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La furbizia nel “Decameron” boccaccesco

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Giovanni Boccaccio nacque dalla relazione illegittima fra una donna della quale non conosciamo l’identità e Boccaccino di Chellino, che lo legittimò poco dopo. La sua formazione si divise principalmente fra Firenze e Napoli, dove alternava gli studi di diritto, quelli bancari e umanistici. Fra le numerose produzioni letterarie, il Decameron è sicuramente quella più celebre. Composto tra il 1349 e il 1353, comprende cento novelle raccontate in dieci giornate da altrettanti narratori, precisamente sette ragazze e tre ragazzi. Lo sfondo su cui questi racconti si svolgono è quello fiorentino, minato e bersagliato dalla peste che colpì la città nel 1348.

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Le Sirene: due corpi, un nome

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Se oggi pensiamo a una Sirena, di norma ci riferiamo a una creatura con il corpo per metà donna – dalla vita in su – e per metà pesce – dalla vita in giù – complici rappresentazioni cinematografiche, dipinti, disegni e statue. In questo articolo si cercherà di proporre un excursus sul mito delle Sirene e sulla loro “muta”, legandolo alle sirene letterarie che più ci sono familiari.

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La dignità della memoria argentina: El Conti no se achica

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Quattordici anni fa il Presidente Néstor Kirchner e il sindaco di Buenos Aires firmarono per l’istituzione di una spazio della memoria, proprio dove erano stati perpetrati gli orrori peggiori della dittatura e si dette impulso così ad una serie di processi che hanno messo alla sbarra un battaglione di militari: dagli alti comandi dell’Esercito argentino ai soldati semplici, impiegati nel ruolo di aguzzini. In questo giardino nel bel mezzo della periferia chic di Buenos Aires, dove oggi corrono viali alberati, sorgono villette con giardino, animati caffè e locali, negli anni della dittatura venivano perpetrate torture, erano imprigionati quelli che poi sarebbero diventati i “desaparecidos”.

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Elezioni politiche italiane 2018: chi votare?

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Da qualche mese una certa domanda aleggia nell’aria. Durante un aperitivo, mangiando il dessert dopo una cena tra amici, o semplicemente quando cala il silenzio e si vuole trovare un nuovo argomento di discussione: «Maaa voi chi votate???» si chiedono tutti. Io stessa ponevo la questione per due ragioni. Da una parte, volevo sentirmi meno sola nell’incapacità di decidere e nella paura di chi possa essere votato dagli altri. Desideravo osservare il mio interlocutore e vedere la stessa, familiare confusione. D’altro canto, una speranza rimaneva: che dibattendo qualcuno mi offrisse una risposta sul piatto d’argento. Poi, d’un tratto, è arrivata l’illuminazione.