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“Batman v Superman: Dawn of Justice”, ovvero: come il cinema dei supereroi ebbe fine

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Comunque vada, il cinema supereroistico è destinato a morire assieme ai suoi protagonisti. Come il western prima di esso, fagocitato dalle proprie ambizioni e dai propri limiti. Primo fra tutti, il limite di non riuscire a guardare oltre la medesima formula.

About Mattia Carapelli

REDATTORE | Classe 1991, toscano. Si è laureato in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Siena. Lettore onnivoro e cinefilo convinto, nel 2014 ha pubblicato il suo primo romanzo, "Ironica", con la casa editrice Montedit.

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La terra del silenzio

Pubblicato il Lascia un commentoPubblicato in Costume e Società, Little Italy, Recenti

Me ne accorsi una nitida mattina di Giugno. Da qualche settimana arrivata in Giappone, camminavo per le vie vicine alla Tokyo Central Station, il cuore del business della capitale. Larghe strade e grattacieli che ti sovrastavano, infiniti, come giganti che indossano un’armatura di specchi appena tirata a lucido. Camminavo ubriaca di nuovi odori, sapori, visioni; percepivo qualcosa di strano attorno a me, qualcosa che non tornava. E poi, all’improvviso, lo notai. Un silenzio surreale si espandeva ovunque nell’aria e sembrava inghiottire le persone, le cose… tutto. Perché “la cosa essenziale nel parlare è quella di non parlare affatto”.

About Irene Ventura

COLLABORATRICE | Classe 1983, romana. Poco dopo la laurea conseguita presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, inizia una vita nomadica che la sta portando a muoversi costantemente tra l’Italia, l’Europa e l’Asia. Vivrà per qualche mese in Giappone. E’ affascinata da tutto ciò che è diverso da lei ed è ossessionata sul perché delle cose.

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Barbara Hepworth: la Scultura è Donna

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Spesso il mondo femminile, nell’esigenza di affermare i propri diritti e la propria situazione paritaria rispetto all’uomo, nega la propria identità omologandola a quella maschile. Le parole fragilità, ricettività sono purtroppo considerate ancora sinonimi di passività, debolezza, impotenza. Ebbene, l’essere madri implica dedizione, devozione e, sì, anche fragilità: accettazione del proprio corpo che cambia, accoglienza di un nuovo individuo, sbilanciamento della propria singolarità, dirottamento del proprio centro gravitazionale. Le sculture di Barbara Hepworth sembrano suggerire un ripensamento profondo, un rimodellamento radicale del concetto di femminilità. La fragilità del corpo femminile, la sua predisposizione a ricevere vengono esaltati come forze matrici della sua potenza, anziché fattori limitanti.

About Gloria Bisello

COLLABORATRICE | Classe 1993, nata in Provincia di Padova. Laureata alla triennale in Filosofia a Padova, ora vive in Regno Unito e studia Estetica e Storia dell'Arte. Spende il proprio tempo libero a visitare mostre, esibizioni, nuove città. Possiede una particolare attrazione per le arti visive. Ama viaggiare e pensare al mondo come la propria casa. Punto debole: un amore per l'Italia e la sua inviolabile bellezza.

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Johan Cruijff: esteta e profeta

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Che l’arte non sia più elitaria, è ormai una percezione diffusa: la consapevolezza che questa si possa manifestare nei luoghi più inaspettati è solida e gli anni a cavallo tra la fine dei Anni ’60 e l’inizio dei ’70 hanno contribuito fortemente ad affrancare l’arte dalla propria dimensione d’élite. E’ sbocciato in quelle decadi anche il più grande artista olandese del ventesimo secolo, al contempo pittore e musicista, attore e regista, esteta e profeta: il calciatore europeo del ventesimo secolo, Johan Cruijff.

About Jacopo Gramegna

REDATTORE | Classe 1996, ex cestista ed ex Parlamentare Regionale dei Giovani in Puglia, diplomato al Liceo Classico. Attualmente è studente di Giurisprudenza d'Impresa presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Divoratore instancabile di film e studioso di tattica sportiva, nutre una passione viscerale per i racconti che gravitano attorno ai campi da gioco. Si diletta in uno storytelling che possa far convergere le sue numerose anime. Primo Pianista per "NbaReligion.com".

Children light candles near the site of the attack at the Bataclan concert hall in Paris, November 15, 2015.    REUTERS/Christian Hartmann

La guerra che non c’è

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Quando pensiamo alla libertà, la prima immagine che ci viene naturale associare è il volo. Volare è sempre stato il sogno più ambizioso del genere umano. Volare ci rende liberi perché ha reso possibile che il mondo fosse più piccolo. Ci ha reso possibile vedere posti nuovi, aprire la mente, conoscere persone e culture diverse. Ha reso possibile tutte le cose che l’ISIS vuole negarci. Trascinandoci in una guerra in cui ci ritroviamo “tutti contro tutti” e in cui il razzismo la fa da padrone. Una guerra che non c’è, non è combattuta da grandi armi o da visibili carri armati. Ma che, nonostante ciò, è più infima. Fa più male. Perché colpisce gli innocenti.

About Ilaria Porru

REDATTRICE | Classe 1993, sarda. È laureata in Lingue e Comunicazioni presso l'Università degli Studi di Cagliari. Viaggiatrice per natura, durante il suo corso di studi ha incontrato la Turchia, Paese che le ruba il cuore e da cui non riesce più a separarsi. Vive attualmente ad Istanbul.