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La March Madness raccontata dall’interno

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La National Collegiate Athletic Association è un’associazione che raggruppa circa milleduecento istituti raggruppati in conference, le quali organizzano i programmi sportivi di college ed università negli Stati Uniti

Il mese di Marzo storicamente porta con sé la voglia di Primavera, un’instabilità climatica abbastanza marcata e – soprattutto – la NCAA March Madness. Un anno fa descrivevamo questo evento come un delirante Carnevale universitario, in riferimento all’euforia, contornata da colori e musica, che provoca nei propri spettatori. Anche quest’anno il mese di Marzo coincide col termine della stagione cestistica universitaria e con l’inizio del Torneo NCAA. È questo il momento dell’anno a cui tanti giovani cestisti pensano, riconoscendolo come l’anticamera del Draft NBA e di una carriera professionistica. Quest’anno abbiamo avuto la fortuna di poter incontrare e di avere una bella conversazione con due atleti che hanno vissuto da vicino le fasi più concitate del torneo cestistico universitario più importante al mondo. Jamail Jones e Justin Crosgile sono due cestisti statunitensi, attualmente in forza alla Tecnoswitch Ruvo di Puglia, che hanno completato il proprio ciclo di studi universitari giocando in Division One in NCAA.

Jones, classe 1992, ha avuto la possibilità di giocare in un’università di estremo pregio come la Marquette University in Wisconsin, arrivando due volte consecutive tra le migliori sedici squadre della Nazione e condividendo lo spogliatoio con diversi giocatori di enorme talento come Darius Johnson-Odom, combo-guard di spessore nel panorama europeo, Jae Crowder, tassello fondamentale degli odierni Boston Celtics e addirittura Jimmy Butler, tre volte All Star NBA e stella assoluta dei Chicago Bulls, nonché giocatore di assoluta élite mondiale nella pallacanestro odierna. Dopo aver chiesto il trasferimento in un altro ateneo, ha vissuto un anno da red-shirt (senza avere la possibilità di giocare) e ha completato il ciclo di studi alla Florida Gulf Coast University.

Crosgile ha invece giocato quattro anni in un’università storica come l’University of Texas El Paso, la seconda università più grande d’America ad avere una maggioranza studentesca composta da studenti afro-americani. L’UTEP è stata storicamente la prima università del Sud degli USA ad integrare i ragazzi di colore, vincendo addirittura il titolo NCAA nel 1965-66 (nel pieno degli anni della lotta per i diritti degli afroamericani) con un quintetto base composto interamente da ragazzi afroamericani. Entrambe le università godono di laureati illustri, tanto a livello sportivo quanto a livello artistico e politico, quindi non potevamo che cogliere l’occasione al balzo ed intervistare i due cestisti a riguardo delle loro esperienze collegiali.

 

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Justin Crosgile (1991) e Jamail Jones (1992) sono due cestisti statunitensi, attualmente in forza alla Tecnoswitch Ruvo di Puglia in Serie C Silver

D: Che potete raccontarci a riguardo della vostra esperienza collegiale? Quali sentimenti emergono quando ripensate a quegli anni?

Jones: È stato divertente. Ho avuto la fortuna di andare all’università per cinque anni, ho iniziato alla Marquette University, ho giocato due sweet sixteen e ho concluso il ciclo di studi alla Florida Gulf Coast University. Ora ho solo bei ricordi. Il college è eccezionale: incontri un sacco di amici che ti accompagneranno per sempre e l’amore della tua vita se sei abbastanza fortunato da incontrarlo. Io sono stato abbastanza fortunato da incontrare mia moglie e laurearmi: di cosa potrei mai lamentarmi? Il college per me è stata una benedizione.

Crosgile: La mia esperienza collegiale è stata caratterizzata un po’ da alti e bassi. Mi è piaciuta l’atmosfera: la convivenza con gli studenti, l’aspetto sociale della comunità universitaria. Ho anche potuto viaggiare molto, fare esperienze contro grandi università, poter prendere parte a tornei prestigiosi come la Battle 4 Atlantis alle Bahamas nel 2013. A quest’ultimo torneo è legato il mio momento preferito legato al college: abbiamo avuto modo di osservare da vicino grandi cestisti come la prima scelta al Draft 2014 Andrew Wiggins e di battere la Tennessee di Jordan McRae in diretta nazionale su ESPN. Una buonissima esperienza.

 

D: Adesso vi farò due domande diverse, legate alle vostre esperienze statunitensi ed europee, così diverse ma così interessanti. Per Crosgile: dopo esserti laureato negli USA sei approdato in Europa. Son passati circa due anni da quando sei qui, dunque hai accumulato abbastanza esperienza di pallacanestro europea per poter comparare i due diversi modi di giocare: quali sono le maggiori differenze tra il basket statunitense e quello europeo?

Crosgile: Il basket europeo è leggermente più incentrato sui fondamentali e sulla chimica di squadra. C’è molta meno propensione al gioco uno contro uno. Qui viene prediletta la conoscenza dei fondamentali del gioco, ad esempio è un po’ differente la regola legata alla violazione di passi. Sono entrambi bei modi di intendere la pallacanestro, anche Oltreoceano c’è una grande competitività. In ogni caso credo che l’elemento più importante sia la distanza dalle nostre famiglie, che è una cosa fantastica perché ci permette di crescere da soli e entrare a contatto con altre culture e nuovi stili di vita: come non amare, ad esempio, il cibo italiano!

 

D: Per Jones: visto il livello altissimo dei tuoi compagni, sapresti dirmi chi è stato il compagno di squadra più importante per la tua esperienza collegiale? E chi il più forte?

Jones: Il giocatore che apprezzavo maggiormente nella mia squadra era Devante Gardner, il numero 54 di Marquette, ora professionista in Giappone. Il giocatore a cui ero, invece, più legato era Dwight Buycks, già professionista (anche in NBA, ndr) da sette stagioni ormai. Era come un fratello maggiore per me. Continuo a chiedergli consiglio riguardo le mie scelte. È stato un onore per me giocare con giocatori simili, che continuano a darmi consigli e seguirmi.

 

D: Torniamo all’attualità e concludiamo con una domanda valida per entrambi: chi pensate possa vincere il Titolo NCAA quest’anno? E chi sarà la prima scelta al Draft 2017?

Jones: Quest’anno è difficile fare un pronostico. Ci sono molte buone squadre: ci sono sempre Kentucky, Duke, North Carolina, Kansans e Gonzaga che è stata a lungo la miglior squadra d’America. Non lo so, la March Madness è bellissimo momento dell’anno, ho goduto del lusso di giocare due sweet sixteen: è un’esperienza che capita una volta nella vita. Se devo fare una previsione secca, scelgo Kansas: hanno diversi ottimi giocatori che hanno già giocato il torneo e sanno cosa aspettarsi. Per quanto riguarda il Draft, non saprei, direi Malik Monk di Kentucky. Adoro il modo in cui gioca, il modo in cui cerca il canestro, tira da tre punti, il suo atletismo. Mi ricorda, per il modo in cui attacca il ferro e per le capacità da creatore di gioco, un giovanissimo Dwyane Wade con un migliore tiro da tre punti.

Crosgile: Non so chi potrebbe vincere. Se dovessi fare un solo nome direi Kentucky. Mi piacciono i loro freshmen (i ragazzi al primo anno, ndr), hanno un grande coach (John Calipari, ndr) e – cosa più importante – hanno una difesa fenomenale. Ma anche altri team hanno esperienza, come Kansas. È sempre una cosa divertente guardare la March Madness, ci sono tante squadre diverse, non sai mai cosa succede: è questa la cosa più importante, è una gioia per gli occhi! Per quanto riguarda la prima scelta assoluta al Draft dico Malik Monk, a me – a differenza di Jamail – ricorda John Wall quando era a Kentucky, ma lui ha un suo stile, probabilmente diverso da quello di quasi tutti i giocatori NBA.

 

Ringraziamo Jamail Jones, Justin Crosgile e la Tecnoswitch Ruvo – soprattutto l’allenatore in seconda Vincenzo Mastrorilli, che ha permesso che l’incontro avvenisse – per la disponibilità e la gentilezza. Con testimonianze di questo genere la March Madness assume contorni ancora più interessanti.

Chi sarà a vincere quest’anno? Non ci resta che lasciarci trasportare dalla follia colorata del Torneo NCAA per scoprirlo.

 

 


 

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About Jacopo Gramegna

REDATTORE | Classe 1996, ex cestista ed ex Parlamentare Regionale dei Giovani in Puglia, diplomato al Liceo Classico. Attualmente è studente di Giurisprudenza d'Impresa presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Divoratore instancabile di film e studioso di tattica sportiva, nutre una passione viscerale per i racconti che gravitano attorno ai campi da gioco. Si diletta in uno storytelling che possa far convergere le sue numerose anime.

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