutto questo marasma di cantanti, talenti, showman, furbacchioni e impostori, non ci sia un qualcosa, un qualcuno, che ci metta tutti d’accordo. Una figura, una persona, che involontariamente, senza nemmeno accorgersene, piano piano traccia un sentiero nella foresta, tra la malerba e i pruni, che addomestica gli alberi a suon di note, che strega gli animali con la voce. E le persone camminano su quel sentiero, si guardano intorno piene di meraviglia, piene di emozione, senza parole da sprecare, in religioso silenzio.

 

 

Il 4 Marzo del 1943 nasceva l’uomo che ha tracciato uno dei sentieri più belli, più intensi, più veri, di tutta la storia della musica italiana. Nasceva Lucio Dalla. Sapete, scrivere di qualcuno che non c’è più non è mai facile, ed ancor meno lo è quando chi non c’è più era un amico, un ispiratore, un compagno. Ancor meno lo è quando pensi che oggi avrebbe compiuto 72 anni.

Lucio Dalla è nato a Bologna il 4 marzo del 1943
Lucio Dalla è nato a Bologna il 4 Marzo del 1943

Vi succede mai di ascoltare una canzone e sentire la necessità impellente, irrefrenabile, di chiudere gli occhi? Voi magari nemmeno ve ne rendete conto, ma succede. Un attimo e giù, le palpebre si chiudono. Certi autori, certe canzoni, non si riesce ad ascoltarli ad occhi aperti (NB: a meno che non siate in macchina): partono le prime note e un mondo lontano ci chiama, ci rapisce, ci porta via. Le canzoni di Lucio mi fanno questo effetto. Le ascolto e chiudo gli occhi, le ascolto e sono in un vicoletto sperduto di Napoli, di notte. In giro non c’è nessuno, in lontananza si vede il luccichio del mare. L’aria profuma di salsedine e di pizza, dalle case arriva il vociare confuso di persone. E laggiù, in fondo alla strada, c’è un signore con una giacca troppo grande e degli occhiali buffi, che suona una canzone con una chitarra consumata. Mi avvicino e mi chiedo come sia possibile, per quale strano gioco del destino, un omino piccolo così abbia una voce così potente, così intensa, così forte. Lo guardo, mi guarda, mi tende la mano e comincio a viaggiare, ed ogni canzone è un viaggio, un mistero indecifrabile.

Poi la musica finisce, riapro gli occhi e sento che qualcosa dentro di me si agita, chiede di uscire. Ecco la potenza della musica, dell’Arte. Ho camminato per quel sentiero, ho impedito alla foresta di riprenderselo, di nasconderlo.

Lucio, eri così bello, così puro, così bambino. Ti guardavo e mi veniva voglia di abbracciarti, con quei guanti da barbone e la barba sempre troppo lunga. Hai scritto alcuni dei capolavori più belli della nostra musica, che non per forza sono i tuoi successi più noti. Penso a Com’è Profondo il Mare, quando dici <<il pensiero è come l’oceano/non lo puoi bloccare/non lo puoi recintare>>. Penso a Stella di mare e soprattutto penso a tutte le canzoni che dovevi ancora scrivere. A tutti i concerti da regalarci, al tuo amore, che hai sempre tenuto protetto dalla sovraesposizione mediatica di cui oggi siamo vittime inconsapevoli. Mi ricordo quando raccontavi che da piccolo i bolognesi ti chiamavano Briciola, che a 3 anni già imitavi i grandi, cantavi filastrocche, giravi per l’Emilia con una compagnia di operette, La Soffitta.

Tra le collaborazioni storiche di Lucio si ricorda quella con Francesco De Gregori
Tra le collaborazioni storiche di Lucio, si ricorda quella con Francesco De Gregori

Il tuo destino, che tu sia d’accordo o no, era già segnato. Non poteva essere diversamente, come poteva quel bambino diventare un direttore di banca o un impiegato in un triste ufficio?

No Lucio, tu eri colorato, tu raccontavi storie piene di vita. Non sentivi mai il bisogno di conquistare il palco con la forza, spesso ti piaceva stare in disparte, seduto al tavolo. Quando poi ti chiamavano, entravi in scena senza troppi fronzoli, con dignità e timidezza. Iniziavi a cantare e ruggivi, ruggivi come un leone chiuso in gabbia per troppo tempo che finalmente correva libero nella savana.

Pensiamo ad Anna e Marco: di solito, nelle canzoni d’amore, i protagonisti sono sempre speciali, fuori dal comune, hanno un qualcosa che li differenzia da tutto il resto. Anna no, era “come tante”. Anna e Marco sono due ragazzi normali, come ce ne sono tanti, quei tanti che vengono snobbati perché, in fondo, non hanno niente di particolare, eppure tu li hai resi speciali, perché speciale è il sentimento che li lega. Potevi forse diventare qualcosa di diverso rispetto a quello che sei? No, le canzoni che hai scritto parlano per te, ci raccontano la tua anima, il tuo amore per Bologna e per il Sud Italia, per i racconti di vecchi ubriaconi, per le parole che nessuno riusciva ad esprimere e che tu, con semplicità, tiravi fuori da una melodia.

Oggi avresti compiuto 72 anni e voglio pensare che tu oggi sia qui con noi a festeggiare, che nella tua casa meravigliosa che da poco è aperta al pubblico ci sia una grande torta piena di candeline. Sì certo, fisicamente sei altrove, ma le persone indimenticabili, quando ci lasciano, non ci lasciano mai. Occupano uno spazio fisico ben tangibile, io ti vedo, Lucio, seduto qui accanto a me, ti vedo e te lo dico con il cuore:

Buon compleanno, ti vogliamo bene.

 

Nel 2014 è stata istituita la 'Fondazione Lucio Dalla', con l'obiettivo di valorizzare l’esperienza e il patrimonio culturale dell'artista
Nel 2014 è stata istituita la “Fondazione Lucio Dalla”, con l’obiettivo di valorizzare l’esperienza e il patrimonio culturale dell’artista

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About Mr. Tambourine Man

Chi è Mr. Tambourine Man? Nessuno lo sa con certezza. Intorno a lui aleggia un'aura di mistero: per alcuni è un ex chitarrista dei Nirvana reso nostalgico dall'età, per altri un giovane rapper dal sound elettronico, per altri ancora una cantante di opera lirica con la passione per la pop dance. O forse lo stesso lettore. Mr. Tambourine Man vi guiderà in un viaggio mistico attraverso la musica.

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